italcuba.jpg (27434 byte)

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Segreteria: Via Pietro Borsieri, 4  - 20159 MILANO - tel. 02-680862  
 www.italia-cuba.it
30_px.gif (66 byte)30_px.gif (66 byte)30_px.gif (66 byte)amicuba@tiscali.it 

Cuba l'Associazione i circoli dell'Associazione iscriviti all'Associazione in rete Informazione

cerca

antiterr.gif (3602 byte)
Libertà per i cinque

stop1.gif (1692 byte)
Lotta al Blocco
interventi e votazioni alle Nazioni Unite

Cuba contro il terrorismo




Pagina Superiore


Associazione
Chi siamo
Lo statuto
I circoli
I gemellaggi
Progetto reti informatiche
Mostre
Viaggi di conoscenza

Cuba
I simboli
Popolazione
Geografia
Storia
Approfondimenti storici
Politica
Lotta al blocco U.S.A.
Il terrorismo degli U.S.A.
Discorsi di Fidel Castro
Personaggi di Cuba
Cuba è anche ...
Immagini di Cuba
Per invitare una persona
Ambasciata di Cuba

Informazione
Notizie da Prensa Latina
Archivio "notizie da P.L."
Nuestra America
Resumen Latinoamericano
El Moncada in rete
Notizie dall'Ambasciata

Attualità
Granma diario
Granma Internacional
Juventud Rebelde
Trabajadores
Prensa Latina
CUBAnews
Agencia Informativa Nacional

CubaWeb
 

Ricerca nella storia di Cuba 

La conquista e la colonizzazione di Cuba

Fino al principio del XVI secolo, Cuba fu apparentemente dimenticata dagli spagnoli.
Cristoforo Colombo aveva infatti incontrato una maggiore presenza d’oro a Hispaniola (Haiti), così Cuba-Juana fu lasciata da parte. Sarebbe stato suo figlio Diego, nel 1510, a ordinare che fosse esaudito il desiderio del re Ferdinando il Cattolico, di scoprire cioè se su quell’isola si trovava il prezioso metallo.
A partire dal 1504 e negli anni successivi, il sovrano chiese al governatore delle Indie, Nicolás de Ovando, di occuparsi di Cuba. Tuttavia questi ordinò la
Circumnavigazione dell’isola solo nel 1508, condotta da Sebastián de Ocampo, poiché lo stesso Ovando era impegnato a colonizzare Haiti e a soffocare le rivolte indigene dell’isola. Tuttavia esistano prove di viaggi occasionali a Cuba per rapire gli indios o dovuti ad avarie delle navi, ma questi non avevano nessun carattere ufficiale.
Dell’impresa si occuparono alla fine con un certo impegno Diego Colombo e
Diego Velázquez, ciascuno con motivazioni diverse: il primo, da poco nominato governatore delle Indie, desiderava, per ragioni politiche, adempiere alle richieste del sovrano, oltre a voler recuperare l’eredità di suo padre, il Grande Ammiraglio; Velázquez, l’uomo più ricco di Hispaniola, aspirava invece a svincolarsi dalla tutela del viceré per avere il privilegio di dipendere direttamente dal sovrano. Egli partì dunque da Salvatierra de la Sabana, vicino al capo Tiburón (a sud est di Hispaniola) e sbarcò a metà dell’anno 1510 in un luogo non precisato tra Guantánamo e Maisí, che chiamò Puerto de Palmas.
Con l’aiuto di 300 uomini, condusse la sua missione come se fosse una spedizione militare, con l’obiettivo primario di pacificare in modo duraturo la regione di Baracoa, dove il
cacicco Hatuey , arrivato anch’egli da Hispaniola, aveva organizzato una rivolta insieme agli aborigeni cubani.
Dopo aver soffocato la rivolta, Velázquez si stabilì a Baracoa, pronto a conquistare altre regioni dell’oriente cubano. Questa seconda parte della conquista si caratterizzò per l’estrema violenza, nonostante le promesse del Governatore di voler effettuare un’occupazione pacifica. In realtà il suo secondo Francisco de Morales, che si diresse nella regione di Maniabón, e
Pánfilo de Narváez a Bayamo (entrambe zone densamente popolate) commisero terribili crudeltà: Morales ripartì gli indios ridotti schiavi tra i suoi uomini, senza il permesso di Velázquez, mentre Narváez lasciò che le sue truppe violentassero le donne e derubassero gli indios di tutto ciò che avevano, commettendo tali violenze da far fuggire gli aborigeni verso Camagüey.
Siccome Velázquez aveva dei contrasti con Morales, che appoggiava il viceré Colombo, con il pretesto della sua disobbedienza, ne approfittò per destituirlo. A Bayamo appoggiò quindi Narváez e gli affiancò Padre
Bartolomeo de Las Casas, che convinse gli indios a tornare nelle loro terre, ma non poté impedire le violenze e gli assassinii.
Prima di completare l’
occupazione dell’isola e la fondazione delle prime sette città, Velázquez si occupò di organizzare le attività coloniali a Baracoa, la prima sede della nuova autorità. Fondò inoltre Santiago de Cuba, che fu poi per decenni la capitale dell’isola.


Capitolo successivo