Julio Antonio Mella
Principale leader della gioventù cubana durante la prima metà del secolo XX. Aveva 25 anni quando venne assassinato in Messico per ordine del dittatore
Gerardo Machado, ma l'influenza della sua straordinaria personalità si fece sentire nelle successive generazioni giovanili di Cuba.
Nacque a La Habana il 25 marzo 1903 da un'unione extramatrimoniale, come il fratello Cecilio, di due anni più giovane, tra il sarto dominicano Nicanor Mella Brea, stabilitosi da diversi anni nella capitale cubana, e Cecilia Magdalena Mc Farland y Diez, originaria dello Hampshire, Inghilterra.
Il 2 maggio 1910 venne iscritto presso il Tribunale Municipale dell’Est, a La Habana, con il nome di Nicanor Mc Farland, ma nella vita pubblica adottò quello di Julio Antonio Mella.
Venne educato dal padre assieme alle sorelle maggiori, figlie del primo matrimonio, e occasionalmente dalla madre che risiedeva a New Orleans, negli Stati Uniti.
I suoi biografi affermano che possedeva la passione per la lettura e per gli sport fin già dalla tenera età, un carattere ribelle di fronte alla ferrea disciplina del collegio cattolico dove studiava e una certa influenza acquisita dalle inquietudini politiche e intellettuali del poeta e rivoluzionario messicano Salvador Díaz Mirón (1853-1928), suo professore di letteratura all'Accademia Newton di La Habana, che era stato amico di
José Martí.
A 19 anni si iscrisse a Diritto e a Lettere e Filosofia presso l'Università della capitale, dove presto si mise in luce nelle attività sportive e nelle lotte studentesche.
Si definisce profondamente martiano, marxista e antimperialista.
Nel 1922 partecipa a una manifestazione contro l'Emendamento Platt. Nell'anno seguente, nel mese di gennaio, è già una delle figure più rilevanti negli scioperi studenteschi in favore della riforma universitaria. Cosi anche in successive azioni, come nell'atto di protesta contro una cerimonia governativa all'apertura dell'anno accademico, nell'Aula Magna, come in una manifestazione di fronte al Palazzo Presidenziale contro la corruzione amministrativa e a favore dell'autonomia universitaria, e come al raduno di protesta, davanti al Tribunale, per gli arresti eseguiti durante i fatti precedenti.
È anche presente nell'atto di rifiuto alla nomina dell'Ambasciatore statunitense, generale Enoch H. Crowder. Lo sciopero degli studenti e l'occupazione dell'università di La Habana nel gennaio 1923, portò alla costituzione dell'Assemblea Universitaria, decretata dal presidente
Alfredo Zayas, costituita da 30 professori, 30 laureati e 30 studenti, che avevano la facoltà di eleggere il Rettore e di modificare gli statuti e i piani di studio dell'ateneo. Venne anche riconosciuta personalità giuridica alla Federazione Studentesca Universitaria (FEU), fondata dallo stesso Mella.
Il Primo Congresso Nazionale degli Studenti, organizzato e presieduto da Mella, venne tenuto dal 15 al 25 ottobre 1923. Alla riunione presero parte 49 delegazioni degli allievi universitari e delle scuole superiori di tutto il paese, tanto pubbliche come private.
Tra i suoi principali accordi ci sono: la condanna dell'ingerenza degli Stati Uniti nei confronti di Cuba, la necessità di una trasformazione economica, politica e sociale del paese, l'appoggio all'Unione Sovietica, il laicismo dell'insegnamento, la costituzione dei diritti e dei doveri dello studente di fronte alla patria e all'umanità e la riforma universitaria.
Durante quello stesso anno fondò inoltre l'Ateneo José Martí, concepito per studiare l'opera del maestro, l'Università Popolare José Martí, per i lavoratori, le riviste ‘Alma Mater’ e ‘Juventud’, così come il Gruppo Rinnovamento per gli studi marxisti. Nel 1924 creò invece la Federazione Anticlericale di Cuba e il giornale ‘El Libertador’.
Organizzò diverse azioni a favore della restituzione del territorio della
base navale di Guantánamo e a difesa della sovranità di Cuba sull'Isola dei Pini (l'anno seguente gli Stati Uniti ratificheranno il Trattato Hay-Quesada), e una protesta popolare contro la presenza dell'imbarcazione ‘Italia’ nella Baia di La Habana, una nave militare del Governo fascista di Mussolini in giro per l'America Latina allo scopo di promuovere i prodotti italiani.
Mella acquistò una dimensione nazionale nel 1925, quando fondò il Partito Comunista di Cuba assieme al socialista
Carlos Baliño e a un gruppo di rivoluzionari, e quando affrontò la dittatura di Gerardo Machado.
Arrestato il 27 novembre, a partire dal 5 dicembre organizzò uno sciopero della fame di 18 giorni che entusiasmò il paese intero. Quasi in punto di morte venne messo in libertà (il giorno prima aveva subito un infarto), dopo che il Governo ritirò le false accuse sull’aver infranto la Legge sugli Esplosivi di fronte alle pressioni dell'opinione pubblica nazionale e internazionale.
Il leader giovanile si vide però costretto ad andarsene clandestinamente in Messico, dove il 10 gennaio 1929 venne assassinato da due agenti di Machado.