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La Gran Marcia del Popolo a Panama
MARIO ESQUIVEL |
Marzo 2010 - Gli organizzatori del movimento sociale panamense hanno ultimato i dettagli per la Gran Marcia del Popolo, programmata per domani 18 marzo contro il nuovo schema fiscale proposto dal governo e la trasformazione del curriculum in educazione.
I sindacati dei docenti hanno confermato la loro partecipazione alla manifestazione ed hanno raccomandato ai genitori di non mandare i figli a scuola.
La ministra dell’Educazione, Lucy Molinar, ha ricordato che anche se i professori hanno diritto alla libera espressione, si compirà la legge e si sconterà un giorno di stipendio a coloro che si assenteranno dalle scuole.
Il Fronte Nazionale per la difesa dei diritti economici e sociali, (FRENADESO), e la Coordinatrice di Lotta per il rispetto della vita e della dignità del popolo saranno presenti nel movimento.
Le autorità hanno avvisato che attueranno per garantire il libero transito di fronte a qualsiasi tentativo di chiudere le strade.
Martedì 14, la polizia nazionale ha arrestato 200 membri del Sindacato Unico dei Lavoratori della Costruzione e Similari, (SUNTRACS), relazionati con proteste in varie zone della capitale.
Militari delle unità antirivolta, sono intervenuti usando gli idranti per affrontare i manifestanti.
Secondo il FRENADESO, gli operai sono stati repressi mentre distribuivano volantini contro la nuova politica fiscale dell’esecutivo.
Il direttore della Polizia Nazionale, Gustavo Pérez, invece ha dichiarato che sono state applicate misure di controllo, perché le istituzioni sono chiamate a proteggere la vita, l’onore ed i beni di tutti i cittadini.
Fonti del FRENADESO hanno commentato a Prensa Latina che gli avvocati designati per difendere gli operai sono riusciti con molte difficoltà ad incontrare i detenuti nel commissariato, perché si considerava che l’azione poteva avere una relazione con i preparativi della Gran Marcia del Popolo, che prevede la partecipazione di molti rappresentanti di diverse organizzazioni sociali del paese.
(Traduzione Granma Int.) |
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Il governo di Panama termina unilateralmente la Missione Miracolo |
Febbraio 2010 - Il governo di Cuba ha disposto la ritirata della Brigata Sanitaria che lavorava a Panama, come parte del programma d’attenzione oculistica chiamato “Operazione Miracolo”, hanno informato le fonti ufficiali.
Con un comunicato emesso lunedì 1º febbraio, l’ambasciata cubana in questa nazione ha indicato che il 5 gennaio scorso è stato pubblicato, attraverso la stampa locale, un intervento pubblico del Ministro di Salute, nel quale si informava sulla messa in moto dell’iniziativa “Visione 20-20”, che sostituiva l’Operazione Miracolo.
In questo modo il governo di Panama ha fatto terminare la cooperazione sanitaria dell’Isola con questo paese.
Da quel momento e nella stessa data, la missione cubana ha constatato in diversi incontri con alte autorità di Panama che la posizione unilaterale era ferma e che si annullava quanto stipulato nell’accordo vigente.
Per questo Cuba ha deciso di procedere all’immediato ritiro del personale e degli strumenti, con la soddisfazione d’avere contribuito ad accrescere i livelli di salute del popolo di Panama e soprattutto dei suoi settori più vulnerabili e più poveri.
Ai 22 pazienti che devono essere operati, si offrirà la possibilità di andare a Cuba in forma gratuita per la loro assistenza.
Il tempo dirà se i responsabili di questa brutale conclusione dell’operazione umanitaria in oculistica, con la motivazione che “non era più necessaria perchè sarà garantita dai settori pubblici e privati della sanità nel paese”, avevano o meno ragione.
L’Operazione Miracolo ha lasciato come saldo gli interventi chirurgici agli occhi di 44.486 persone nel Centro Oculistico che operava nella provincia di Veraguas, con altre 5.229 persone operate in Cuba, tutte in forma assolutamente gratuita.
Inoltre, con la modalità dell’usufrutto gratuito, Cuba ha apportato tutto l’equipaggiamento necessario, della più moderna ed alta tecnologia, i medicinali e gli strumenti necessari per prestare tutti i servizi oculistici previsti.
Cuba ha anche pagato i viaggi ed i salari di tutto il personale cubano.
