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È ufficiale: Dilma Rousseff è la prima donna Presidentessa del Brasile

Novembre 2010 - Dilma Rousseff, del Partito dei Lavoratori (PT), è stata eletta presidentessa del Brasile, dicono i dati del Tribunale Superiore Elettorale. Con lo scutinio del 92,5% dei voti, la Rousseff ha ottenuto il 55,4%, contro il 44,5% dell'oppositore José Serra, per cui l'elezione è matematicamente definita. La Rousseff assumerà l'incarico il 1º gennaio per un mandato di quattro anni che terminerà il 31 dicembre del 2014. È la prima donna che ottiene la presidenza della maggiore economia dell'America Latina, e l'ottava del mondo. Riceverà la fascia presidenziale dal suo mentore politico, il presidente Luiz Lula da Silva. ( Frammento / Traduzione Granma Int.).

Dilma Rousseff ha ottenuto un ampio vantaggio, senza però ottenere il 50% più 1 Necessario

Ottobre 2010 - Il Brasile dovrà svolgere una seconda giornata di votazioni per eleggere il nuovo presidente del paese, dato che la candidata per il partito al governo, Dilma Rousseff, si è imposta questa domenica 3 ottobre, ma non ha ottenuto il 50% più uno, indispensabile per evitare il ballottaggio, ha informato Reuters. Con quasi il 98% dei voti contati, la Rousseff ha sommato il 46,71% e José Serra, del Partito della Social Democrazia Brasiliana all'opposizione (PSDB), il 32,6%. Dilma Rousseff, rappresentante del Partito de los Trabajadores (PT), ha ottenuto un forte vantaggio sull'ex governatore di Sao Paulo, e l'ambientalista Marina Silva, del Partito Verde ed ex ministra dell'attuale Governo. La seconda giornata elettorale è prevista per il 31 ottobre e si presenteranno i due candidati con il maggior numero di voti a favore. Gli elettori brasiliani devono scegliere la persona che succederà a Luiz Inácio Lula da Silva nel Palazzo di Planalto, oltre a 26 governatori statali e del Distretto Federale, rinnovando in pratica tutto il Congresso Nazionale e le assemblee legislative. (Traduzione Granma Int.)

Il Brasile reclama l'eliminazione del blocco degli USA contro Cuba

Settembre 2010 - Il Brasile ha reiterato la sua condanna e quella di tutta l'America Latina e dei Caraibi dell'illegittimo blocco (degli Stati Uniti) contro Cuba. "Questo blocco è riuscito solo ad ostacolare gli sforzi di milioni di cubani nella loro lotta per lo sviluppo", ha affermato il ministro degli esteri brasiliano, Celso Amorim, parlando nell'apertura del dibattito dell'Assemblea Generale della ONU. Inoltre ha segnalato che il colpo di Stato contro il presidente costituzionale dell' Honduras, Manuel Zelaya, nel giugno del 2009, è stato un movimento antidemocratico. Il ritorno di Zelaya, senza minacce per la sua libertà, è indispensabile per la piena normalizzazione delle relazioni dell'Honduras con il resto della regione latinoamericana e dei Caraibi. Inoltre Amorim ha sottolineato la creazione della Unione Sudamericana delle Nazioni per il consolidamento di una genuina zona di pace e prosperità in Sudamerica e la nascita della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi. Riferendosi al panorama internazionale, Amorim ha segnalato che la promessa di una totale eliminazione delle armi nucleari deve essere esaudita, e che le riduzioni unilaterali di questi ordigni sono benvenute, ma insufficienti, in particolare quando accadono nel mezzo della modernizzazione degli arsenali nucleari. "Il multilateralismo è il viso internazionale della democrazia e la ONU deve essere il centro principale dell'adozione delle decisioni nella politica internazionale, ha aggiunto. Il ministro brasiliano ha chiesto un'espansione economica e lo sviluppo dei paesi più poveri, che sono le maggiori vittime della visione stretta ed egoista che prevale nel commercio internazionale". "Le riforme nel settore finanziario sono state insufficienti e l' ostinazione nel mantenere i privilegi anacronistici, perpetua ed approfondisce l'illegittimità delle istituzioni", ha sostenuto. Sul tema del cambio climatico, Amorim ha detto che nel Vertice di Copenaghen alcune delegazioni, soprattutto del mondo ricco, hanno cercato scuse per eludere i loro obblighi morali e politici ed hanno dimenticato che con la natura non si può negoziare . Il rappresentante del Brasile ha reiterato la domanda di riformare ed ampliare il Consiglio di Sicurezza della ONU, per permettere una maggior partecipazione dei paesi in via di sviluppo, includendo la qualità di membri permanenti. "Non possiamo continuare con metodi di lavoro che mancano di trasparenza e che permettono ai membri permanenti del consiglio di discutere a porte chiuse temi che riguardano tutta l'umanità", ha insistito. Il ministro ha anche sottolineato gli sforzi del suo paese nella ricerca di una soluzione alla questione nucleare iraniana e ha ricordato l'importanza della Dichiarazione di Teheran, firmata in maggio da Brasile, Turchia e Iran per eliminare gli ostacoli di una soluzione. Amorim ha espresso la sua convinzione che il ritorno ai negoziati su questo tema, permetterà di trovare vie per una soluzione per gli aspetti come l'arricchimento dell'uranio e la conservazione di questo materiale accumulato dall'ottobre del 2009. Il mondo non può correre il rischio di un nuovo conflitto come quello in Iraq, ha detto ancora, ed ha invitato a richiamare il governo dell'Iran e le altre parti coinvolte a mantenere un atteggiamento flessibile e d'apertura. Amorim ha anche salutato la ripresa delle conversazioni tra Israele e l'Autorità Nazionale Palestinese ed ha reclamato il congelamento delle costruzioni di insediamenti dei coloni occupati e l'eliminazione del blocco imposto a Gaza. (Traduzione Granma Int.)

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