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La Repubblica Plattista

Intense furono le emozioni, le lacrime e lo sconforto quando il 20 maggio 1902, alle ore 12, terminò il Governo dell'occupazione militare nordamericana e la bandiera a stelle e strisce venne ammainata e issata quella cubana, nel punto più alto dell'antico Palazzo dei Capitani Generali. Accadde altrettanto, quello stesso giorno, nel Castello del Morro e negli altri palazzi governativi.
Nel Salone Rosso del Palazzo, il governatore Leonardo Wood lesse una breve lettera del Presidente Teodoro Roosevelt sul passaggio del comando e, lentamente, un lungo documento contenente le raccomandazioni e le norme, nello spirito dell'Emendamento Platt, per la formazione di una nuova repubblica, la cui presidenza sarebbe stata assunta da
Tomás Estrada Palma.
Nasceva la Repubblica Plattista, in nulla simile a quella sognata da
José Martí e plasmata da migliaia di suoi compatrioti in trent'anni di lotte indipendentiste. Non esisteva più il Partito Rivoluzionario Cubano né l'Esercito di Liberazione e i suoi appartenenti passarono alla categoria di "veterani". Al suo posto venne organizzato un esercito di professionisti.
Molto presto, nel 1906, il
Secondo intervento nordamericano avrebbe mostrato che il paese veniva considerato ancora giovane e che rappresentava un pericolo per la nazione in quanto tale, oltre al fatto di essere limitato nella sua stessa sovranità dall'Emendamento Platt, che legittimava lo sbarco dei marines e l'ingerenza nei suoi affari interni.
Il Trattato di Reciprocità commerciale, del 1903, e quello
Permanente tra Cuba e Stati Uniti, del 1904, vennero a rappresentare, oltre all'istituzione di una , il sostegno a una sistematica penetrazione degli investimenti nordamericani nell'economia e nei restanti settori della società cubana, sancendo di fatto la dipendenza neocoloniale nella vita politica della giovane nazione.
Persino quando il paese era governato dai cubani, esisteva sempre un "potere dietro il potere", fosse questo gestito da ambasciatori, consulenti, supervisori, imprenditori o dalla stessa missione militare nordamericana.
Nei primi tre decenni le aziende nordamericane, con meno della metà degli zuccherifici – grazie al loro maggior sviluppo tecnologico - riuscivano a produrre il 70.75 % dello zucchero cubano..
Si andava già profilando il carattere monoproduttivo del paese, che inibiva qualsiasi possibilità di sviluppo industriale diversificato, colmando il mercato interno di manufatti nordamericani importati grazie alle facilitazioni doganali concesse dal Trattato di Reciprocità.
Il latifondo straniero rendeva debole e in pratica liquidava la classe media rurale cubana e la stessa sorte toccava alla borghesia - rovinata dalle guerre e dalle crisi bancarie degli anni '20 - incapace di costituirsi come classe industriale indipendente.
Le profonde ripercussioni a livello nazionale determinatesi in seguito alle due crisi economiche (1920-21 e 1929-33), unite all'intenzionale immigrazione di migliaia di spagnoli e di braccianti provenienti dalle Antille, aspetto che favoriva una riserva di manodopera, hanno fatto sì che la disoccupazione e la miseria fossero qualcosa di assolutamente normale nella quotidianità delle diverse classi popolari.
La politica era stata la principale fonte di arricchimento per quei gruppi che erano arrivati al potere. Il Governo interventista di Charles A. Magoon (1906-1909) inaugurò un periodo di estrema corruzione amministrativa, arrivando persino alla creazione di impieghi fantasma, le cosiddette "botellas" (bottiglie) - si pagavano stipendi senza lavorare - una piaga estirpata soltanto dopo il 1959. Dopo le nuove elezioni presidenziali, svoltesi nel 1908, il generale
José Miguel Gómez, del Partito Liberale, il 28 gennaio 1909 sale alla presidenza, rinnegando di fatto quanto previsto dalla sua piattaforma nazionalista, usando anzi la pubblica amministrazione soltanto per favorire i suoi accoliti, mettendo in pratica così un motto allora molto in voga: "el tiburón se baña, pero salpica" (lo squalo si bagna, però spruzza tutto attorno).
A partire dal 1913 il generale
Mario García Menocal, del Partito Conservatore, governerà per due mandati consecutivi ricorrendo alla frode elettorale, così come aveva fatto Estrada Palma quando venne rieletto nel 1906, generando come allora una sollevazione di stampo liberale, nel 1917, nota come "La Chambelona", capeggiata, tra gli altri, anche da José Miguel Gómez.
Il Governo degli Stati Uniti mobilitò i suoi marines, che sbarcarono nella regione di Oriente, rendendo in seguito ufficialmente noto che le forze alleate e il suo paese dipendevano in forte misura dallo zucchero cubano, e che pertanto "qualsiasi alterazione dell'ordine costituito che ostacoli questo tipo di produzione sarà considerata come un atto ostile"; avvertì anche che se tutti coloro che erano insorti non si fossero immediatamente sottoposti a Menocal, Washington avrebbe potuto trovarsi nella necessità di doverli considerare come nemici e di conseguenza trattarli come tali.
Grazie al nuovo Partito Popolare,
Alfredo Zayas, che era stato il candidato liberale sconfitto nel 1916, vinse le presidenziali del 1920, appoggiato dal Presidente conservatore Menocal, attraverso elezioni truccate, battendo José Miguel Gómez.
Gli anni che corrispondono al suo Governo, 1921-1925, conoscono l'inizio di un processo definito il "risveglio della coscienza nazionale", al quale prende parte una nuova generazione priva di compromessi con il passato. Il suo primo segnale, la cosiddetta
Protesta dei Tredici guidata da Rubén Martínez Villena, ebbe come movente proprio il rifiuto della corruzione governativa.
Lo scenario repubblicano aveva potuto contare fino a quel momento solo su caudillos e politici corrotti, su un piccolo gruppo di patrioti in opposizione critica e su un incipiente movimento operaio, oltre alle diverse forma di protesta, dagli scioperi alle sollevazioni, fino al banditismo. Nel 1923 prende origine il movimento studentesco per la Riforma Universitaria, a seguito della creazione della Federazione Studentesca Universitaria (FEU) - nel dicembre 1922 – in cui emerge la figura di
Julio Antonio Mella - martiano e marxista - leader di quella generazione.
Seguono la fondazione della Lega Antimperialista, dell'Università Popolare "José Martí" per gli operai e di altre organizzazioni. Nell'agosto 1925 nasce la Confederazione Operaia di Cuba - il giorno 7 - mentre il 16 viene fondato, da Mella e dal socialista
Carlos Baliño, tra gli altri, il Partito Comunista, che da subito verrà dichiarato illegale, processati i suoi leaders e perseguitati i suoi appartenenti.
Le primordiali inquietudini giovanili sorte come manifestazione contro la corruzione dilagante, ben presto abbracciarono un'ampia tematica e un vasto settore della società. Ciò contribuì allo sviluppo di un afflato indipendentista di ispirazione martiana e più tardi antimperialista, che godette di gran favore durante le lotte contro Machado.