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La Colombia registra 4,9 milioni di migranti per il conflitto armato |
Novembre 2010 - CD.- Il conflitto armato in Colombia, di quasi cinque decenni, ha causato la migrazione di 4,9 milioni di persone tra il 1985 e il 2009, generando una grave crisi umanitaria, ha assicurato il Presidente dell'ONG colombiana CODHES, Jorge Rojas, in una recente intervista con AFP.
"Circa 4,9 milioni di persone sono state trasportate internamente in Colombia dal 1985 al 2009", ha affermato il rappresentante del Consultorio per i Diritti Umani (CODHES), che da decenni realizza assieme alla Conferenza Episcopale colombiana un'indagine sulla migrazione forzata.
Le vittime non hanno avuto i diritti sufficienti per permanere nelle loro localitą di origine "senza essere disturbate da qualche attore armato", ha aggiunto.
"Č una realtą strutturale in Colombia la migrazione forzata che dimostra che c'č una crisi umanitaria prolungata, cronica e sostenuta", ha confermato Rojas.
"Circa 300.000 persone per anno si spostano nel paese".
Le cifre divulgate dall'Alto Commissario dell'ONU per i Rifugiati confermano che la Colombia č il primo paese di espulsione di rifugiati e migranti del mondo", ha affermato il delegato, che partecipa ad una conferenza regionale umanitaria a Quito.
Secondo l'Alto Commissariato a fine 2009 si registravano gią quasi 3,8 milioni di rifugiati o migranti in Colombia, superata dall'Iraq (3,6 milioni), l'Afghanistan (3,3 milioni), il Pakistan (3 milioni), la Repubblica Democratica del Congo (2,7 milioni), la Somalia (2,2 milioni) e il Sudan (1,6 milioni).
Rojas ha spiegato che la differenza tra le cifre di ACNUR e CODHES si deve al fatto che l'agenzia dell'ONU iniziņ lo studio in Colombia nel 1998, quando lo fece anche il Governo colombiano.
"ACNUR si alimenta delle cifre che CODHES ha costruito per il caso Colombia", ha indicato Rojas, e ha spiegato che "lo stesso Governo colombiano ne riconosce gią 3,7 milioni - di migranti - in questa conferenza umanitaria", nella quale partecipano autoritą e dirigenti della societą civile di 15 paesi d'America ed Europa.
Rispetto alla situazione per il 2010, "purtroppo non ci sono buone prospettive. Si mantiene, almeno, la migrazione di 300.000 persone all'anno", ha assicurato, ed enfatizzato che "il Governo della Colombia ci ha messo un po', ma alla fine ha dovuto riconoscere lo status quo".
Rojas ha indicato che la conferenza regionale renderą raccomandazioni ai governi vicini della Colombia affinché adottino l'esperienza ecuadoriana del registro ampliato degli emigranti colombiani.
L'Ecuador, che ha con la Colombia una frontiera di 720 km, č il principale ricettore di migranti di quel paese, e ha riconosciuto a 52.000 la condizione di rifugiati.
L'ACNUR stima che altri 83.000 colombiani che si trovano in Ecuador richiedano protezione internazionale. In questo paese vivono 600.000 colombiani, la maggioranza dei quali, in situazione irregolare, stando al rappresentante aggiunto Luis Varese.
Rojas ha anche richiesto ai Governi della regione che si vincolino con un "contingente di ri-stabilimento, perché l'Ecuador non puņ rimanere solo con il rifugio colombiano".
"La Colombia deve investire pił risorse nel contesto internazionale, ma non solo la Colombia. Anche i paesi del nord possono contribuire con un fondo di cooperazione che permetta di assistere e proteggere i migranti" ha sostenuto. (Traduzione Granma Int.) |
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Confermata la morte del capo guerrigliero delle FARC |
Settembre 2010 - La morte di uno dei massimi capi militari delle guerrigliere Forze Armate Revoluzionarie della Colombia (FARC), Vķctor Julio Suįrez Rojas, alias Jorge Briceńo o Mono Jojoy, avvenuta in un bombardamento della Forza Aerea colombiana, č stata confermata, ha riportato PL.
Il capo guerrigliero č stato abbattuto nel dipartimento del Meta, in un operativo realizzato dalle forze speciali dell'Esercito, con l'appoggio dell'aviazione.
L'offensiva contro il gruppo degli insorgenti era stato pianificato nella base militare di Larandia, ubicata nel dipartimento di Caquetį, ed č stata realizzata a 26 chilometri dal municipio di La Julia, a Meta.
All'operativo hanno partecipato pił di 30 aerei e 27 elicotteri. In accordo con fonti militari e dell'intelligenza, il cadavere del Mono Jojoy č stato identificato, ma non č stato evacuato dal luogo dove continuano i combattimenti.
L'agenzia EFE ha segnalato che nel bombardamento sono morti altri 20 guerriglieri.
Jorge Briceńo o Mono Jojoy era nato il 5 febbraio del 1953 a Cabrera, nel dipartimento di Cundinamarca, e si era vincolato al gruppo ribelle nel 1975.
Fu comandante del Blocco Orientale, capo delle operazioni militari e membro della segreteria delle FARC.
(Traduzione Granma Int.) |