Il terrorismo degli Stati Uniti contro Cuba (una storia inquietante
censurata dai media), insieme al numero 93 della rivista Latinoamerica
Il libro, edito da Sperling & Kupfer, nella collana Continente desaparecido, è
una raccolta di saggi di alcuni dei più prestigiosi intellettuali nordamericani
e non, sull'attività eversiva portata avanti negli anni da gruppi di
cubano-americani della Florida contro l'Isola della Revolución. Un'attività
criminosa che ha causato più di tremilacinquecento morti. In particolare il
libro documenta la storia di cinque agenti dell'intelligence cubana infiltrati a
metà degli anni Novanta nella società nordamericana per cercare di smascherare
le centrali di queste azioni dinamitarde. I cinque riuscirono a reperire le
prove delle azioni criminose e il governo dell'Avana le segnalò all'allora
presidente Clinton. Ma l'Fbi, invece di neutralizzare i terroristi, arrestò per
spionaggio i cinque cubani che da sette anni sono in carcere, che hanno avuto un
processo farsa a Miami solo dopo tre anni di sofferenze in prigioni "speciali"
(per un periodo addirittura in completo isolamento) e che ora affrontano con
qualche speranza un nuovo processo, dopo che l'estate scorsa la Corte d'appello
di Atlanta ha riconosciuto il pregiudizio che ha viziato l'intero processo e le
omissioni commesse riguardo al diritto degli imputati e alla valutazione delle
prove. Tutto questo mentre i protagonisti di questa feroce attività terroristica
sono liberi negli Stati Uniti, o come Luis Posada Carriles sono in un centro di
detenzione migratorio e hanno richiesto asilo politico invocando addirittura,
con un messaggio esplicito, "il segreto di stato" per il loro caso. Una patata
bollente per il presidente Bush che afferma di voler combattere il terrorismo.
Gli autori dei saggi sono docenti insigni come Noam Chomsky (semiologo e
sociologo del Mit di Boston), Howard Zinn o Michael Parenti, Piero Gleijeses o
funzionari dell'amministrazione nordamericana e diplomatici delusi dalla realtà
politica del loro paese, come William Blum, Wayne Smith, Saul Landau o vecchi
combattenti per i diritti civili come Michael S. Smith, James Petras, o
l'avvocato Leonard Weinglass e inoltre il direttore di Le Monde Diplomatique
Ignacio Ramonet, Jitendra Sharma, presidente dell'Associazione internazionale
dei giuristi democratici, Ricardo Alarcón, presidente del Parlamento cubano e,
oltre a Gianni Minà, Nadine Gordimer, Premio Nobel per la Letteratura 1991.
L'opera è stata curata da Salim Lamrani, professore, scrittore e giornalista
francese, e ha una testimonianza iniziale di Gabriel García Márquez,
protagonista su invito del governo cubano di una iniziativa per fermare questo
terrorismo presso il presidente nordamericano Clinton, iniziativa che purtroppo
non ebbe successo"
La redazione di
Latinoamerica