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Le lotte popolari antimachadiste

Nell'aprile 1925, un mese prima di assumere l'incarico, il generale
Gerardo Machado fece una visita negli Stati Uniti, dove dette le necessarie garanzie sugli affari che si sarebbero tenuti durante il suo governo è assicurò che non vi era ragione di temere disordini dal momento che possedeva la forza materiale per reprimerli.
E, fedelmente, non venne meno alla sua parola. Dal primo anno di mandato procurò pesanti colpi al movimento popolare, cominciando con gli operai e gli studenti. Furono messi al bando il Partito Comunista, la Federazione Studentesca Universitaria, i sindacati e altre organizzazioni; vennero perseguiti, incarcerati e assassinati molti dei loro rappresentanti. Tra le prime vittime figuravano il giornalista e politico conservatore Armando André, per le critiche mosse al Governo, il leader del settore ferroviario Enrique Varona, assassinato in strada, e l'operaio catalano José Cuxart, prigioniero alla Cabaña e al quale fu applicata la legge della fuga.
Malgrado la situazione, vennero effettuati scioperi, e vi fu una manifestazione il 27 novembre, anniversario della fucilazione di otto studenti di medicina da parte del regime coloniale spagnolo, avvenuta nel 1871. Quello stesso giorno fu arrestato
Julio Antonio Mella, in seguito rilasciato grazie alle forti sollecitazioni nazionali e internazionali nate dalla solidarietà suscitata da un suo prolungato sciopero della fame.
Il 1926 fu l'anno dei grandi scioperi ferroviari, dell'assassinio del dirigente della Federazione Operaia de La Habana e della Confederazione Nazionale Operaia di Cuba, Alfredo López, e di altri fatti ancora. Accadde anche il massacro a Camagüey dei contadini oriundi delle Isole Canarie, ad opera della Guardia Rurale, accusati di avere preso parte al sequestro di un colono.
Il Collegio dell'Università di La Habana conferì quello stesso anno a Machado il titolo di Dottore Honoris Causa, mentre i suoi corpi armati si rendevano protagonisti di una dura repressione scatenata contro le proteste degli studenti delle superiori e delle università.
Nel 1927 prende vigore la protesta nazionale avversa al piano di riforma costituzionale, che avrebbe permesso la proroga del mandato presidenziale. Tra le voci dell'opposizione vi erano quelle dell'illustre pedagogo
Enrique José Varona e di Juan Gualberto Gómez. Si costituisce il Direttivo Studentesco Universitario, con il concorso degli studenti degli istituti superiori. I suoi appartenenti furono poi espulsi dai centri di studio. Il 30 marzo una manifestazione degli studenti marciò fino alla residenza di Varona. La forza caricò gli studenti all'angolo della casa, inseguendo al suo interno un gruppo che era riuscito a entrare, distruggendo poi parte del mobilio e maltrattando l'anziano maestro. Gli assassinii del colonnello mambí Blas Masó e di Mella - questo fatto uccidere in Messico da sicari - commossero l'intero paese.
Dalla seconda metà del 1929 e al principio del 1930 vi fu un forte movimento di scioperi e una serie di proteste dei disoccupati - le marce della fame - alla quale presero parte migliaia di uomini e donne, malgrado la repressione in atto.
Il 20 marzo 1930 il paese è scosso da uno sciopero generale rivoluzionario diretto dal giovane intellettuale e leader comunista
Rubén Martínez Villena, alla testa di 200.000 operai in sciopero. Lo sciopero generale venne represso dal regime e Martínez Villena prese la via dell'esilio. Però nuove contestazioni si verificarono in diversi luoghi del paese il 1° maggio, lasciando un saldo di due morti e numerosi feriti.
Un nuovo Direttivo Studentesco Universitario venne costituito il 30 settembre 1930. Quel giorno venne aggredita una grande manifestazione degli studenti e feriti il dirigente operaio Isidro Figueroa e i giovani
Pablo de la Torriente Brau e Rafael Trejo, che morì poco dopo. Il suo funerale scatenerà un'accesa protesta popolare.
Viene chiusa l'Università di La Habana e più tardi tutti i centri d'insegnamento intermedio; vengono sospese le garanzie costituzionali, censurata e poi eliminata la stampa di opposizione. Ma la lotta rivoluzionaria è inarrestabile. Nel gennaio 1931 viene fondata l'Ala Sinistra Studentesca e una manifestazione di donne è dispersa in modo violento. Quell'anno vi furono altre sollevazioni organizzate dagli appartenenti ai partiti tradizionali, alle quali presero parte i veterani mambises e altre forze. L'anno precedente erano fallite due cospirazioni militari.
Il 17 agosto giunse a Gibara una spedizione di 27 uomini al comando di Emilio Laurent. La città fu presa e dopo tre giorni di combattimenti il gruppo si disperse.
Cresceva la repressione, ma crescevano anche le forze di opposizione, che giustiziarono dozzine di assassini e torturatori machadisti. Il movimento scioperante passò all'offensiva generale nel settore dello zucchero dalla zafra del 1932, riuscendo in quell'anno a incorporare altre categorie e anche nell’anno seguente.
Nel 1933 il paese stava vivendo una vera e propria guerra civile. La regione orientale fu teatro di azioni armate dei rivoluzionari capeggiati da
Antonio Guiteras, mentre a Las Villas vennero organizzati piccoli gruppi di insorti. Nelle città continuavano gli attentati e i sabotaggi, la popolazione realizzava una campagna di disobbedienza al regime non pagando i contributi e le imposte.
Lo sciopero generale nell'agosto 1933 avrebbe dato il colpo di grazia al tiranno.