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La rivoluzione del '30: un'impresa incompiuta

Il generale
Gerardo Machado, che governò dal 1925 con mano ferrea superando per crudeltà repressiva anche i suoi predecessori, riuscì nel 1928 - attraverso una riforma costituzionale - a prorogare il suo mandato presidenziale, quello del Vicepresidente e del resto del suo entourage, grazie all'appoggio dei tre partiti tradizionali (Liberale, Conservatore e Popolare). Assunse il suo secondo incarico il 20 maggio 1929, e quando diversi mesi più tardi l'economia cubana, che ancora non si era ripresa, fu trascinata in una grave crisi a seguito del crac bancario statunitense, nell’ottobre di quell’anno fece sprofondare il paese nella fame e nella miseria sotto l'egida di una dittatura dai metodi fascisti.
I Governi precedenti si erano messi in luce in principal modo per la violenza usata contro le diverse sollevazioni. Machado ricorse, fin dal suo primo mandato, all'omicidio di numerosi oppositori, mettendo al bando e perseguendo le organizzazioni popolari, riempiendo le carceri di prigionieri politici e applicando ogni tipo di tortura contro le sue vittime.
Questo stato di cose provocò un graduale incremento delle lotte popolari, al punto che avrebbe anche potuto trionfare una rivoluzione dalle incalcolabili conseguenze per gli interessi nordamericani a Cuba.
In precedenza però, il Governo degli Stati Uniti affidò a
Benjamin Sumner Welles la missione di mediare tra le parti coinvolte nel conflitto, riuscendo a far fallire il movimento rivoluzionario con il concorso delle forze controrivoluzionarie del posto, lasciando così inconclusa la Rivoluzione del '30.
Uno sciopero indetto inizialmente dal settore dei trasporti di La Habana ed estesosi successivamente ad altre categorie, acquisì carattere politico all'inizio di agosto 1933, spingendosi anche oltre dopo che il giorno 7 una moltitudine, riunitasi nella capitale alla voce della caduta del tiranno, rivelatasi in seguito falsa, venne presa a colpi di mitraglia dagli agenti del regime, lasciando un saldo di 20 morti e 170 feriti.
Davanti alla forza dello sciopero generale, il giorno 12 Machado fuggì in aereo con la sua famiglia verso le Bahamas, rifugiandosi in seguito negli Stati Uniti.
I mediatori non persero tempo e insediarono alla presidenza
Carlos Manuel de Céspedes y Quesada, che ricevette l'appoggio dei settori di destra, mentre la situazione andava facendosi sempre più confusa, con l'esasperazione popolare che non risparmiò quei sicari machadisti che non riuscirono a mettersi in salvo.
Scoppiò anche un movimento di sergenti, spalleggiato da alcune forze antimachadiste, che depose le alte cariche militari, fissando come centro operativo, all'alba del
4 settembre 1933, la fortezza di Columbia, oltre ad altre ramificazioni nel resto del paese. I cospiratori lanciarono un manifesto del cosiddetto Gruppo Rivoluzionario di Cuba e, nel volgere di qualche ora, costituirono il cosiddetto Governo della Pentarchia che, a sua volta, viene sciolto il giorno 10 quando uno dei suoi appartenenti, il medico Ramón Grau San Martín, assume la presidenza.
Nel seno del
gabinetto dei Cento Giorni si muovono elementi da posizioni centriste fortemente demagogiche fino agli estremi della destra reazionaria e della sinistra rivoluzionaria. Quest'ultima era rappresentata dal Segretario di Governo Antonio Guiteras, che riuscì ad applicare diverse misure nazionaliste e rivoluzionarie.
Per esercitare una qualche forma di pressione, gli Stati Uniti mandarono a Cuba una flotta di 29 navi da guerra al comando dell'ammiraglio Charles S. Freeman, dichiarando di non riconoscere dal punto di vista diplomatico tale Governo.
