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Perù: un porto per la Bolivia
Manuel Robles Sosa |
Ottobre 2010 - I presidenti di Bolivia, Evo Morales, e Perú, Alan García, hanno superato i disaccordi ed hanno proclamato, stando assieme, che la Bolivia deve recuperare la sua presenza sovrana sull'Oceano Pacifico.
" La Bolivia ritornerà, presto o tardi, con sovranità, sulle coste del Pacifico, perché questo è irrinunciabile", ha detto Morales in un incontro con il sole, la brezza marina e il rumore del onde nel porto di Ilo.
García ha segnalato che la Bolivia deve riavere la sua sovranità marittima e che i (paesi) fratelli devono fare un fronte comune, perché si faccia giustizia e basta, senza che nessuno sia offeso o si senta offeso, in chiara allusione al Cile.
Dopo lo scambio di decorazioni e la firma di un protocollo che amplia le facilità d'accesso e la presenza in questo porto della Bolivia, date nel 1992, Morales ha detto che l'accordo avvicina la Bolivia al recupero di un'uscita sul mare con sovranità, grazie alla volontà peruviana ed ha ricordato che il suo paese perse per mano del Cile la sua uscita sul mare in una tappa d'infortunio e di guerra, " ma recuperare quell'uscita è una rivendicazione irrinunciabile per la giustizia che la sostenta".
Con l'accordo firmato "manca solo la sovranità marittima, anche se sappiamo che questa situazione non è responsabilità del Perù".
Queste intese aprono alla Bolivia le porte intercontinentali per il commercio mondiale", ha sottolineato ancora.
Morales ha affermato che gli accordi con il Perù sono "storici, inediti e singolari per i due paesi vicini e fratelli che sono stati sempre uniti per la loro cultura e la loro storia"
A proposito del vincolo tra Bolivia e Perù ha detto che hanno vissuto "storicamente in solidarietà e comunità in una lotta permanente per la nostra indipendenza da circa 200 anni", adesso proiettata verso il contesto latinoamericano.
Il presidente boliviano ha evocato i ribelli indigeni Túpac Amaru e Túpac Katari, i libertadores Simón Bolívar e Antonio José de Sucre, con la Confederazione che i due paesi formarono nei primi decenni del suo indipendenza.
"È ingiusto che la Bolivia non abbia uscita sovrana al Pacifico", ha detto García, che ha ricordato che il vicino paese non è nato mediterraneo, ma ha perso un componente essenziale della natura.
"Per questa ragione la Bolivia necessita il sostegno dei suoi fratelli per fare un fronte comune in difesa di questo diritto irrinunciabile.
"Speriamo che il dialogo bilaterale conduca al recupero della giustizia che è per la Bolivia l'avere un'uscita sovrana sull'oceano. È ingiusto che la Bolivia non abbia un'uscita sovrana sull'oceano", ha reiterato, aggiungendo che il Perù non sarà mai un ostacolo nel dialogo bilaterale (Bolivia-Cile) e che si deve in modo che la Bolivia ottenga la sua uscita sovrana al mare.
La Bolivia aspira ad ottenere questa uscita nell'estremo nord del Cile, territorio che il Cile può cedere solo dopo un accordo con il Perù, per via di un trattato bilaterale.
García ha detto che il suo appoggio all'uscita sovrana della Bolivia al mare non "vuole offendere nessuno", sostenendo che la giustizia deve farsi strada e che con la giustizia non si offende e non si teme nessuno, perché è la verità.
Morales ha invitato il suo anfitrione a visitare la Bolivia, ponendo fine ai disaccordi e riaffermando un'amicizia eterna e gli accordi raggiunti, mentre García ha segnalato che la visita è servita per porre un punto finale a "dispute su parole " perché "le parole se le porta via il vento". (Traduzione Granma Int.). |
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Perù: reclamo di libertà per i Cinque Eroi |
Febbraio 2010 - PL - Centinaia di intellettuali, attivisti solidali con Cuba ed altre personalità, hanno reclamato al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, la libertà dei Cinque combattenti antiterroristi cubani reclusi da più di 11 anni nelle prigioni dell'impero.
