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Rigoberta Menchù reclama i diritti del Popolo Mapuche

Novembre 2010 - La leader indigena del Guatemala Rigoberta Menchú, Premio Nobel della Pace, ha reclamato esatto il rispetto dell'identità e dei diritti ancestrali del Popolo Mapuche, in Cile. "Condanniamo la discriminazione dei popoli indigeni, l'ignoranza e l' intolleranza che vogliono eliminare in ogni modo un'eredità millenaria", ha dichiarato Rigoberta Menchú, di passaggio a Santiago del Cile, invitata dall'Università Accademia dell'Umanesimo Cristiano. La Premio Nobel della Pace del 1992 ha denunciato le vessazioni contro l'etnia mapuche, oggi conosciute dall'opinione pubblica per via dello sciopero della fame realizzato da 34 indigeni imprigionati nel sud del Cile. Dopo un incontro con Natividad Llanquileo, portavoce dei detenuti, la Menchú ha ricordato l'esistenza di strumenti legali internazionali che proteggono i popoli nativi. "Diamo coraggio ai fratelli mapuche nella lotta per la difesa della loro cultura e della loro dignità", è stato il messaggio trasmesso agli indigeni reclusi nelle prigioni, che si oppongono all'applicazione della legge antiterrorista per le loro cause ed alla militarizzazione dell'Araucania. Durante il primo giorno del suo soggiorno in Cile, Rigoberta ha tenuto una conferenza come parte del seminario "Educare per il benessere. Le sfide delle terapie naturali in tempi di trasformazione". Il Museo Storico Nazionale è stato la sede di un altro intervento sulle sfide per una società equa e senza esclusioni. Prima di ritornare nel suo paese, la rappresentante indigena ha percorso le installazioni del Parco della Pace Villa Grimaldi, dove esisteva un campo di detenzione e tortura durante la dittatura militare di Augusto Pinochet (1973-1990) e parteciperà alla XXX Feria Internazionale del Libro di Santiago. (PL / Traduzione Granma Int.)

Si investiga sul misterioso cratere in Guatemala

Giugno 2010 - Gli scienziati in Guatemala hanno cominciato ad indagare sull'enorme cratere apparso nella capitale sabato, a causa di piogge provocate dalla tormenta tropicale Agatha, che ha fatto almeno 180 morti in Centro America. Il buco, situato al nord della città di Guatemala, ha 30 metri di profondità e 20 di diametro. L'enorme voragine si è aperta nella notte di sabato e si è mangiata un edificio di tre piani, nel quale si trovava una fabbrica di vestiti. Non ci sono stati morti né feriti. La zona è stata dichiarata come di "alto rischio" dalla Coordinatrice Nazionale per la Riduzione di Disastri (Conred), che ha evacuato dal luogo 300 abitanti, visto che altre abitazioni sono sul punto di collassare. Secondo David Monterroso, ingegnere geofisico dell'Agenzia per la Gestione dei Disastri Naturali in Guatemala, la forma circolare del buco suggerisce l'esistenza di una formazione cavernosa nel fondo. Ma le cause esatte dello sprofondamento continuano ad essere un mistero. "Ciò che le posso dire è che non si tratta di una falla geologica e che non è prodotto di un terremoto. Questo è tutto ciò che sappiamo. Dobbiamo immergerci", ha spiegato Monterroso. Secondo gli scientifici citati dalla rivista National Geographic il cratere potrebbe essersi formato da settimane o forse anni e le inondazioni causate dalla tormenta tropicale Agatha lo hanno solo portato allo scoperto. Il geologo dell'Università del Kentucky James Currens ha spiegato che potrebbe trattarsi di una depressione naturale che si produsse quando la terra si saturò di umidità e di altre particelle che sono diventate troppo pesanti per essere sostenute. Secondo Currens, potrebbe anche essere avvenuto perché l'acqua ha espanso una crepa naturale in una cappa di pietra calcarea. Mano a mano che la creta è andata crescendo, il materiale che la copriva ha cominciato a cadere fino a lasciare il buco scoperto. Lo scientifico dell'Università del Kentucky ha aggiunto che questi tipi di crateri si chiudono di solito con rocce e rovine, ma che quello del Guatemala è così grande che avrebbe bisogno di troppo materiale. Il mistero cratere sta nel fatto che è situato a due km di distanza - sempre nello stesso quartiere - da un altro simile apparso nella città di Guatemala nel 2007. Quello che si aprì tre anni fa provocò la morte di tre persone e si è inghiottito varie case. In quel momento si disse che la causa fosse stata la pioggia ed il flusso delle acque residuali sotterranee. Monterroso, che studiò il cratere del 2007, afferma che è ancora troppo presto per dire se il nuovo buco ha avuto la stessa origine. I vicini del luogo stavolta credono di essere stati baciati dalla fortuna. "È un miracolo che nessuno sia morto. I ragazzi hanno avuto parecchia fortuna ad uscire dalla fabbrica alle sei del pomeriggio, un'ora prima che la terra si aprisse", ha commentato Honora Oliva alla stampa. (Traduzione Granma Int).

