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Gli USA e il colpo di Stato contro Allende |
Novembre 2010 - Più di 20 mila documenti, che dimostrano la partecipazione degli Stati Uniti al colpo di Stato militare contro l'allora presidente cileno Salvador Allende, sono stati consegnati al Museo della Memoria e dei Diritti Umani di Santiago del Cile.
Durante la presentazione degli archivi resi pubblici, Peter Kornbluh, direttore del Chile Documentation Project del National Archive, dell'Università George Washington, ha sottolineato che l'ex sottosegretario nordamericano Henry Kissinger, va cosiderato l'artefice dei piani di Washington contro Allende.
Kissinger è stato il persona responsabile degli aiuti economici e militari dati ad Augusto Pinochet per consolidare il suo regime, ha dichiarato Kornbluh, autore di vari libri sulla dittatura militare cilena (1973-1990).
Tra i testi, compilati in database, ci sono anche le trascrizioni di diverse conversazioni tra Pinochet e l'ex capo della polizia segreta (DINA), Manuel Contreras, che riguardano l'assassinio dell'ex ministro degli Esteri cileno Orlando Letelier.
"Questi documenti devono contribuire a far avanzare la giustizia e la dignità in Cile", ha detto Kornbluh.
"I testi consegnati hanno un valore speciale per determinate investigazioni ufficiali. La database che potrà essere un aiuto per coloro che cercano informazioni più dettagliate", ha aggiunto l'investigatore.
Nella cerimonia di consegna della documentazione la direttrice del Museo della Memoria e dei Diritti umani, Romy Schmidt, ha sottolineato il significato della donazione, che permette di contare su riferimenti storici che rivelano la complicità degli Stati Uniti ed il loro sostegno al criminale regime militare in Cile.
(Traduzione Granma Int.) |
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Liberati i 33 minatori cileni |
Ottobre 2010 - I 33 minatori cileni intrappolati nella miniera di San José sono stati riscattati dopo una complicata operazione iniziata con l'estrazione dell'operaio Florencio Ávalos Silva, riporta Telesur.
I minatori hanno passato quasi 70 giorni nel giacimento sinistrato, ad una profondità di circa 700 metri e resta ancora pendente l'uscita dei sei specialisti che li hanno riscattati in un'operazione che ha fatto il giro del mondo, come notizia.
I lavori di riscatto sono stati eseguiti con la presenza del presidente cileno Sebastián Piñera e del presidente boliviano, Evo Morales, che ha visitato poi l'ospedale dov'è ricoverato Carlos Mamani, l'unico minatore boliviano del gruppo.
I minatori riscattati sono stati portati in elicottero nel centro assistenziale di Copiapó, dove hanno incontrato i loro familiari e staranno per due giorni in osservazione (Traduzione Granma Int.). |
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Mobilizzazione studentesca in Cile in difesa dei Mapuches
Tania Peña |
Ottobre 2010 - PL - Studenti delle scuole medie e superiori del Cile hanno marciato nella capitale del paese in solidarietà con i 14 detenuti Mapuches che continuano lo sciopero della fame.
Secondo il Presidente della Federazione Studentesca dell'Università del Cile, Julio Sarmiento, l'attuale progetto di legge antiterrorista contiene concetti e sanzioni che non si adeguano alle esigenze di uno Stato di Diritto.
Sarmiento si è riferito in particolare al disaccordo delle organizzazioni giovanili con la considerazione che si fa dei delitti contro la proprietà ed il delitto di incendio come atti terroristici.
Altri dirigenti universitari hanno anche manifestato il proprio appoggio alle storiche richieste dei popoli originari del Cile, come quello della de-militarizzazione dell'Araucanía e la restituzione delle terre ancestrali.
Le organizzazioni studentesche hanno anche espresso la propria preoccupazione per lo stato di salute dei Mapuches che continuano il digiuno iniziato il 12 luglio in reclamo ai processi giudiziari ed in ripudio all'applicazione della menzionata norma legislativa.
In tal senso, hanno richiesto la creazione di un tavolo di negoziati che metta sul tappeto i temi centrali che hanno dato origine all'azione proposta degli incarcerati Mapuches.
Nel frattempo, Felipe Huenchullán, che ha sofferto un attacco di cuore due giorni fa e che ricoverato, ha detto di sentirsi molto debole.
"Non so quanto ancora resisterò", ha dichiarato Huenchullán, intervistato da Radio Università del Cile (Traduzione Granma Int). |
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