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Messico: sindaci del mondo firmano patto climatico
NUBIA PIQUERAS GROSSO |
Novembre 2010 - PL.- Presidenti e rappresentanti di 43 paesi hanno firmato il Patto Climatico Globale delle Città, nel quale si sono impegnati a ridurre in modo volontario le emissioni inquinanti per combattere il riscaldamento globale.
Con quest'accordo, i partecipanti alla Riunione Climatica Mondiale di Sindaci (Cclima) hanno lanciato un appello di allerta alla comunità internazionale sull'urgenza di investire più risorse nei progetti indirizzati a lottare contro il male che attanaglia il pianeta.
Il Patto di Città del Messico consta di 10 impegni incamminati verso la riduzione di emissioni, adottare misure di mitigazione, sviluppare strategie per far fronte al cambio climatico e promuovere alleanze tra la società civile, gli organismi internazionali e i Governi.
I sindaci di Parigi e del DF sono stati i principali sponsor del testo che sarà iscritto nel Registro Climatico delle Città "Carbonn", meccanismo per il quale le azioni da realizzare sono misurabili, riportabili e verificabili. Nella firma di questo accordo hanno partecipato rappresentanti di alcune organizzazioni ambientaliste come il WWF, Greenpeace, Oxfam, Pronatura, Despacho Sequeale, Presenza Cittadina.
Tali organizzazioni hanno apportato alcune idee per lo sviluppo di campagne di sensibilizzazione sullo sviluppo energetico, disegno ed esecuzione di progetti di miglioramento e di uso dell'acqua piovana, istallazione di pannelli solari e altri programmi per il miglioramento e la promozione del trasporto pubblico.
Durante il Cclima, il capo del Governo del DF ha ribadito che la firma del patto significa "un messaggio di speranza per l'umanità" e potrebbe essere un anticipo per la Conferenza Mondiale del Clima a Cancún.
Ha anche indicato che il testo dimostra ciò che in maniera volontaria possono fare i governi locali per ridurre le emiissioni inquinanti a breve termine. (Traduzione Granma Int.) |
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ALBA-TCP pianifica la difesa dell'ambiente elaborata a Cancún
ISABEL SOTO MAYEDO |
Novembre 2010 - PL.- I delegati dei paesi dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America (ALBA) continuano a intercambiare opinioni in Bolivia miranti a creare una piattaforma comune di difesa alla Natura, prevista a Cancún, Messico.
Dopo l'inaugurazione della riunione di costituzione del Comitato Ministeriale di Difesa della Natura ALBA-TCP, i rappresentanti del Venezuela, Cuba, Nicaragua, Ecuador e Bolivia si sono riuniti nell'Hoten Radisson.
All'inaugurazione dell'appuntamento, la viceministra boliviana dell'Ambiente Cinthya Silva, ha informato che prossimamente arriveranno anche i ministri competenti dei diversi paesi partecipanti.
Questi firmeranno gli accordi che nasceranno dai dibattiti, mirati ad articolare l'ente di controllo del tema e una proposta concreta del foro regionale, prima del Summit dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, prevista per la fine di novembre in Messico.
La Silva ha condiviso con la stampa il suo ottimismo per l'elaborazione di proposte comuni tra le nazioni dell'ALBA-TCP e ha commentato che il Governo boliviano ha suggerito ai membri del meccanismo di integrazione di "andare con la stessa tunica, e di cercare il consenso".
"Dobbiamo raggiungere un accordo in difesa della vita e della natura e di tutti i popoli" ha sottolineato la viceministra.
Intanto, la rappresentante per la Repubblica Bolivariana del Venezuela, Lisette Hernández, ha concordato sul fatto che si deve concretare una proposta che sia la voce dei popoli che soffrono giorno dopo giorno gli effetti del cambio climatico.
Precedentemente Evo Morales aveva detto che Cancún potrebbe trasformarsi in una vera festa tra i governi e i movimenti sociali popolari, se si raggiungesse una concertazione di interessi intorno alla difesa dell'Ambiente e alla sussistenza del genere umano.
Ma se i paesi industrializzati mantengono la posizione del Summit delle Organizzazione delle Nazioni Unite (Copenaghen 2009), probabilmente l'incontro si tradurrà in un confronto con le organizzazioni popolari del mondo e non solo dell'America Latina, ha pronosticato. (Traduzione Granma Int.) |
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Forum sulla relazione di Fidel Castro con il Messico |
Ottobre 2010 - Un Forum intitolato "La relazione di Fidel Castro con il Messico e la sua lotta per la pace", si è svolto nella Casa Lamm di Ciudad de Mexico, con la partecipazione di noti accadémici che hanno dissertato su questi vincoli che durano da più di 50 anni.
Gli organizzatori di questo appuntamento, che ha richiamato un numeroso gruppo di partecipanti, sono stati gli accademici dell'Università Nazionale Autonoma del Messico, Luis Javier Garrido e John Saxe-Fernández, l'ex deputato Enrique Herrera e l'ambasciatore di Cuba in Messico, Manuel Aguilera.
In particolare, Saxe-Fernadez ha parlato dell'allarme del leader cubano - espresso nelle sue Riflessioni- sulla minaccia globale che rappresenta la quasi totale riduzione delle risorse naturali per lo spreco dei più poderosi, e sui pericoli che l'umanità affronta davanti ad un'eventuale guerra nucleare.
Herrera ha ricordato episodi della tappa dell'esilio in Messico di Fidel Castro, ed ha letto frammenti di un discorso pronunciato dal rivoluzionario cubano il 10 ottobre del 1955, davanti al monumento ai Bambini Eroi di Chapultepec, idee che - ha considerato - sono totalmente vigenti oggi.
Riferendosi ai vincoli del leader della Rivoluzione Cubana con questo paese, sia Herrera che Garrido hanno coinciso che non sono amai avvenuti incidenti congiunturali negli ultimi 50 anni, capaci di interrompere i vincoli tra il Messico e Cuba.
Tutti gli oratori hanno ricordato le grandi manifestazioni organizzate nella capitale messicana nei momenti trascendentali della storia recente di Cuba, come l'invasione di Playa Girón, quando il generale Lázaro Cárdenas annunciò la sua disposizione a partire per difendere la Rivoluzione cubana, davanti a 100.000 messicani che avevano riempito lo Zócalo della capitale.
Garrido ha sottolineato che i vincoli tra le due nazioni hanno vissuto una traiettoria retta, con difficoltà apportate da alcuni governi messicani, ma sempre caratterizzati dall' assoluto affetto tra i popoli di Cuba e del Messico.
L'ambasciatore cubano ha raccontato diversi passaggi che testimoniano la forza di questi indistruttibili legami tra i i due popoli fratelli, dal passaggio per il Messico di personalità come José Martí, José Maria Heredia e Pedro Santacilia, il genero cubano di Benito Juárez.
Aguilera de la Paz ha ricordato anche le molteplici opportunità in cui il leader cubano ha testimoniato la sua eterna amicizia con il Messico, e la gratitudine che ha sempre sentito per la solidarietà permanente del suo pueblo con Cuba.
(Traduzione Granma Int.) |
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