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Ricerca nella storia di Cuba
Gli Stati Uniti contro la Rivoluzione cubana: di nuovo Davide e Golia
Dal Governo repubblicano del generale Dwight D. Eisenhower le amministrazioni
dei due grandi partiti statunitensi hanno mantenuto un’implacabile politica
contro Cuba. Nella versione americana di un’antica leggenda, il gigante Golia
non perdona la sfida del Davide caraibico.
Il 3 gennaio 1961 gli Stati Uniti rompono unilateralmente le loro relazioni
diplomatiche con Cuba e, a partire da allora, Washington comincia a esercitare
forti pressioni sugli altri paesi latinoamericani affinché facciano altrettanto.
Con la degna eccezione di quello Messico, tutti i Governi latinoamericani
seguirono questa indicazione e nel 1963 Cuba venne esclusa dall'Organizzazione
degli Stati Americani durante l'Assemblea Generale tenutasi a Punta del Este, in
Uruguay.
Sul suolo cubano venne accelerata la preparazione per respingere le aggressioni.
I soldati e i miliziani, appena terminata la preparazione militare erano
dislocati a proteggere i principali interessi economici, politici e militari del
paese.
La controrivoluzione interna fu sconfitta nella prima metà degli anni '60, ma
gli attacchi armati e le provocazioni dalle basi nella Florida, la politica di
vessazione delle varie amministrazioni di turno a Washington e il blocco economico,
che è andato sempre più inasprendosi con il trascorrere degli anni, non sono mai
cessati.
Molti complotti sono stati fatti fallire in tempo, grazie alle infiltrazioni
nelle fila della controrivoluzione e nella stessa Agenzia Centrale
d'Intelligenza (CIA) degli Stati Uniti. I piani per l'eliminazione fisica dei
dirigenti della Rivoluzione, in primo luogo Fidel Castro, sono stati sgominati
dagli Organi della Sicurezza Cubana.
Grande emozione provocò nella società cubana il sabotaggio della nave francese
La Coubre, avvenuto il 4 marzo 1960, mentre era ancorata a un molo di La Habana
(46 morti e 241 feriti), così come in anni seguenti, l'esplosione a opera di
terroristi dell'aereo CUT-1201 della Cubana de Aviación appena dopo il decollo,
il 6 ottobre 1976, nel cielo di Barbados. Questo fatto costò la vita a 73
persone, tra passeggeri ed equipaggio (11 guayanesi, 5 coreani e 57 cubani, tra
cui 25 giovani della squadra giovanile di scherma che facevano ritorno dal
Venezuela, dove avevano conquistato tutte le medaglie d'oro nel Campionato
Centroamericano e dei Caraibi).
All'aggressione di Cuba come
programma elettorale si ricorse per la prima
volta nel 1960, anno di elezioni negli Stati Uniti, da ambedue gli aspiranti
alla presidenza, il repubblicano e Vicepresidente del paese Richard Nixon, e il
democratico John F. Kennedy. I risultati delle elezioni fecero sì che il primo
avesse la paternità del piano di invasione, mentre il secondo avrebbe avuto,
mesi più tardi, la responsabilità della sconfitta della Brigata 2506 a Playa Girón.
Secondo quanto espresso nelle sue memorie (‘I miei anni alla Casa Bianca’),
Eisenhower il 17 marzo 1960 ordinò alla CIA di cominciare a organizzare
l'addestramento dei cubani esuli, soprattutto in Guatemala, "in previsione di un
giorno futuro nel quale possano fare ritorno alla loro patria…"; "…continuavamo
a mantenere piani di emergenza per Cuba. Tra questi figuravano eventualità come
il blocco, l'azione militare e un'azione congiunta da parte dei paesi
dell’America Latina". Tra il 1959 e il 1961 la CIA patrocinò circa 300
organizzazioni controrivoluzionarie.
