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L’Emendamento Platt

Nel 1901, al momento della conclusione della legislatura del Congresso degli Stati Uniti, il Senato (43 a 20) e la Camera dei Rappresentanti (159 a 134) approvarono e il Presidente ratificò – come se fosse un qualsiasi affare interno e in solo quattro giorni – otto clausole obbligatorie che i cubani avrebbero dovuto aggiungere come appendice alla loro Costituzione, per avere una loro Repubblica, quantunque con sovranità limitata dal diritto nordamericano all’ingerenza nei loro affari interni.
Il testo venne introdotto il 26 febbraio dal senatore Orville H. Platt come emendamento al progetto di crediti per l’esercito per l’anno fiscale successivo. Nonostante l’opposizione di un numero importante di congressisti, alla fine la proposta passò dato che al contrario i militari sarebbero rimasti senza finanziamento.
Il Governatore Militare di Cuba, Generale Leonardo Wood, fece conoscere al Presidente della Convenzione Costituente Cubana, Domingo Méndez Capote, l’approvazione dell’Emendamento Platt, che i costituenti avrebbero dovuto accettare e inserire come appendice alla Costituzione il 12 giugno 1901.
Certamente era una situazione molto scomoda. Il 14 febbraio l’Assemblea Costituente di Cuba del 1901 terminò la discussione e la votazione del testo costituzionale che alla fine venne firmato il giorno 21. Ma nel periodo tra una e l’altra cerimonia il Governatore Wood convocò vari delegati per indagare sui lavori costituzionali e su cosa ne pensassero di quanto riguardava le relazioni con gli Stati Uniti.
Venne informato che già si stava lavorando su questo argomento e Wood li invitò a concludere nel più breve tempo possibile dato che aveva bisogno di inviare la Costituzione di Cuba a Washington al fine di esaminarla.
Seguendo le istruzioni di Wood, i costituenti il 12 febbraio avevano designato una commissione incaricata di elaborare le basi delle relazioni cubano-nordamericane, che a loro criterio avrebbero dovuto fondarsi sulla reciprocità, ma gli Stati Uniti non attesero la loro opinione e unilateralmente decisero come avrebbero dovuto essere. In più tali rapporti avrebbero dovuto essere riuniti in un
Trattato Permanente tra i due paesi.
L’Emendamento Platt stabilisce:
"Che a compimento della dichiarazione contenuta nella
Risoluzione Congiunta approvata il 20 aprile 1898, intitolata "Per il riconoscimento dell’indipendenza del popolo cubano", in cui si esige che il Governo della Spagna rinunci alla sua autorità e al governo sull’isola di Cuba, che ritiri le sue forze terrestri e marittime da Cuba e dalle acque di Cuba, ordinando al Presidente degli Stati Uniti di fare uso delle forze di terra e di mare degli Stati Uniti per rendere effettive queste risoluzioni, il Presidente è autorizzato a lasciare il Governo e il controllo di detta isola al suo popolo, appena si sarà insediato in quest’isola un Governo sotto una Costituzione in cui, come parte della stessa, o in un’ordinanza aggiunta a essa, vengano definite le future relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti sostanzialmente come segue:
Che il Governo di Cuba non potrà stabilire con qualsiasi Potere o Poteri stranieri alcun Trattato o altro accordo che riduca o tenti di ridurre l’indipendenza di Cuba, né autorizzi in qualsiasi modo o permetta a qualsiasi Potere o Poteri stranieri, di ottenere attraverso la colonizzazione o per propositi militari o navali, o in altro modo, insediamento o controllo su qualsiasi parte di detta isola.
Che detto Governo non assumerà o contrarrà qualsiasi debito pubblico per il pagamento dei cui interessi e dell’ammortamento definitivo, dopo la copertura delle spese correnti del Governo, risultino inadeguate le entrate correnti.
Che il Governo di Cuba acconsenta che gli Stati Uniti possano esercitare il diritto di intervenire per la salvaguardia dell’indipendenza cubana, per il mantenimento di un Governo adeguato alla protezione delle vite, delle proprietà e delle libertà individuali e per il compimento degli obblighi che, riguardo a Cuba, sono stati imposti agli Stati Uniti dal Trattato di Parigi e che adesso devono essere assunti ed espletati dal Governo di Cuba.
Che tutte gli atti realizzati dagli Stati Uniti a Cuba durante la loro occupazione militare, siano ritenuti validi, ratificati e che tutti i diritti legalmente acquisiti in virtù degli stessi siano mantenuti e protetti.
Che il Governo di Cuba eseguirà e, se fosse necessario, completerà i piani già fatti e altri sui quali reciprocamente ci si accorderà per il risanamento della popolazione dell’Isola, al fine di evitare lo sviluppo di malattie epidemiche e infettive, proteggendo così il popolo e il commercio di Cuba, e allo stesso modo il commercio e il popolo dei porti del sud degli Stati Uniti.
Che l’
Isola dei Pini resterà fuori dai confini di Cuba proposti dalla Costituzione, lasciando al futuro Trattato la regolamentazione della proprietà della stessa.
Che per mettere in condizione gli Stati Uniti di mantenere l’indipendenza di Cuba e di proteggere il suo popolo, così come per la propria difesa, il Governo di Cuba venderà o affitterà agli Stati Uniti le terre necessarie per
depositi di carbone o per stazioni navali in determinati punti che verranno concordati con il Presidente degli Stati Uniti.
Che per maggior sicurezza nel futuro, il Governo di Cuba inserirà le precedenti disposizioni in un Trattato permanente con gli Stati Uniti