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Il Ministro degli esteri della Russia visita il Nicaragua ALFREDO G. PIERRAT

Febbraio 2010 - Il ministro degli Esteri della Russia, Serguei Lavrov, ha iniziato una breve visita ufficiale in Nicaragua e durante il soggiorno incontrerà il presidente Daniel Ortega. Proveniente da Cuba, Lavrov è giunto a Managua la mattina presto ed è stato ricevuto dal suo omologo nicaraguense, Samuel Santos. Questa è la prima visita del cancelliere russo in questa nazione centro americana, da quando i due paesi hanno stabilito relazioni diplomatiche formali, nel 1944. "Questa visita ha l'obiettivo di rafforzare ed approfondire i vincoli diplomatici e la cooperazione bilaterale", ha dichiarato Lavrov al suo arrivo. Nella giornata il ministro russo ha assistito alla cerimonia della firma di un accordo di collaborazione tra l'Università Centroamericana e la Fondazione Russkiy Mir (El Mundo Ruso). "Nicaragua e Russia "svolgono attivamente un dialogo politico ed hanno realizzato un passo avanti importante dotando la cooperazione bilaterale di un nuovo contenuto per elevarla al livello d'associazione strategica nel futuro" ha precisato a Mosca il portavoce del ministero degli Esteri, Andrei Nesterenko. La visita de Lavrov in Nicaragua forma parte di un percorso iniziato a Cuba, che proseguirà per Guatemala e Messico (Traduzione Granma Int.)

L'opposizione torna a fallire nel Parlamento nicaraguense ALFREDO G. PIERRAT

Febbraio 2010 - PL - La sessione per discutere il progetto di amnistia per funzionari corrotti si è di nuovo sospesa nel Parlamento nicaraguense, a causa della continua opposizione senza riuscire ad unire gli appoggi necessari per iniziare il dibattito. L'iniziativa, voluta dal Partito Liberale Costituzionalista (PLC) e dal Movimento Vamos con Eduardo (MVE), sembra essere stata relegata ad un secondo posto, dopo i due fallimenti consecutivi nel tentativo di convertirla in legge. Con il progetto, i partiti all'opposizione pretendevano esonerare dalle colpe oltre un centinaio di funzionari pubblici che esercitarono il proprio incarico dal 1990 fino al 2007, durante i governi neoliberali degli expresidenti Violeta Barrios de Chamorro, Arnoldo Alemán Locayo e Enrique Bolaños Geyer. Ma, soprattutto, si cerca di ripulire l'immagine di Alemán, e del banchiere Eduardo Montealegre, principali aspiranti dell'opposizione conservatrice ad affrontare il Frente Sandinista de Liberación Nacional nelle elezioni presidenziali del prossimo anno. Entrambi integrano il gruppo di funzionari accusati di delitti come il furto, malversazioni, riciclaggio di denaro sporco ed altri del genere che, assieme, costarono al paese 18 milioni di cordobas, circa 870 milioni di dollari al cambio attuale, stando ai dati ufficiali. Dopo la sospensione della sessione parlamentare di ieri, le cupole dell'opposizione hanno continuato alla ricerca di deputati che appoggiassero il progetto, ma è evidente che non hanno neppure ottenuto i 47 necessari a cominciare un'altra volta il dibattito. Dal punto di vista dell'opposizione, il fallimento è da attribuirsi ad altri fattori, al rifiuto dei cinque deputati dell'Alianza Liberal Nicaraguense (ALN) che si sono rifiutati ad approvare il progetto se prima non viene garantita loro una quota di nomina di 25 alte cariche statali, cosa che pure deve essere approvata dall'Assemblea. Tra tali alti incarichi ci sono quelli della magistratura del Poter Giudiziale, il Procuratore dei Diritti Umani e tutti i membri del Consiglio Superiore Elettorale. Il presidente dell'Assemblea Nazionale, il sandinista René Núñez, ha cancellato la sessione parlamentare prevista per domani ed ha citato i deputati per martedì prossimo. In questo scenario il progetto di amnistia permarrà congelato con la possibilità che l'opposizione possa riprenderlo nel futuro, e tutto sembra indicare che l'Assemblea voterà la prossima settimana per le alte cariche, una tema che si prevede molto spinoso. (Traduzione Granma Int)

Il Nicaragua non riconoscerà il nuovo Presidente dell'Honduras

Febbraio 2010 - "Il Nicaragua non può riconoscere Porfirio Lobo come nuovo presidente del paese, perchè il suo potere si basa nelle baionette e su un colpo di Stato", ha avvisato il presidente Daniel Ortega, citato da PL. "Non possiamo riconoscere il governo dell'Honduras perchè è una continuità del colpo di Stato militare che ha espulso l'ex presidente Manuel Zelaya", ha precisato ancora Ortega, che ha anche denunciato l'amnistia dettata dal Congresso del paese per lasciare in libertà i militari golpisti. "I golpisti, indiscutibilmente si sentono completamente liberi e con tutto l'appoggio per promuovere e propiziare nuovi colpi, in Honduras e nella regione centroamericana". Ortega ha segnalato che l'America Centrale vive una situazione difficile, perchè l'effetto del colpo di Stato ha inquinato la regione, ed ha assicurato che Porfirio Lobo è minacciato e non ha la forza per prendere decisioni al di fuori dell' influenza dei golpisti. "Non possiamo arrenderci di fronte ai colpi militari. Il Nicaragua continuerà a lottare nei Fori internazionali contro la rottura dell'ordine costituzionale", ha aggiunto Daniel Ortega, che, come ha reso noto PL , ha fatto riferimento all' accordo dell'associazione per i negoziati tra l'Unione Europea e tutti i paesi dell'America centrale ed ha denunciato che gli europei praticamente vogliono liquidare le forze produttive del Centroamerica. Il presidente del Nicaragua ha ricordato che questo processo si è paralizzato per il colpo militare in Honduras, nel giugno dell'anno scorso, ed ha sostenuto che si tratta di un negoziato molto difficile per le condizioni che l'Unione Europea pone in tutti i settori. (Traduzione Granma Int.)

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