Questo programma attualmente si svolge con grande successo in 35 paesi, ed ha reso o migliorato la visione a 1.8 milioni di persone (Info PL /Traduzione Granma Int.) |
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A Panama
ANNERIS IVETTE LEYVA |
Dicembre 2009 - Nel quartiere panamense di El Chorillo ci furono più gridi che case incendiate quando le strade furono riempite da invasori yankee nel dicembre del 1989. La stampa parlò di almeno 3.000 vittime e innumerevoli perdite materiali, ma non fu mai valutata la quantità dei sogni feriti a morte.
In quei giorni a Cuba si esclamò varie volte “Solidarietà con Panama!” E fu tanto l’appoggio alla nazione colpita, che la frase divenne portatrice di speranza. Non ci fu nessuno in disaccordo quando il Comandante in Capo Fidel Castro la suggerì come nome per la scuola speciale dedicata ai bambini con limitazioni fisico-motorie, unica del suo tipo nel paese.
Sono passati due decenni da quando l’adolescente Yusimí tagliò il nastro dell’inaugurazione di quella struttura e liberò le speranze.
Rallegrata per l’indipendenza acquisita in tanti anni di apprendistato, si unì al banchetto di chiusura e ai nuovi studenti, per commemorare il ventesimo anniversario della sua eterna casa, dove la volontà di insegnare e apprendere mette in dubbio i limiti del possibile.
Convertire il difficile nel naturale ha caratterizzato sempre il lavoro dell’istituzione educativa, non invano presente come referente del Centro Latinoamericano per l’Educazione Speciale e che ha meritato recentemente il Premio Le scarpette rosa, consegnato dall’Organizzazione di Pionieri José Martí.
SOGNARE SENZA RITARDI
“Non toglietemi dalla mia scuola”, ha chiesto un bambino ai suoi genitori e Esther La O Ochoa ha sentito una stretta al cuore. Più di 15 anni come direttrice della scuola speciale Solidarietà con Panama non le hanno tolto l’intenso amore per ognuno dei suoi studenti-figli, una gran parte dei 921 laureati nel Centro.
Di fronte a lei sono passati alunni con limitazioni fisico-motorie di tutti gli angoli del paese, e di nazioni come Venezuela, Uruguay, Cile e Ecuador, i quali, dopo aver superato la scuola elementare e media – ed addirittura la speciale – ed aver ricevuto i servizi di fisiatria, psicologia, logopedia e stomatologia, hanno lasciato il personale per convertirsi in studenti di Informatica e Medicina, o specialisti di Psicologia, di Diritto, Biotecnologia ecc.
Nella mia scuola il “io non posso” è bandito, ma raggiungere l’assimilazione di questo concetto necessita di un’assistenza sistematica e integrale che include anche la terapia con i genitori.
Mezzo centinaio di docenti e poco meno assistenti di famiglia contribuiscono al progetto di amore che Esther puntualizza ringraziando più volte Fidel e la Rivoluzione. Una coppia di giovani istruttori di arte completa il gruppo incaricato di istruire gli educandi, e di creare loro un ambiente di benessere comparato solo – o a volte superiore – a quello delle famiglie.
La direzione del gruppo valuta come un punto di forza la stabilità del personale; “per questo cerchiamo che, ogni giorno, i maestri ed il resto dei lavoratori arrivino con il desiderio di consegnarsi totalmente”.
A proposito del ventesimo anniversario di “Panama” – come si chiama la scuola abitualmente – non hanno tardato ad essere festeggiati i professori fondatori Juana e Guillén; Marlen, cuoca di sempre, la terapista occupazionale Teresita ed il fisiatra Machuca.
Tanto i più sperimentati, quanto i novizi della pedagogia speciale, hanno il merito di aver sostenuto Yieisi e Claudia nel desiderio di ballare, incluso quando le sue condizioni fisiche sembravano negare loro questo diritto, o di appoggiare Rosaili nella sua voglia di cantare ballate felici, anche quando la vita le poteva sembrare grigia.
E tutti, i discepoli, i genitori e i maestri, coincidono nel ringraziare la Rivoluzione, specialmente Fidel l’opportunità insuperabile di tornare a far vivere l’anima e rafforzare lo spirito di coloro ai quali la natura ha imposto dure sfide. (Traduzione Granma Int.) |
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