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APPELLO CONTRO IL TERRORISMO E IN DIFESA DELL'UMANITÀ Le commoventi testimonianze delle vittime e dei loro parenti, così come le documentate relazioni di famosi giuristi, statisti, giornalisti, economisti e altri intellettuali impegnati nella difesa dei diritti umani, hanno ricostruirto la trama di terrorismo e di impunità che diverse amministrazioni statunitensi hanno ordito nel Cono Sur, nell’America Centrale e nei Caraibi, con la complicità di governanti, eserciti e polizia dei paesi latinoamericani e caraibici. L'opinione pubblica ha diritto di sapere la verità. Non è possibile che quelli che hanno scatenato una guerra genocida in nome della lotta contro il terrorismo pretendano, allo stesso tempo, di occultare l'utilizzo sistematico che hanno fatto dei più perversi metodi terroristici contro i popoli dell'America Latina e dei Caraibi. È urgente rompere il silenzio intorno al passato, al presente e al prevedibile futuro di questa politica criminale degli Stati Uniti. Non è possibile passare sotto silenzio gli stretti vincoli, provati e documentati, di terroristi internazionali con la Casa Bianca, il Dipartimento di Stato e i servizi di intelligence nordamericani. Non può essere dimenticato il saldo atroce dell'Operazione Condor, quell'internazionale del terrore, come la qualificava il Premio Nobel della Pace, Adolfo Pérez Esquivel, né quello della guerra sporca in America Centrale e nei Caraibi. Non possono rimanere impuniti i crimini di chi ha lavorato al servizio della CIA e di alti funzionari di varie amministrazioni degli Stati Uniti. George H. W. Bush, padre dell'attuale Presidente, non può eludere la sua responsabilità, come direttore della CIA, nella creazione, con questi terroristi di origine cubana, del cosiddetto CORU, organizzazione che portò a termine l'assassinio dell'ex Ministro degli Esteri cileno Orlando Letelier e della cittadina statunitense Ronnie Moffit, dell'esplosione in pieno volo di un aeroplano civile con 73 persone a bordo e di altri crimini di lesa umanità. Questi stessi terroristi parteciparono all’organizzazione e all’esecuzione dell'Operazione Condor con la DINA di Pinochet e gli altri corpi repressivi delle dittature militari del Cono Sur. E nemmeno può eludere la sua responsabilità in questi atti genocidi l’allora Segretario di Stato Henry Kissinger. Risulta imprescindibile denunciare le strette relazioni dell'attuale Governatore della Florida, Jeb Bush, con la Fondazione Cubano Americana e altri gruppi terroristici di Miami. Sono gli stessi che contribuirono decisivamente alla vittoria fraudolenta di suo fratello nelle elezioni presidenziali del 2000, quelli che finanziarono gli attentati contro installazioni turistiche cubane che Posada Carriles è arrivato a riconoscere davanti a ‘The New York Times’ e alla televisione nordamericana, il suo "indulto" a Panama e il suo soggiorno negli Stati Uniti negli gli ultimi due mesi; quelli che organizzarono e pagarono la sua fuga dal carcere del Venezuela perché lavorasse con la Casa Bianca nel progetto Iran-Contras e nella strategia statunitense di terrorismo di stato e guerra sporca in America Centrale. Oggi più che mai urge denunciare questa storica rete di complicità sulla quale si fonda l'impunità con la quale le autorità statunitensi proteggono illegalmente Luis Posada Carriles, ignorando la giusta richiesta di estradizione della Repubblica Bolivariana del Venezuela. La stessa protezione per la quale pretendono di lasciare impuniti i crimini di Orlando Bosch. È imperativo rivelare l'essenza terroristica di questa alleanza che, contro gli interessi del popolo nordamericano, la dinastia Bush ha