Il reclamo è contenuto in una lettera inviata all'Ambasciata degli Stati Uniti, indirizzata al presidente statunitense in occasione del compimento del suo primo anno di presidenza.
"Il mondo ha aspettato con pazienza in questi 12 mesi, aspettando che Lei ponesse fine alla farsa montata contro Renè Gonzalez, Ramon Labañino, Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero e Fernando Gonzalez", recita la lettera, sottolineando la delusione che ciò non sia successo.
"I Cinque cubani reclusi sono dei veri Eroi, ad hanno combattuto il terrorismo, ma continuano ad essere ingiustamente reclusi ed hanno già sofferto 11 anni di prigionia.
Noi, cittadini peruviani che già Le abbiamo chiesto in diverse forme la libertà dei Cinque, reiteriamo oggi il nostro reclamo.
"Giustizia dev'essere fatta ed i Cinque devono essere rimessi in libertà!", si legge ancora.
Firmano la lettera i poeti Hildebrando Perez, Marcos Martos, Rossina Valcarcel e Winston Orrillo, la cantautrice Marcela Perez Silva, gli artisti Fanny Palacios e Bruno Portugues, e il presidente del Comitato Peruviano di Solidarietà con i Cinque, Gustavo Espinoza, tra le tante personalità. (Traduzione Granma Int.) |
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Combattiva chiusura del X Congresso di Solidarietà con Cuba (Manuel Robles Sosa) |
Ottobre 2009 - PL - Con elogi alla positiva organizzazione e l'impegno d'intensificare la solidarietà con Cuba, è terminato a Cuzco il X Incontro delle Case di Amicizia Perù - Cuba.
Sia il presidente del Comitato Organizzatore, Andrés Olivares, come l'ambasciatore di Cuba in Perú, Luis Delfín Pérez - che ha assistito come invitato - hanno sottolineato il successo dell'incontro, al quale hanno partecipato 900 delegati di 20 delle 24 regioni peruviane.
Olivares ha ricordato l'appoggio ricevuto dal comitato che presiede, integrato dalla Case, da altre organizzazioni locali e dalle Case di Amicizia del resto del paese, e ha detto d'aver ricevuto con umiltà sia gli elogi che le critiche per correggere gli errori.
Nel suo intervento, Olivares ha parlato in lingua quechua che si parla correntemente in questa regione oltre allo spagnolo, per gridare Viva Cuba e Viva l'Amicizia tra i due paesi.
L'ambasciatore Peréz ha segnalato che il popolo cubano apprezza fortemente la solidarietà dei peruviani in una realtà mondiale complessa e caratterizzata dalla grave crisi economica e finanziaria, tradotta in più fame e più disoccupazione nei paesi poveri.
Inoltre ha segnalato la dichiarazione finale dell'incontro che domanda l'eliminazione del blocco genocida e criminale di quasi mezzo secolo contro Cuba ed esige la libertà dei Cinque combattenti antiterroristi cubani ingiustamente reclusi da 11 anni negli Stati Uniti.
Il diplomatico ha detto che la lotta per la libertà dei Cinque continuerà sino alla fine, quando si otterrà il loro ritorno in Patria, così come la battaglia contro il blocco (mercoledì 28, per la 18ª volta, si voterà la Risoluzione che domanda la fine di questa politica ostile).
Stiamo a vedere quale sarà l'atteggiamento dell' amministrazione nordamericana che non ha mantenuto le sue promesse di cambiamento e mantiene le azioni di guerra del suo predecessore, che il mondo condanna.
Ailí, la figlia di Ramón Labañino, uno dei Cinque, è stata invitata al X Incontro ed ha ringraziato le espressioni di solidarietà per suo padre e per i suoi quattro compagni detenuti, prigionieri dell'impero.
La chiusura è stata ravvivata da una gala culturale. Due giovani limeñas hanno recitato la poesia Canto Coral di Tupac Amaru, nello stesso edificio coloniale nel quale il ribelle indigeno fu recluso e dove oggi ha sede l'Università San Antonio Abate di Cusco, statale e anche sede dell'incontro solidale.
Erano presenti alla chiusura anche gli integranti della Brigata Sanitaria Oculistica cubana "Celia Sánchez Manduley", che lavora a Cusco dal dicembre del 2008 (Traduzione Granma Int.). |
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