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Funes rifiuta la presenza di Micheletti in San Salvador |
Giugno 2010 - CD.— Il presidente di El Salvador Mauricio Funes ha criticato la presenza nel paese dell’ex presidente di Honduras Roberto Micheletti, invitato dalla destra più conservatrice e che è stato dichiarato dal sindaco della capitale “ospite distinto”.
“Il mio governo ha ripudiato e condannato il colpo di Stato in Honduras e non riconosce nessuna legittimità al golpista, omaggiato da pochi nostalgici della dittatura” ha dichiarato Funes.
Micheletti è stato in San Salvador martedì e mercoledì e ha affermato di non essere pentito del suo comportamento durante il golpe del giugno 2009.
Mentre il sindaco di destra di San Salvador, Norman Quijano, dichiarava “ospite distinto” Micheletti, il governante Frente Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale lo dichiarava “persona non grata”.
“Quando vedo che tra noi c’è chi riconosce ed elogia un golpista, non posso fare a meno di esprimere il mio più energico ripudio”, ha segnalato il presidente salvadoregno, che ha aggiunto che come uomo “democratico” ha la “responsabilità” di pronunciarsi a favore della reintegrazione dell’Honduras in seno agli organismi multilaterali. (Traduzione Granma Int.) |
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Omaggio a Martí e a Gómez in Montecristi
MOISES SAAB |
Marzo 2010 - PL - Il comportamento irresponsabile e l’inerzia dei poderosi che non tralasciano lo sfruttamento ed il saccheggio, sono stati denunciati nella Dichiarazione Finale del VI Incontro del Progetto Mondiale José Martí.
L’obiettivo delle sessioni dell’incontro ha coinciso con il 115º Anniversario della redazione dell’Eroe Nazionale di Cuba, José Martí, e del Generalissimo Máximo Gómez, del Manifesto di Montecristi, documento programmatico della seconda fase della guerra contro il colonialismo spagnolo nella Maggiore delle Antille.
Il governatore di Montecristi, Alejandro Toribio, ha ricevuto i partecipanti al VI Incontro del Progetto Mondiale José Martí, auspicato dalla UNESCO, e li ha dichiarati Ospiti Illustri della Provincia, durante un incontro nella sede del Governo.
La distinzione è stata assegnata anche alla deputata cubana Magali Llort, madre di Fernando González, uno dei Cinque antiterroristi cubani ingiustamente reclusi nelle prigioni statunitensi da quasi 12 anni.
Magali ha detto di sentirsi onorata per il riconoscimento che ha definito “uno stimolo per continuare la lotta per la liberazione di questi patrioti, combattenti antiterroristi”.
Max Puig, ministro del Lavoro dominicano e membro del Progetto, ha segnalato l’amicizia tra i due Eroi, cementata dal desiderio comune di indipendenza onnipresente nel Manifesto de Montecristi.
L’ambasciatore Héctor Hernández, vicepresidente del Programma Martiano di Cuba, ha sottolineato il momento che vive l’America Latina, con l’auge delle sue forze democratiche, ed ha segnalato l’importanza del Manifesto nella sua essenza delle Antille e dell’anti-imperialismo, come confidò alcuni giorni dopo Martí al suo amico Manuel Mercado, in una lettera mai terminata, poco prima della morte in battaglia (Traduzione Granma Int.). |
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I tre poteri dello Stato trasferiti a Ciudad Juárez di fronte all’ondata di violenza |
Febbraio 2010 - Le autorità dello stato di Chihuahua hanno annunciato domenica il trasferimento dei tre poteri pubblici dello Stato – giudiziale, legislativo ed esecutivo – a Ciudad Juárez, per lavorare “all’emergenza pubblica” decretata successivamente all’ondata di violenza che ha lasciato alle sue spalle nel solo 2010 più di 230 morti.
Più di 2.657 persone sono morte nella cittadina settentrionale nel 2009.
Il Governatore di Chihuahua, José Reyes Baeza, ha detto che il trasferimento dei poteri sarà “per tempo indefinito, per tutta la durata dell’emergenza della sicurezza pubblica che sta interessando la città”, e fino a che non sia pronto il programma sociale che richiede 3.000 milioni di pesos dal Governo.
Reyes Baeza ha inviato una richiesta formale ai poteri legislativo e giudiziale perché ognuno di loro assuma il processo legale che gli spetta e, al più tardi il prossimo fine settimana, cominci a prestare attenzione alle questioni di Ciudad Juárez e si dia inizio ad una nuova politica sociale.
I cartelli di Suárez e Sinaloa mantengono una forte lotta per prendere il controllo del cammino della droga che arriva agli Stati Uniti e che solo l’anno passato ha causato 2.657 morti a Ciudad Suárez. (Traduzione Granma Int.) |