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La Sierra Maestra, bastione ribelle L'incipiente guerriglia degli inizi del 1957, due anni dopo entrava trionfante a La Habana trasformata in Esercito Ribelle, sostenuto e acclamato dalla maggior parte della popolazione; prima però dovette sopravvivere, sfuggire all’incalzamento delle forze batistiane e sconfiggere la sanguinaria tirannia che uccise 20.000 cubani. La mobilità costante caratterizzò i primi mesi. Nelle lunghe marce sulla Sierra Maestra, le reclute combattenti si prendevano gioco del nemico; conoscevano bene il terreno ed erano preparate fisicamente. Le fila dei ribelli venivano nutrite, selezionate e consolidate, così come i contatti con la pianura e con i contadini. Questi sarebbero stati i loro naturali alleati e il grosso delle future incorporazioni alla guerriglia. Dopo l'attacco alla caserma di La Plata, il 17 gennaio, e dello scontro di Arroyo del Infierno – il giorno 22 - tutti e due riusciti, la delazione di una guida mise in pericolo la guerriglia. Il giorno 30 patì un violento bombardamento al Pico Caracas, riuscì a sfuggire alla trappola tesa il 9 febbraio ad Altos de Espinosa, dove perse la vita un combattente contadino. In un'altra occasione ancora i soldati poterono seguire le loro tracce, ma alla fine il traditore Eutimio Guerra venne catturato, processato e fucilato dalle forze ribelli. Poco prima, i capi della guerriglia scesero dalle montagne per incontrarsi in una località vicina a El Jibaro con Frank País e con altri dirigenti del Movimento 26 Luglio (coordinamento tra la Sierra e la pianura), e ricevettero la visita di un giornalista nordamericano. Il 17 febbraio, Herbert L. Matthews, del quotidiano New York Times, intervistò Fidel Castro; ciò contribuì a confermare il fatto che il leader cubano era ancora vivo e che la fiamma della ribellione seguiva incessante il suo corso. La rivista Bohemia, che godeva di un'ampia diffusione a livello nazionale, il 17 marzo pubblicò pure due pagine con le foto di Fidel e dei suoi compagni sulla Sierra Maestra, e queste furono le prime a essere conosciute nel paese. I rinforzi promessi da Frank País arrivarono il 16 marzo, con circa 50 uomini e armamento per una trentina. La settimana seguente servì per una generale risistemazione e di apprendistato. Il 23 aprile ricevettero la visita del giornalista statunitense Robert Taber e del cameraman Wendeil Hoffman, che giunsero assieme a Celia Sánchez e a Haydée Santamaría e ad altri due uomini inviati dal Movimento 26 Luglio. Per questo reportage salirono sul Pico Turquino (1.974 metri sul livello del mare, il più alto di Cuba), e le loro immagini fecero il giro del mondo. Batista non poteva continuare a negare l'esistenza della guerriglia dopo questa e altre successive pubblicazioni. Il 28 maggio 1957 ci fu l'attacco alla caserma di El Uvero, sulla costa sud; un'importante vittoria che contrassegnò la maturità raggiunta dalla guerriglia, secondo quanto avrebbe narrato Ernesto Che Guevara, che rimase con i feriti mentre Fidel andava organizzando un'imboscata alle truppe batistiane. Il 16 giugno il Che si riunì al gruppo assieme ai feriti che si erano ristabiliti e ad altri nuovi adepti. Poco a poco si vennero a creare le condizioni che avrebbero permesso di estendere le azioni di lotta su un più vasto raggio. In luglio venne costituita la Colonna n° 4 - in realtà la seconda dell'Esercito Ribelle, ma questo nome le fu dato per confondere la dittatura - agli ordini di Guevara, asceso al grado di comandante il 21 luglio, e formata da tre plotoni. La sua missione era quella di operare a est del Pico Turquino. Nel frattempo, a ovest, la Colonna n° 1 faceva altrettanto, comandata da Fidel Castro alla guida di cinque plotoni. Ambedue formavano il 1º Fronte "José Martí". La guerriglia concludeva la sua fase nomade. A partire da allora cominciarono diverse azioni ripetute (luglio, agosto e settembre) contro le caserme e le colonne dell'esercito inviate sulla Sierra Maestra. Mentre inviava le sue truppe sulle colline, il Governo di Batista cercò in tutti i modi di eliminare la base di appoggio dei ribelli attraverso il bombardamento e il cannoneggiamento delle montagne e gli assassini degli abitanti dei villaggi della Sierra. L'evacuazione di migliaia di contadini verso aree di concentramento in luoghi sorvegliati dall'esercito governativo, ricordavano i tempi del Capitano Generale spagnolo Valeriano Weyler, quando gli uomini venivano stipati sulle navi senza le più elementari condizioni di vita. I piani offensivi (R-1, R-2,R-3 e R-4), tra ottobre 1957 e gennaio 1958, avevano l'obiettivo specifico di isolare i rivoluzionari, di accerchiarli e di ridurre progressivamente lo spazio circostante fino al loro annientamento. Era anche prevista la sorveglianza della raccolta della canna da zucchero, messa in pericolo dai continui sabotaggi. Sul finire del 1957 - primo anno della guerriglia ribelle - esisteva già un consolidamento del territorio insorto sulla Sierra Maestra che comprendeva - prendendo come punto di riferimento il Pico Turquino - la zona compresa tra Pico Caracas, a ovest, e Pino del Agua, a est. A sud della cordigliera si estendeva il mare, mentre il nord era costellato da piccoli villaggi stretti tra le roccaforti occupate dai soldati del regime. Questi potevano azzardarsi a penetrare nella zona soltanto in grandi colonne che si muovevano con difficoltà e che potevano essere attaccate con più facilità dai guerriglieri che sconfissero le ripetute offensive batistiane. Allora la linea di posizione dell'esercito arretrò; i centri di comando si trovavano a Yara, Estrada Palma, Manzanillo e Buey Arriba, mentre le riserve centrali erano a Bayamo; da questi dipendevano le caserme di Pino del Agua, Guisa, El Oro, San Pablo del Yao, Niquero e Media Luna, tra le altre. Assieme ai distaccamenti armati, i ribelli stabilirono tribunali, ospedali, scuole di preparazione militare, politica e di alfabetizzazione. Il secondo attacco a Pino del Agua (16-17 febbraio 1958) ebbe risonanza nazionale (la censura era stata tolta in tutto il paese meno nella provincia di Oriente) e con le armi catturate fu possibile aprire nuovi fronti di combattimento. |