Alfredo Zayas Alfonso
Dal 1921 al 1925 guidò, al pari dei presidenti che lo precedettero, un Governo corrotto, ed ebbe, mentre era ancora in vita, una sua statua di fronte al Palazzo Presidenziale, con il braccio teso verso lo stesso, che a detta del popolo voleva significare: quello me lo sono rubato.
La statua fu in seguito rimossa, mentre il parco venne occupato dall’ampliamento dell'attuale Museo della Rivoluzione Cubana.
Nacque a La Habana il 21 settembre del 1861, e morì nella stessa città l'11 aprile del 1934. Avvocato, appartenne al Partito Autonomista, che faceva il gioco della Spagna dopo il
Patto del Zanjón del 1878.
Nel 1901 fece parte dell'Assemblea Costituente, avviandosi alla vita politica repubblicana con l’incarico di consigliere comunale de La Habana, poi come Sottosegretario alla giustizia nel Governo interventista nordamericano, infine Senatore e Vicepresidente della Repubblica (1909-1913), sotto la presidenza di
José Miguel Gómez.
Zayas era il candidato presidenziale dei liberali nel 1917, anno in cui avvenne la sollevazione di questo gruppo a seguito della frode elettorale nelle elezioni del 1916, che permise la rielezione del Presidente conservatore
Mario García Menocal.
Nel 1919 si separò da Gómez e fondò il Partito Popolare, denominato dei "quattro gatti" per lo scarso numero degli aderenti. Arrivò alla presidenza nel 1921 grazie al sostegno del suo rivale di un tempo, il conservatore Menocal, e non senza altrettanti brogli elettorali.