|
| |
Ricerca nella storia di Cuba
Periodo coloniale cubano
La presenza spagnola a Cuba si stabilizzò nel corso del secondo decennio del XVI secolo e
lisola a differenza del resto dei territori del continente, dove il dominio
spagnolo terminò allinizio del XIX secolo continuò a rappresentare
lultimo gioiello della corona dei sovrani di Spagna fino al 1° gennaio del 1899,
dopo 30 anni in cui si succedettero tre guerre dindipendenza e un intervento
straniero, quello degli Stati Uniti.
La società coloniale si consolidò con lassegnazione di terreni agricoli e per
lallevamento ai colonizzatori, le cui concessioni furono riconfermate dalla Spagna
nel 1516 e successivamente riconosciute come perpetue.
I cabildos, o consigli municipali, erano gli organi di governo delle città, mentre
il governatore rappresentava i sovrani e la Casa
delle Contrattazioni esercitava il monopolio sul
commercio delle colonie. La Chiesa cattolica, infine, costituiva laltro grande
potere. Il regime feudale ancora vigente nella madrepatria veniva semplicemente trasferito
nella colonia, nonostante qui gli abitanti vivessero in capanne di guano come gli
aborigeni. In mancanza del ceto nobiliare, le gerarchie si basavano sui meriti militari,
sulle capacità di organizzazione e sulla ricchezza.
Le principali attività economiche erano costituite dallo sfruttamento degli indios
attraverso il sistema delle encomiendas
(servitù), usandoli inizialmente come manodopera nelle miniere
e successivamente nellallevamento e nellagricoltura.
Dato che i nuovi signori si consideravano esenti da qualunque tipo di lavoro pesante,
fecero ricorso agli schiavi africani, che già da tempo venivano introdotti
sullisola, per sostituire la progressiva mancanza di manodopera degli indios fino
alla completa scomparsa
degli aborigeni .
E possibile individuare nel XVI secolo due fasi distinte: durante la prima il poco
oro scoperto sullisola si esaurì rapidamente e nello stesso tempo scomparvero anche
gli indios. Cuba rimase così quasi del tutto spopolata, soprattutto dopo le spedizioni di
conquista del Messico e della Florida e lemigrazione degli abitanti verso il Perù e
verso altre terre di maggiori ricchezze.
Nello stesso tempo, la minaccia di incursioni da parte di corsari
e pirati diventava più grave di anno in anno, fino a
quando, nel 1555, il corsaro Jacques de Sores occupò La
Habana, costringendo il governatore di Cuba alla fuga. A
questo punto la Spagna si rese conto dellimportanza strategica della più grande
isola delle Antille.
Perciò, al fine di favorire una nuova colonizzazione, le concessioni di terre cubane
riguardarono fondamentalmente aree destinate allo sviluppo dellallevamento e
dellagricoltura. Inoltre, La Habana si sarebbe dovuta trasformare in una cittadella
fortificata, luogo di concentrazione delle due flotte che ogni anno si dirigevano verso la
Spagna cariche doro e dargento americani.
Alla fine del XVI secolo comparvero i primi zuccherifici, dando inizio a un processo che,
a partire dal XIX secolo, costituì la fondamentale linea di sviluppo delleconomia
di Cuba. Lespansione dellindustria zuccheriera continuò fino alla fine del
XVII secolo, quando comparve quella del tabacco
.
Il ferreo monopolio esercitato dalla Casa di Contrattazione di Siviglia spinse la
popolazione a praticare il cosiddetto commercio di recupero, cioè il contrabbando,
attività che divenne allinterno del paese unistituzione popolare di
sussistenza, causa anche di rivolte in seguito alla repressione attuata dalle autorità.
Intanto, mentre La Habana si stava trasformando in una città fortificata sempre più
importante, la Spagna dissipava la propria potenza economica in guerre incessanti contro
gli altri stati europei.
Durante questi due secoli di sviluppo economico relativamente scarso, si produsse tuttavia
una differenziazione tra gli spagnoli e coloro che erano nati sullisola, i
cosiddetti nativi o creoli. Alla fine del XVII secolo, inoltre, furono fondate Matanzas e
Santa Clara, oggi importanti centri cittadini.
Nel XVIII secolo alcuni dei conflitti che coinvolsero la Spagna ebbero delle ripercussioni
anche su Cuba.
Durante la Guerra di Successione Spagnola, per esempio, navi francesi stazionarono per
cinque mesi nel porto della capitale per proteggere i possedimenti di Filippo V e i
commerci con lAmerica. A Cuba furono inoltre organizzati spedizioni e assalti di
corsari ai danni degli interessi britannici, e a loro volta gli inglesi attaccarono la
città di Trinidad.
Tuttavia, lascesa al trono spagnolo di Filippo V, nipote del monarca francese,
favorì lo sviluppo economico della colonia cubana, nonostante fossero stati limitati i
poteri delle giunte cittadine, come conseguenza dellaccentramento politico e
amministrativo propugnato dal nuovo sovrano: i Governatori furono sostituiti da Capitani
Generali, mentre il monopolio economico sul tabacco fu causa di proteste e di rivolte,
violentemente represse.
Le guerre ispano-britanniche di questo secolo ebbero come conseguenza loccupazione
della baia di Guantánamo ad opera di una spedizione inglese, che vi avviò la
costituzione di una colonia denominata Cumberland, e addirittura, nel 1762, la conquista
di La Habana, che rimase sotto il dominio britannico quasi 11
mesi. In questo periodo la città si aprì al commercio britannico, mentre il Governatore
spagnolo di Santiago de Cuba venne nuovamente investito del potere su tutta lIsola.
Nel frattempo, e per i successivi 9 anni, i mari intorno a Cuba furono teatro di battaglie
tra corsari nordamericani e cubani. Questi ultimi avevano spesso la meglio, riuscendo
addirittura a catturare 77 navi in due anni, sia inglesi sia nordamericane.
Fino alla metà del secolo, i corsari cubani rifornirono le popolazioni vicine di prodotti
che normalmente scarseggiavano, a causa del monopolio ufficiale e delle guerre, ma nella
seconda metà del secolo, con il nuovo sovrano Ferdinando VI, il commercio di contrabbando
fu tollerato.
I cambiamenti introdotti dalla politica della monarchia illuminata, a partire dal regno di
Carlo III (1759-1788), contribuirono a una maggior differenziazione della colonia rispetto
alla madrepatria, favorendo la nascita, nel periodo tra lultimo decennio del XVIII e
la prima parte del XIX secolo, di movimenti precursori delle lotte nazionaliste cubane.
Una delle conseguenze più rilevanti del cambiamento fu la fine del monopolio commerciale
tra il porto di Cadice - che aveva sostituito Siviglia come porto spagnolo più importante
del XVIII secolo e La Habana. Gli scambi commerciali potevano svolgersi da quel
momento anche tra Santiago de Cuba, Trinidad, Batabanó, Nuevitas, Remedios e Matanzas e i
porti spagnoli di Barcellona, Cartagena, Alicante, La Coruña, Gijón e Santander.
Inoltre, per la prima volta erano consentiti i commerci con le 13 colonie inglesi del Nord
America, che nel 1783 avevano conquistato lindipendenza.
Negli anni successivi, dopo lo scoppio della Rivoluzione ad Haiti, il consolidamento del
sistema di sfruttamento
schiavista delle piantagioni monopolizzò il commercio
estero dellIsola.
Capitolo successivo
|