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Dal Granma alla Sierra Maestra Era il ricongiungimento di otto uomini con sette fucili salvatisi dal disuguale scontro del 5 dicembre, la cosiddetta imboscata di Alegría de Pío, che disperse gli 82 partecipanti alla spedizione. A questo fatto contribuì il loro stato di sfinimento dopo sette giorni di traversata e lo sbarco del Granma, il 2 dicembre, in una zona paludosa prossima alla spiaggia di Las Coloradas, Belic, Niquero, lontani dai luoghi in cui i collaboratori del Movimento 26 di Luglio li attendevano. Nel primo scontro armato vi furono 21 vittime (3 in combattimento e 18 assassinati), mentre 61 uomini si salvarono ma rimasero dispersi. Di questi, soltanto 20 poterono ricongiungersi, durante il mese di dicembre, altri 20 invece riuscirono a scappare e 7 di questi tornarono in seguito nelle fila dell'Esercito Ribelle, altri 21 vennero catturati, ma salvarono la propria vita, giudicati dal Tribunale di Santiago de Cuba (Causa Nº 67 del 1957) e condannati alla prigione nell'Isola dei Pini. Nella fattoria del contadino Ramón (Mongo) Pérez, nei giorni seguenti l’incontro tra Fidel e Raúl Castro, si ritrovarono gli altri combattenti - tra questi Juan Almeida Bosque, Ernesto Guevara de la Serna e Camilo Cienfuegos Gorriarán - localizzati grazie all'aiuto di alcuni contadini simpatizzanti reclutati da Celia Sánchez Manduley. Il capitano Faustino Pérez Hernández - uno dei sopravissuti - il giorno 23 parte per Manzanillo con la missione di stabilire contatti con il Movimento in questa città; più tardi si recherà a Santiago de Cuba dove si incontra con i dirigenti dell'organizzazione, Haydée Santamaría Cuadrado, Armando Hart Dávalos e Frank País García, tra gli altri. Il giorno 30 novembre 1956, all'insaputa del ritardo sulla data stabilita per la traversata, a causa delle pessime condizioni climatiche che avevano rallentato l’imbarcazione, il Movimento 26 Luglio realizzò una sollevazione armata a Santiago de Cuba e diverse azioni minori in altre località, in appoggio all’arrivo del Granma. La stampa nazionale e le agenzie straniere davano per fallita la missione. In quei giorni ‘El Diario de la Marina’, ‘Tiempo’, ‘Alerta’ e altri giornali titolarono: "Morto Fidel Castro nei pressi di Niquero", "Forze congiunte della Marina e dell'Aviazione stanno realizzando un'intensa ricerca", "In un elenco vi sono i nomi di Fidel Castro e di Raúl Castro", "L’agenzia UP ribadisce che Fidel Castro è morto assieme al suo Stato Maggiore poco dopo lo sbarco nei pressi di Niquero", "Sequestrata l’imbarcazione degli spedizionieri, si ignora se Fidel Castro sia venuto con quella". Il 25 dicembre Fidel parte per la Sierra Maestra. A lui si aggiungono otto abitanti locali - tra cui Guillermo García e Crescencio Pérez - e diversi altri lungo il cammino. Il giorno 27 dicembre la guerriglia è costituita da 27 uomini, ma continuerà a crescere; già non può essere più distrutta. Alcune settimane dopo, nella mattina del 17 gennaio 1957, la piccola forza di 29 ribelli, ottiene la sua prima vittoria attaccando la Caserma di La Plata senza subire nessuna perdita. Era la migliore prova del fatto che erano vivi. A loro favore: due soldati morti, cinque feriti, dei quali tre molto gravi moriranno in seguito, tre prigionieri e una spia giustiziata. La postazione militare venne data alle fiamme, vennero presi otto fucili Springfield e una mitragliatrice Thompson con circa mille munizioni, così come indumenti, zaini, cartucciere e altri utensili da campo. Alcuni militari fuggirono. I feriti e i prigionieri vennero rimessi in libertà, mentre i guerriglieri partirono in cerca delle zone più scoscese della Sierra Maestra. |