Durante questo periodo vennero incrementati i sabotaggi, che lasciarono dietro
di sé un gran numero di morti e di feriti, come pure danni materiali alla
produzione, alle scuole, a centri di lavoro e ad altri impianti. In questi e nei
successivi anni si verificarono numerose infiltrazioni nel territorio nazionale,
sequestri di aerei, bombardamenti a città e a villaggi, assalti ai pescherecci,
provocazioni dalla base navale di Guantánamo e sollevazioni di gruppi armati
nelle province di Oriente, Las Villas, Matanzas e Pinar del Río, che
assassinarono contadini e giovani alfabetizzatori, bruciarono scuole e cercarono
di destabilizzare l'economia.
Dal suo fallimento nella spedizione della Baia dei Porci fino alla cosiddetta
Crisi di Ottobre
(o Crisi dei Missili) nel 1962, la CIA incrementò le sue azioni contro Cuba. Da
aprile a dicembre 1961 si verificarono 826 azioni controrivoluzionarie, numero
che venne triplicato tra gennaio e agosto dell’anno seguente.
L’aggressione diretta costituì di nuovo l’opzione principale per Washington, con
forti indizi della sua imminenza. Nell’uso del suo diritto alla sovranità, Cuba
accettò la proposta sovietica di installare nel paese armi nucleari per frenare
le intenzioni statunitensi. I cubani agirono con la massima calma quando il 24
ottobre 1962 gli Stati Uniti decretarono il blocco navale dell’Isola ed era
palpabile il pericolo di un attacco aereo di sorpresa.
A partire dagli anni ’80, la preparazione della popolazione sul concetto di
guerra di tutto il popolo ha potuto contenere i piani aggressivi dei Governi di
Ronald Reagan e di George Bush.
Poco alla volta, la quasi totalità delle nazioni latinoamericane ristabilì le
relazioni diplomatiche con Cuba e la stessa Assemblea Generale degli Stati
Americani nel 1996 respinse il carattere extraterritoriale della legge
nordamericana Helms-Burton, approvata dal Congresso di Washington per cercare di
asfissiare l’economia cubana.
Alla fine del 1997, circa 1.500 pagine degli archivi militari degli Stati Uniti
che si riferivano ad azioni segrete contro Cuba tra il 1962 e il 1964 vennero
declassificate e rese pubbliche.
Documenti ufficiali, che evidenziano come oggi a Washington si stiano tramando
aggressioni contro Cuba – che forse potranno essere conosciute tra 35 anni – e
che rivelano come siano state pianificate autoaggressioni reali o finte per
utilizzarle poi come giustificazioni per un’invasione contro Cuba.
Tra questi progetti risaltano:
l’affondamento di imbarcazioni di profughi dirette in Florida, con aerei
preparati per farli apparire come se fossero della Forza Aerea Cubana;
fare esplodere bombe in luoghi scelti di Miami e attentare alla vita di
rifugiati in questa città, facendole apparire come azioni dirette da Cuba;
simulare un attacco di Cuba a una nazione dei Caraibi, attaccandola realmente
con aerei nordamericani camuffati;
dirigere questi attacchi camuffati contro navi statunitensi, contro la base
navale di Guantánamo o contro aerei civili nei Caraibi.
Da aprile 1994 fino alla fine del 1997, secondo denunce del Governo cubano, "… i
servizi della sicurezza cubana hanno rilevato la preparazione, da parte della
Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA) e di altri gruppi terroristici di
Miami, di circa 30 azioni terroristiche contro Cuba".
Nel 1995 vennero arrestati Santos Armando Martínez Rueda e Jorge Enrique Ramírez
Oro, entrambi residenti a Miami e che erano entrati a Cuba come turisti del
Costa Rica con passaporti falsi, dopo che si erano infiltrati per via marittima
nella regione orientale di Cuba per introdurre e per nascondervi 51 libbre di
esplosivo C-4 con le quali intendevano realizzare diverse azioni terroristiche,
tra queste alcune negli hotel del turismo internazionale.
