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Ricerca nella storia di Cuba
Linvasione dei mambises da Oriente verso Occidente
Arsenio
Martínez Campos comprese molto bene il significato
delle parole "le seconde parti non sono mai state buone" quando il
"pacificatore" della Guerra dei Dieci Anni, luomo del Patto
del Zanjón, era stato costretto ad andarsene dopo
che lEsercito di Liberazione Cubano aveva invaso lIsola, da Oriente a
Occidente, in soli tre mesi, beffando 182.000 soldati spagnoli comandati da 42 generali.
Gli invasori, torce in mano, avevano lasciato colonne di fumo al loro passaggio o avevano
convinto i possidenti a pagare tributi alla Repubblica in Armi.
La produzione di zucchero calò dell80 %, privando la Spagna della sua più
importante fonte di introiti.
Piccoli contingenti, da duemila a quattromila uomini, capeggiati dai veterani Máximo
Gómez e Antonio
Maceo per molti i migliori generali di
questa contesa avevano realizzato in tempi brevi una prodezza militare che aveva
costituito quella volta senza successo una delle principali aspirazioni
della Guerra Grande.
Il Capitano Generale di Cuba, Martínez Campos, cercò invano di circoscrivere
linsurrezione in Oriente, ma la sagacia del piano mambí mise in ridicolo
questo capo spagnolo, veterano anche della precedente contesa, la cui fama deriva anche
dallaver liquidato lultimo esercito carlista nella penisola iberica.
Da Baraguá, dove nel 1878 si era visto faccia a faccia con il capo spagnolo, Maceo partì
il 22 ottobre 1895 con una colonna di circa tremila uomini, per incontrare
Gómez.
Questo avviene il 24 novembre, alle quattro del pomeriggio a El Laurel, già in territorio
di Las Villas. Ore prima gli invasori avevano attraversato senza particolari difficoltà
la famosa linea
da Júcaro a Morón, simulando di passare per un
punto e attraversandola invece per un altro nei pressi di Ciego de Ávila.
Un mese prima Gómez attraversò la via e fece sentire la sua presenza a Las Villas,
confondendo in questo modo gli spagnoli che ritirarono dalla zona strettamente controllata
parte dei loro uomini.
La colonna dinvasione era stata preceduta dal Generalissimo, al cui passaggio erano
insorti diversi gruppi che poi si unirono alle sue truppe. Ma la cosa più importante era
il fatto che Gómez lasciava dietro sé la fiamma della rivoluzione designando capi e
assegnando territori nei quali dovevano colpire e distrarre il nemico.
Dopo le sconfitte subite in Oriente le forze spagnole erano sulla difensiva. La campagna
di Gómez aveva fatto rivivere la lotta nella regione centrale e aveva dato
organizzazione, disciplina e animosità alle reclute di Camagüey. Le sollevazioni si
erano generalizzate anche tra gli abitanti di Las Villas.
In questo modo era impossibile per la cavalleria degli invasori eludere gli scontri
diretti. Vi furono solamente due combattimenti di poca importanza, Guaramanao e Lavado, in
territorio orientale e niente di significativo a Camagüey.
Ma a Las Villas Martínez Campos era deciso a chiudere il passaggio, anche se poi non
raggiunse il suo obiettivo. Da Iguará, sul fiume Jatibonico, fino alla sanguinosa
battaglia di Mal Tiempo, i cubani combatterono giorno e notte contro novemila nemici.
L11 dicembre erano stati attaccati da oltre quattromila uomini e, secondo quanto
Gómez annotò nel suo diario, convinse Maceo sul fatto che non era conveniente resistere
ma che occorreva colpirli di notte e nascondersi di giorno.
In questo modo riuscirono a contenere la spinta del nemico e a causare numerose perdite.
Ma il giorno 15, il vecchio dominicano e 400 dei suoi uomini fecero una carica al machete
di soli 15 minuti contro 600 spagnoli, 200 dei quali perirono e il resto rimase ferito.
Per i cubani, 4 morti e 40 feriti. Inoltre, lì si impadronirono di 150 fucili Mauser, di
60 Remington, di 6 casse di munizioni, di cavalli e muli, di equipaggiamenti e perfino
della valigetta dei medicinali e della bandiera.
Dopo questa vittoria a Mal Tiempo, nella zona di Cienfuegos, gli invasori irruppero al
galoppo nel cuore della ricca regione di Matanzas, dove vennero effettuati gli strategici
combattimenti di Coliseo e di Calimete (23 e 29 dicembre), contro truppe dirette
personalmente da Martínez Campos.
Dopo Coliseo, i cubani simularono di retrocedere verso est e il capo degli spagnoli
abboccò imbarcando le sue truppe per tagliar loro la ritirata, ma qui avvenne il
cosiddetto cappio dellinvasione, un altro rovescio degli spagnoli.
Da quel momento niente li fermò. Migliaia di cavalieri cavalcarono più di 16 ore al
giorno attraverso le fertili pianure del sud della regione Habana-Matanzas dove era facile
rimpiazzare i cavalli.
Il 1° gennaio 1896 gli invasori si accamparono vicino a Nueva Paz, nella provincia di La
Habana. Nei giorni successivi occuparono Güira, Melena del Sur e Güira de Melena. Poi
continuarono con Alquizar, Ceiba del Agua e Vereda Nueva. Vicino alla costa nord si
disposero come se dovessero minacciare la capitale e a Hoyo Colorado si divisero in due
forti colonne, ciascuna di oltre duemila uomini.
Il Generalissimo fece una retromarcia verso La Habana per fermare e distrarre gli
spagnoli, mentre il Generale Luogotenente Maceo continuava linvasione a Pinar del
Río, dove marciando verso nord prese il villaggio di Cabañas e fece arrendere San Diego
de Nuñez, Bahía Honda e Las Pozas.
Successivamente discese dalle catene montuose di Pinar del Río verso il centro, passò
vicino alla città di Pinar del Río, ebbe un combattimento a Las Taironas, più a sud
entrò trionfante a Guane e piegando a nord prese Mantua, il villaggio più occidentale di
Cuba, il 22 gennaio 1896.
Tutto il paese era in guerra. I mambises avevano ottenuto un eccezionale trionfo
militare e politico.
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