stabilito con la mafia di Miami e che offende la memoria delle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e dei caduti in nome di una fraudolenta guerra contro il terrorismo. L'opinione pubblica degli Stati Uniti che si mobilitò contro il nazifascismo e contribuì decisivamente a far finire la guerra del Vietnam, che appoggiò la lotta per i diritti civili e il rimpatrio a Cuba del bambino Elián González, deve essere informata con tutti i mezzi sull'indole criminale del suo Governo. L'impunità dei terroristi non può continuare. Nessun crimine può rimanere senza punizione. PER TUTTE QUESTE RAGIONI, DECIDIAMO DI DARE IMPULSO A UN MOVIMENTO INTERNAZIONALE CONTRO IL TERRORISMO ATTRAVERSO LA RETE DELLE RETI "IN DIFESA DELL'UMANITÀ" E ALLE SEGUENTI AZIONI: 1. Stabilire l'Osservatorio contro il Terrorismo nel Continente. 2. Creare una Base di Dati che raccolga informazioni su questa politica genocida. 3. Elaborare e pubblicare l'Enciclopedia del Terrorismo nel Continente, con i concetti e le categorie essenziali, gli antecedenti dei genocidi, repressori e terroristi coinvolti, così come la cronologia di questi fatti criminali e la caratterizzazione dei componenti nazionali e internazionali della macchina del terrore. 4. Configurare una collezione di pubblicazioni sulla memoria storica del terrorismo. 5. Costituire il Tribunale Continentale "Contro il terrorismo e in difesa dell'umanità", formato da prestigiosi giuristi, intellettuali e persone che lottano per i diritti umani, per giudicare, in primo luogo, Henry Kissinger, George Herbert Walker Bush, Jeb Bush e George Walker Bush e i seguenti funzionari ed ex funzionari del Dipartimento di Stato e del Consiglio Nazionale di Sicurezza: Oliver North, John Dimitri Negroponte e Otto Reich, per aver instaurato e promosso il terrorismo di stato in America Latina e nei Caraibi e nello stesso territorio degli Stati Uniti, in aperta violazione delle leggi internazionali e di quelle del loro stesso paese e mettendo in pericolo la sicurezza dei propri cittadini; per aver reclutato, addestrato e finanziato gruppi terroristici e per la protezione che hanno offerto e offrono a Orlando Bosch, Luis Posada Carriles e ad altri noti autori di atti criminali che sono costati la vita a migliaia di persone innocenti. I lavori di questo Tribunale verranno organizzati attraverso quattro commissioni: di Raccolta di testimonianze e prove documentali; di Ricerca e analisi; Tecnico-giuridica e di Informazione e diffusione. Questo è l’impegno assunto a La Habana: difendere i valori etici e la dignità davanti alla forza bruta e al terrore e imporre il diritto e la giustizia. Tutte le voci devono alzarsi contro il crimine. La denuncia continuerà fino a che gli assassini siano giudicati e condannati. Il silenzio conviene solo ai terroristi e ai loro protettori. Non ci sarà riposo fino a che la verità si farà largo. Come direbbe Fidel: "L'umanità ha ansia di giustizia". La Habana, 10 giugno 2005 Francois Houtart, Belgio; Isabel Parra, Cile; James Cockcroft, Stati Uniti; Pablo González Casanova, Victor Flores Olea, Gilberto López y Rivas e Juan Bañuelos, Messico; Thiago de Mello, Beto Almeida, Roberto Amaral, Beth Carvalho, María Ciavatta e Marilia Guimaraes, Brasile; Roberto Fernández Retamar, Cuba; Marcos Roitman, Manuel Talens, Jaime Losada, Alicia Hermida e Carlos Tena, Spagna; Miguel Bonasso, Stella Calloni, Ana de Skalon, Tristán Bauer, Atilio Borón, Néstor Kohan, Carlos Ruta, Luciano Alzaga e Marcelo Cafiso, Argentina; Hernando Calvo Ospina, Colombia; Jorge Sanjinés, Bolivia; Antonio Pecci, Paraguay; Raúl Pérez Torres, Ecuador; Gennaro Carotenuto, Italia; Tarik Souki, Venezuela; Samuel Blixen, Uruguay. |