Il 21 ottobre 1996 è stato rilevato attraverso il corridoio aereo di Girón, da
parte dell’equipaggio di un aereo di linea cubano, il volo di un aereo
monomotore di fumigazione modello S2R, con matricola N3093M del registro aereo
degli Stati Uniti, utilizzato dal Dipartimento di Stato, in volo dalla base
Patrick della Forza Aerea Nordamericana, di Cocoa Beach, in Florida, verso Gran
Caimán, che ha liberato sopra Cuba in modo intermittente una nebbia bianca o
grigiastra che ha provocato successivamente l’apparizione in tutta l’isola della
plaga Thrips Palmi. Questi fatti costituiscono un’aggressione biologica provata
che Cuba ha denunciato in diversi forum internazionali.
Nel settembre 1997 è stato arrestato a La Habana anche il cittadino salvadoreño
Raúl Ernesto Cruz León, che era entrato a Cuba in due occasioni come turista e
che aveva fatto esplodere bombe negli hotel Capri e Nacional (12 luglio 1997) e
negli hotel Copacabana, Tritón, Chateau Miramar e nel bar-ristorante La
Bodeguita del Medio (4 settembre 1997), tutti nella capitale cubana.
Nell’attentato al Copacabana era morto il turista italiano Fabio Di Celmo. Raúl
Ernesto Cruz León ha riconosciuto davanti alle telecamere della televisione
cubana, il 15 settembre 1997, di essere stato l’autore di questi fatti
terroristici, la sua condizione di mercenario reclutato, pagato ed equipaggiato
all’estero di mezzi molto sofisticati per tali azioni.
Inoltre, il 15 agosto 1997 è stato arrestato a La Habana, e poi rispedito negli
Stati Uniti, David Norman Dorn, che era stato reclutato a Washington dal
direttore di Freedom House, Frank Calzón, per entrare a Cuba facendosi passare
per turista, raccogliere informazioni riservate e rifornire di materiale e
finanziare alcuni capoccia controrivoluzionari.
Freedom House è un’istituzione che si dedica, "in modo presunto", a promuovere
la democrazia e che riceve abbondanti fondi dal Governo degli Stati Uniti.
Il 27 ottobre 1997, il servizio guardacoste degli Stati Uniti ha fermato
un’imbarcazione, in acque limitrofe al municipio portoricano di Cabo Rojo, sulla
quale si trovavano i cubani residenti in territorio nordamericano Angel
Hernández Rojo, Juan Bautista Marques, Francisco Secundino Cordova e Angel
Manuel Alfonso, che trasportavano mitragliatrici calibro 50 marca Barret.
Secondo quanto ha dichiarato Angel Manuel Alfonso davanti a un giudice federale
statunitense, il gruppo era diretto all’Isola Margarita, in Venezuela, dove in
quel momento era in corso una riunione dei Presidenti ibero-americani alla quale
partecipava il Presidente Fidel Castro Ruz, contro il quale intendevano
realizzare un attentato.
Tutti questi fatti evidenziano come ancora oggi, all’arrivo dell’anno 2000 e
oltre 40 anni dopo il trionfo della Rivoluzione cubana, riconosciuta come una
delle più umane e popolari che siano avvenute nella storia, gli Stati Uniti si
ostinano in tutti i modi per distruggerla.
Per oltre quattro decenni le azioni terroristiche, promosse da Washington, hanno
causato la morte di 3.478 persone e altre 2.000 hanno subito invalidità
permanenti, delitti denunciati nell’Istanza del Popolo di Cuba contro il Governo
degli Stati Uniti, presentata nel 1999 dalle organizzazioni civili cubane più
rappresentative al Tribunale Provinciale Popolare di Ciudad de La Habana che,
dopo un rigoroso processo, ha giudicato colpevole il Governo degli Stati Uniti e
lo ha condannato a pagare un indennizzo per i danni causati di 181.100 milioni
di dollari.
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