CUBA: Convegno Internazionale sul Terrorismo , ma IN EUROPA NON LO SA
NESSUNO.
Come é possibile che un grande convegno
internazionale sul terrorismo, che riunisce 680 studiosi, giornalisti,
ricercatori, giuristi di 67 paesi venga completamente censurato dalla stampa
italiana ed europea?
6 giugno 2005
E´ un´omertà possibile se il convegno si svolge
a Cuba e migliaia di
documenti prodotti sono così scomodi da
incolpare gli Stati Uniti di quello
che la saggista argentino-messicana Stella
Calloni -colei che per prima mise
le mani sugli archivi del terrore del Piano
Condor- definisce oramai
"terrorismo di stato mondiale".
Sono verità così scomode da fare ritenere
preferibile ignorarle facendosi
scudo dietro lo sfondo cubano del congresso.
Sono verità diffcile da
accetare come quella palesata in un documento
del governo statunitense del
1962. In piena epoca dorata dell'alleanza per il
progresso kennediana, tale
documento, firmato dal Generale L. Lemnitzer,
capo di stato maggiore degli
Stati Uniti, suggerisce al ministro della difesa
quella di fare saltare in
aria un aereo civile con a bordo un'intera
scolaresca statunitense per
poterne incolpare Cuba e creare un incidente di
tale gravità da creare
consenso intorno all'invasione dell'isola.
Quella volta il progetto non si concretizzò,
anche se in altri casi dal
Maine al Golfo del Tonchino gli Stati Uniti
costruirono ad arte incidenti
tesi a legittimare conflitti. Quattordici anni
dopo però, un aereo fu
effettivamente abbattuto da un attentato
terroristico dello stesso stampo.
Autore del crimine fu ul gruppo facente capo ai
terroristi
cubano-statunitensi Orlando Bosch e Luís Posada
Carriles, inoppugnabilmente
protetto e controllato -centinaia di documenti
lo dimostrano- dalla CIA
diretta all`epoca da George Bush padre.
Nell`attentato contro un volo della
Cubana de Aviaciòn diretto alle isole Barbados
furono assassinate 73
persone, in massima parte giovanissimi atleti
cubani.
Proprio Posada Carriles era già all'epoca non
solo un terrorista affermato
ma anche il capo dei servizi segreti venezuelani
"denazionalizzati"
dall'allora presidente filostatunitense Carlos
Andrés Pérez. E in quel
paese, da capo dei servizi segreti, aveva
compiuto decine di attentati fino
ad essere arrestato e condannato e poi riuscire
a fuggire con complicità ai
massimi livelli dello stato. Dopo essere stato
tra i gestori per conto di
Washington della guerra sporca in centramerica,
che ha causato decine di
migliaia di vittime, tra le quali il Vescovo di
San Salvador, Oscar Romero,
Posada Carriles fu riarrestato e ricondannato a
Panama. Qui, nell'autunno
2004 fu indultato come ultimo atto pubblico
della presidente uscente Mireya
Moscoso. Oggi Posada Carriles, dopo
un arresto farsa per immigrazione illegale negli
SU è una patata bollente
per la famiglia Bush verso la quale vanterebbe
una grande capacità di
ricatto. La magistratura venezuelana ne chiede
con forza l'estradizione
incontrando silenzi ed imbarazzi da parte
dell'amministrazione statunitense.
Il convegno dell'Avana in quattro giorni di
intensi lavori ha ripercorso il
filo rosso che lega la quasi totalità delle
violazioni dei diritti umani e
dei colpi di stato che hanno insanguinato la
storia dell'America Latina
contemporanea al governo degli Stati Uniti.
Studiosi di tutti i continenti
hanno presentato dati e documentazioni che in
molti casi provengono dagli
stessi archivi statunitensi. Tanto il giurista
paraguaiano Martín Almada
come il giornalista uruguayano Samuel Blixen
hanno ricostruito i nessi tra
il Piano Condor e i governi degli Stati Uniti e
tra questo e i piani di
sterminio e guerra sporca in centro-america.
Oggi si hanno informazioni tali
da individuare un unico disegno, che unisce
tutti i progetti di
destabilizzazione, quello di Cuba, quello del
Cono Sud con il Piano Condor e
quello centroamericano e nel quale proprio i
cubano-statunitensi di Miami
svolgono da una parte un ruolo di manovalanza
criminale come autori
materiali degli attentati e dall'altro di
istruttori e organizzatori
dell'internazionale del terrore che nell'ultimo
mezzo secolo ha assassinato
almeno mezzo milione di latinoamericani 200.000
dei quali nel solo Guatemala
dopo il rovesciamento
del governo socialdemocratico di Jacobo Arbenz.
Venendo ad eventi più recenti, la giurista
statunitense Eva Golinger ha
presentato circa 5000 documenti, l'80% dei quali
di provenienza ufficiale
statunitense. Rivelano il finanziamento con
almeno 27 milioni di dollari da
parte del governo degli Stati Uniti dei gruppi
golpisti venezuelani dell'11
di aprile 2002. Non solo: gli Stati Uniti -è
nelle carte di Washington
presentate da Golinger nel saggio "Il codice
Chávez"- sapevano perfettamente
che i gruppi golpisti da loro appoggiati fossero
gli autori materiali degli
assassini delle decine di vittime dell'11 e 12
aprile a Caracas. Eppure
continuarono a fornire false prove che
attribuivano quelle morti ad elementi
fedeli al governo legittimo che intanto stava
riprendendo il controllo della
situazione.
Lo storico italiano Piero Gleijeses, della John
Hopkins University negli
Stati Uniti ha studiato il colpo di stato in
Guatemala del 1954. Forse il
dato più interessante che presenta è che
all'epoca tutta la stampa europea,
anche di destra e con la sola eccezione della
Spagna franchista, mise
immediatamente in relazione il governo
statunitense, la United Fruit e il
colpo di stato. Al contrario la stampa
statunitense, che pure deteneva
sicuramente quelle informazioni, per almeno sei
anni tenne un comportamento
omertoso censurando completamente ogni
informazione sul caso che dà inizio
alla lunga tragedia guatemalteca.
Il professor Gleijeses ha concluso il suo
intervento facendo iniziare la
politica di doppia morale statunitense -che oggi
produce la lotta al
terrorismo e il contemporaneo appoggio di
questo- nel lontano 1806. In
quell'anno l'antischiavista e allo stesso tempo
grande proprietario di
schiavi Thomas Jefferson "con l'annessione della
Florida, sottratta
illegalmente alla Spagna, fu abilissimo nel
presentare quest'ultima,
aggredita, come aggressore.
Fino dall'epoca quindi gli Stati Uniti
avrebbero, secondo Gleijeses,
istituzionalizzato una politica di manipolazione
costante dei fatti tesa a
trasformare la pecora in lupo e presentare loro
stessi, in genere
aggressori, come vittime".
Cuba, è la denuncia, in questi anni ha avuto
3478 vittime in centinaia di
atti terroristici documentati, organizzati,
finanziati e protetti dal paese
paladino della lotta al terrorismo e che accusa
Cuba di violazioni dei
diritti umani. Tra queste vittime c'è il giovane
turista italiano Fabio di
Celmo per la morte del quale Posada Carriles è
reo confesso e per la quale
afferma di dormire sonni tranquilli. Il governo
italiano non richiede e non
richiederà l'estradizione del terrorista.
L'opposizione -evidentemente la
doppia morale non è un'esclusiva degli Stati
Uniti- non ha presentato
neanche uno straccio di interrogazione
parlamentare in merito.