Il sergente
Fulgencio Batista Zaldivar si impone come dirigente del golpe e Washington, che inizialmente cercò di abbatterlo, accettò le sue rassicurazioni. Il 16 gennaio 1934 Grau si dimette. Carlos Hevia sarà il nuovo Presidente per poco più di 24 ore, poi prende la presidenza Carlos Mendieta (18 gennaio 1934 - 12 settembre 1935), benché il già colonnello Batista, capo dell’esercito, eserciti già di fatto la dittatura nascosto dietro i diversi Presidenti che si succederanno fino al 1940: José A. Barnet (12 settembre 1935 - 20 maggio 1936), Miguel Mariano Gómez (20 maggio 1936 - 24 dicembre 1936), figlio del generale José Miguel Gómez, e Federico Laredo Bru (24 dicembre 1936 - 10 ottobre 1940).
Tra i fatti più significativi vanno segnalati la repressione, da parte dell'esercito e della polizia, degli scioperi generali del marzo 1935, oltre all'assassinio di Guiteras l'8 maggio dello stesso anno.
Vi fu sempre una piena intesa tra Batista e gli investitori statunitensi. Un nuovo Trattato di relazioni tra Cuba e Stati Uniti, nel 1934, cancellò di fatto ogni traccia visibile dell'Emendamento Platt.
Nel 1937, quando i gruppi pro-fascisti erano molto in auge, si va diffondendo un generale incremento delle forze popolari, per la riuscita di una forte campagna a favore dell'amnistia per i prigionieri politici e della mobilitazione nazionale a difesa della Repubblica Spagnola. Centinaia di cubani combatterono assieme alla popolazione iberica e successivamente a Cuba vennero accolti numerosi esiliati dopo la sconfitta repubblicana. Si va anche unificando il movimento operaio con la fondazione, il 28 gennaio 1939, della Confederazione dei Lavoratori di Cuba (CTC), diretta da
Lázaro Peña.
Si venne così a creare una sorta di Fronte Democratico dell'opposizione, mentre in seno al Governo e tra le lobby di potere cominciarono a circolare certe correnti di liberismo in linea alle posizioni del Presidente nordamericano Franklin D. Roosevelt. A seguito delle pressioni popolari venne convocata l'Assemblea Costituente, che redasse una nuova Carta Magna, la
Costituzione del '40, processo nel quale influì un gruppo di prestigiosi dirigenti progressisti e comunisti. In linea teorica ebbe carattere avanzato, sebbene non si arrivò a dettare le leggi complementari.
Quell'anno Batista venne eletto Presidente della Repubblica. Fu un periodo assai complesso a livello internazionale nella lotta contro il fascismo; sul piano interno il dittatore optò per un miglioramento della sua immagine, accettando un Governo di coalizione nazionale. Nel 1944 arriva alla presidenza Ramón Grau San Martín, alla testa del Partito Rivoluzionario Cubano (Autentico), che sconfigge il candidato appoggiato da Batista.
Le sue promesse in senso riformista e nazionalista rimasero presto incompiute, mentre a partire dal 1946 dispiegherà una politica di repressione nei confronti del movimento operaio e contadino che in quel momento erano in piena auge. La designazione del premier
Carlos Prío Socarras anche quale Ministro del Lavoro, contribuisce a dare un'impronta di anticomunismo e un clima da guerra fredda all'interno della società cubana.
La regola del
Differenziale Zuccheriero, una misura volta al miglioramento dei salari e a contribuire alle opere pubbliche e a un maggiore sviluppo economico, proposta dal leader del settore Jesús Menéndez, era stata adottata per la grande pressione di questo movimento. Nel 1948, con l'appoggio di Grau, Prío Socarras giunge al Palazzo Presidenziale, sebbene poi non terminerà il suo mandato a causa del colpo di stato del 10 marzo 1952, operato da Batista.
Eduardo Chibás, fondatore del Partito del Popolo Cubano (Ortodosso), si convertì in un leader popolare denunciando sistematicamente la corruzione amministrativa diffusa, e questo partito era dato come il sicuro vincitore alle prossime elezioni, malgrado il drammatico suicidio del suo leader il 16 agosto 1951.