Faustino Pérez Hernández
Gli mancava la tesi per laurearsi medico – dopo grandi sacrifici e quasi dieci anni dopo avere iniziato – quando avvenne il
golpe militare del 10 marzo 1952 e la rimandò per unirsi alla lotta antibatistiana.
Intensa e poliedrica può essere definita l’azione di questo rivoluzionario cubano che nei suoi 72 anni di vita è stato combattente clandestino, prigioniero politico, spedizionario del
Granma, dirigente del Movimento 26 Luglio, comandante dell’Esercito Ribelle, ministro, diplomatico, esperto nelle funzioni del Poder Popular e nel recupero e conservazione dell’ambiente.
All’inizio fece parte della Gioventù Autentica e nel 1947 entrò nel nuovo Partito del Popolo Cubano (Ortodosso).
Si integra nel Movimento Nazionale Rivoluzionario, fondato nel 1952 dal professor
Rafael García Bárcena, e – falliti nel 1953 i piani cospirativi di questo gruppo – è arrestato e condannato a due anni e mezzo di prigione nel Castillo del Príncipe, a La Habana.
Beneficiò della Legge di Amnistia del maggio 1955, come i partecipanti dell’assalto al Moncada. A partire da allora unì il suo destino a questi rivoluzionari e dopo poche settimane diventò membro fondatore della Direzione Nazionale del Movimento 26 Luglio. Andò diverse volte in Messico durante i preparativi per il Granma a portare fondi raccolti a Cuba e partecipò alla spedizione con il grado di capitano dello Stato Maggiore – comandato da Fidel Castro – come
Juan Manuel Márquez.
Dopo la dispersione degli spedizionari ad Alegría de Pío fu uno di quelli che si ricongiunse subito al Capo della Rivoluzione. Dopo la riunione del gruppo a casa di Ramón (Mongo) Pérez venne deciso che doveva scendere nella pianura per prendere contatti a Manzanillo e a Santiago de Cuba con i dirigenti del M-26-7.
Ebbe l’incarico di combinare l’incontro tra Fidel Castro e il giornalista nordamericano Herbert L. Matthews, del ‘New York Times’, che realizzò la prima intervista al leader guerrigliero.
Lavorò nella lotta clandestina e salì diverse volte sulla Sierra Maestra. Tra le numerose missioni, ebbe l’incarico di conversare con il campione mondiale di automobilismo Juan Manuel Fangio durante il suo sequestro da parte di un commando del M-26-7, nel febbraio 1958, per spiegargli il fatto.
Venne arrestato il 19 marzo 1958 e partecipò a uno sciopero della fame nella prigione del Castillo del Príncipe. Dopo il fallimento dello
sciopero generale del 9 aprile, entrò nella lotta sulla Sierra Maestra e, dopo la sconfitta dell’esercito batistiano nell’offensiva dell’estate, Fidel Castro lo nomina responsabile dell’Amministrazione Civile del Territorio Libero. Fonda scuole, ospedali, centri per il trattamento degli alimenti e altre installazioni industriali-artigianali per soddisfare le necessità della truppa e della popolazione civile. Organizza il sistema giudiziario, si prende cura delle associazioni contadine per le quali elabora un regolamento, controlla i trasporti, le comunicazioni e i rifornimenti.
Al trionfo della Rivoluzione cubana è nominato Ministro per il Recupero dei Beni Malversati (1959) e, nel 1962, presidente dell’Istituto Nazionale delle Risorse Idriche, nuova istituzione che dirigerà per sei anni.
Poi viene nominato segretario del Partito Comunista a Sancti Spíritus, come pure Ambasciatore in Bulgaria da febbraio 1973 fino a marzo 1977.
Inoltre, negli anni 1960 e 1961 è a capo dell’instaurazione del Servizio Medico Rurale nella Sierra Maestra, comandante nella zona di operazioni contro le bande controrivoluzionarie sulle Montagne dell’Escambray, partecipa all’organizzazione dell’Esercito del Centro e alla battaglia di
Playa Girón.
I suoi ultimi sforzi li ha dedicati alla direzione, su sua richiesta, dell’Azienda Municipale Agro-forestale ‘Victoria de Girón, nella Ciénaga de Zapata, con il proposito di contribuire allo sviluppo integrale della maggior palude dei Caraibi.
E’ stato membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e deputato all’Assemblea Nazionale del Poder Popular.
Nel luglio 1977 è stato designato Presidente della Commissione per il Commercio Estero e per la Collaborazione Economica e Tecnico-Scientifica. Nel maggio 1978, capo del nuovo Ufficio di Assistenza agli Organismi locali del Poder Popular, per decisione del Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri.
Nel dicembre 1985, l’Assemblea Nazionale gli ha assegnato la presidenza della commissione permanente delle attività globali dell’economia e, l’anno seguente, ha assunto la direzione dell’Ufficio di Assistenza agli Organismi locali del Poder Popular dipendente dal Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri.
Ha presieduto pure la Società Cubano-Messicana delle relazioni culturali. L’11 maggio 1984 è stato insignito del titolo di Professore Titolare Aggiunto dell’Università di La Habana.
Nacque nella fattoria La Larga, a Zaza del Medio, provincia di Las Villas, il 15 febbraio 1920 e morì il 24 dicembre 1992 a causa di una malattia cardiaca.
Frequentò le elementari in scuole di campagna e il liceo all’Istituto Secondario di Sancti Spíritus. Nel settembre 1942 iniziò la facoltà di medicina all’Università di La Habana e la terminò nove anni dopo, nel 1951, con molti sacrifici. Fece richiesta dell’iscrizione gratuita e di libri prestati, nei primi tempi poteva contare solo su 20 pesos di aiuto familiare per alloggio, alimentazione e vestiario. A partire dal 1946 lavorò in un laboratorio clinico con un basso salario.