Un buco causato dall'uragano Aghata si è mangiato una parte di Città Guatemala

Giugno 2010 - CD.- Un sorprendente buco sulla città di Guatemala si è divorato tutto al suo passaggio provocato dalla tormenta Agatha. Secondo quanto calcolato i media di Centro-America il buco ha 20 metri di diametro e 30 di profondità. Il fenomeno si è prodotto nella colonia Città Nuova, a Città Guatemala, probabilmente a causa della saturazione del sistema di drenaggio. La caduta si è prodotta a pochi metri dal cratere che, nel quartiere San Antonio della stessa località nel 2007 causò due morti. La capitale del Guatemala si trova in una zona propensa a tale tipo di fenomeno, che sono gli stessi che danno origine ai conosciuti "cenotes" in altre parti d'America. Questo gigantesco buco, che si è mangiato una casa di tre piani e la cui origine si sta studiando da parte delle autorità, ha spaventato i vicini del quartiere vicino. Il buco si è aperto nella notte di sabato e ricorda uno più grande che distrusse varie case tre anni fa a pochi km di distanza. Ufficialmente, nessuna persona è stata riportata come vittima dell'incidente. "Stava piovendo fortissimo e c'erano molti troni per questo credo che non abbiamo sentito nulla quando si è aperta la terra ed una casa con un pezzo di strada", ha detto ad AP Marco Tulio Batén, un dipendente di un negozio a 30 metri dal luogo. Il buco si aprì nel mezzo della tormenta tropicale Agatha, che ha provocato piogge torrenziali che hanno causato distruzione e almeno 152 morti, tuttavia, le autorità non vogliono vincolarlo con il passaggio della tormenta che si è dissolto subito dopo il fine settimana. "Non sappiamo ancora le cause che lo hanno creato. Potrebbe essere stato causato dalle forti piogge come non se ne vedevano dal 1949, ma fino alla conclusione dell'indagine non possiamo dire di che si tratta", ha detto l'ingegnere geofisico David Monterroso, della Coordinatrice Nazionale per la Riduzione di Disastri. "Posso dirle ciò che non è: non è un fallo geologico e non è il prodotto di un sisma. Fina a lì sappiamo. Dobbiamo scendere" per fare un'ispezione sul fondo del buco. Inoltre spiega che "in modo naturale, un circolo così perfetto nella terra quando c'è una cavità sotto, così come una caverna". Si attendono Informazioni della Municipalità del Guatemala per determinare se, così come nel 2007, ci sono drenaggi importanti sotto dai quali originò la caduta della terra ed altre cause. La municipalità del Guatemala ha rifiutato di fornire informazioni circa l'accaduto e la sua porta voce María José Salas, si è limitata a dire che "il tema è gestito da CONRED". Poliziotti e soldati hanno stabilito un cordone di sicurezza istallato a due isolati per evitare che giornalisti e curiosi ci si avvicinino troppo. Nel caso del 2007, le autorità tardarono vari mesi a tappare il buco. "Noi non aspettiamo (che lo chiudano), e abbiamo già affittato da un'altra parte" ha detto un vicino che metteva le sue cose in un furgoncino e che non si è identificato. La maggior parte dei vicini della strada che si affacciano sul cratere, hanno abbandonato le proprie case. In questo quartiere, dove prima viveva la classe medio alta della capitale, ci sono case stile "art deco" al lato di officine meccaniche e fabbriche di vestiti. Infatti, la casa sprofondata nella profondità, era una fabbrica di abiti. "I ragazzi (i lavoratori) hanno avuto molta fortuna, perché sono usciti alle sei del pomeriggio, un'ora prima del fatto", ha detto la vicina Honora Olivia che ha un negozio nel quale vende gas propano che dà sulla strada. Un ragazzo che si dice curasse il luogo nel fine settimana ha dovuto andarsene alla svelta perché la sua casa si stava inondando per la pioggia. Oliva adesso cerca un altro luogo in cui portare la sua attività, e dice "sono viva per miracolo". (Traduzione Granma Int.)

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