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Ricerca nella storia di Cuba
La scoperta di Cuba
Dopo il suo sbarco, il 12 ottobre 1492, sullisola di Guanahaní la prima
terra scoperta del Nuovo Mondo Cristoforo
Colombo prosegue la sua ricerca delle ambite terre
delle spezie (India, Cipango e Catay) e, già a
partire dal giorno 21, fa dei riferimenti nel suo diario di bordo a unaltra isola
più grande, che pensa potrebbe essere Cipango. Giorni dopo si leggono ulteriori commenti
circa le ricchezze che questa terra conterrebbe.
Martedì 23 ottobre scrive infatti Colombo nel suo Diario di Navigazione: "Oggi
vorrei dirigermi verso lisola di Cuba,
che credo essere Cipango, secondo le segnalazioni che questa gente mi ha fornito sulla sua
grandezza e le sue ricchezze". Il giorno successivo a mezzanotte annota ancora
Colombo le tre caravelle della spedizione, la Pinta, la Niña e la Santa María,
levano lancora "dirette allisola di Cuba, che ho udito da questa gente
essere molto grande e ricca, piena doro e di spezie, di grandi barche e di
mercanti" e aggiunge: "
poiché, se ciò corrisponde realmente alle
segnalazioni degli indios di queste isole e di quelli che porto con me sulle navi,
giacché non capisco la loro lingua, deve essere lisola di Cipango, di cui ho udito
raccontare meraviglie
".
Al calar della notte di sabato 27 ottobre, venne avvistata finalmente la terra tanto
desiderata, ma gli esploratori furono bloccati dalla pioggia che durò tutta la notte.
Domenica 28 ottobre le navi incominciarono a risalire un fiume molto grande, che misurava
12 braccia allimboccatura e non presentava pericolo di fondali bassi o altri
inconvenienti. La costa era molto ampia e senza alberi fino alla terra e Colombo annota
che non aveva mai visto nulla di così bello: il fiume era circondato da alberi alti e
frondosi e diversi da quelli spagnoli, colmi di fiori e di frutti, ciascuno della sua
foggia. Colombo chiamò questa terra San Salvador (si trattava dellattuale baia di Bariay
, nella provincia di Holguín).
Quello stesso giorno scrive Colombo: "QuestIsola è la più bella terra che
abbiano mai visto occhi umani, ed è piena di buoni porti e di fiumi profondi e
lerba della spiaggia giunge quasi al mare".
La meraviglia destata dalle bellezze di Cuba si accompagnava alla speranza di scoprire
miniere doro e fondali con ostriche perlifere, per la presenza delle quali Colombo
considerava Cuba un luogo propizio. Era certo, inoltre, che fino a lì giungessero le navi
del Gran Khan e pensava che la terra ferma si trovasse a 10 giorni di navigazione,
conservava perciò la speranza di consegnare ai rappresentanti del sovrano dOriente
le lettere di saluto dei Re
Cattolici.
Colombo dedicò più di un mese allesplorazione della costa nord di Cuba, dei suoi
porti e delle terre circostanti, a ovest e a est di Bariay. Egli ammirava la sua natura,
studiava i suoi abitanti, che chiamò indios, come aveva già fatto per le popolazioni delle isole da lui scoperte in
precedenza, e andava in cerca delle ricchezze tanto agognate, soprattutto di oro.
Intorno al 23 di novembre ebbe notizia di unaltra grande isola nelle vicinanze,
cosicché il 5 dicembre "decise di lasciare Cuba o Juana (così la chiamava Colombo)
- territorio che, per le sue grandi dimensioni, aveva considerato fino a quel momento come
terra ferma" - per dirigersi allisola di Haiti, che raggiunse, entrando in uno
dei suoi porti, quella stessa notte.
Durante il secondo dei suoi quattro viaggi, incominciato nel 1493, Colombo partì da Haiti (Hispaniola) nella primavera
dellanno successivo per esplorare la costa cubana, dalla Punta di Maisí, dove aveva
interrotto il viaggio precedente, fino alla regione occidentale. Il suo obiettivo era
quello di verificare se si trattasse di unisola, come aveva pensato al principio,
oppure di parte di un continente.
Colombo osservò e nominò i principali elementi geografici (capi, porti, gruppi di
isolotti), compresa lattuale Isola della Gioventù o dei Pini, che chiamò El
Evangelista, ed entrò in contatto con gli indigeni.
Dopo aver navigato per un mese e mezzo, costeggiando per 335 leghe la più grande
isola delle Antille, Colombo, giunto allaltezza di Coloma (porto che si trova
nellattuale provincia di Pinar del Río, nella parte più occidentale
dellisola) ordinò di redigere un documento in cui tutti i componenti della
spedizione concordavano nel dichiarare di credere che il territorio di Cuba fosse una
parte della terraferma. Alcuni anni più tardi si ebbero tuttavia le prove che
lAmmiraglio aveva commesso un errore.
Nel 1500 infatti, Juan de la Cosa, cartografo e membro della seconda spedizione e
firmatario della dichiarazione di cui sopra, disegnò Cuba in una mappa con le sembianze
di unisola, avvicinandosi notevolmente alla sua reale geografia.
Colombo invece, nonostante avesse esplorato anche vari territori del futuro Centro e Sud
America, rimase convinto fino alla sua morte, che avvenne nel 1506, che Cuba facesse parte
di un continente.
Ne è prova il fatto che, in una carta geografica disegnata da suo fratello Bartolomeo nel
1506, che si basava su una precedente dellAmmiraglio risalente al 1503, Cuba non
viene rappresentata tra le Isole Antille. In effetti, mentre queste ultime sono collocate
tra lEuropa e lAsia a una distanza minore rispetto a quella reale
Cuba è posta nella parte più settentrionale delle terre esplorate nel corso del
terzo e del quarto viaggio, che chiama Nuovo Mondo.
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