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La partecipazione a organismi multilaterali Nell’anno 2000 la maggior parte di queste nazioni hanno ristabilito le loro relazioni diplomatiche, consolari o commerciali con Cuba e numerosi paesi si sono pronunciati nelle riunioni di questa organizzazione per il suo reintegro nell’OEA. Nel mezzo di un crescente discredito di questa organizzazione, è stato costituito a Panama, nel 1975, il Sistema Economico Latinoamericano (SELA), un organismo proprio di espressione dell’America Latina (al quale Cuba appartiene assieme agli altri paesi della regione), le cui analisi e proiezioni delle posizioni latinoamericane in campo economico hanno indiscutibili ripercussioni politiche. Per raggiungere gli obbiettivi della sua strategia di sviluppo economico Cuba ha definito dal 1976 il suo processo d’industrializzazione negli ambiti della divisione internazionale del lavoro fissata nella Comunità Socialista con il suo Consiglio di Aiuto Mutuo Economico (CAME), che in seguito è stato sciolto assieme questa integrazione di paesi al principio degli anni ’90. L’isola caraibica ha ugualmente sviluppato un’intensa attività diplomatica in altri forum multilaterali, come il Gruppo dei 77, GEPLACEA, OLADE, il Parlamento Latinoamericano e la Conferenza Iberoamericana dei Paesi di Lingua Spagnola e Portoghese. Cuba è membro, in totale, di 350 organizzazioni governative e non governative ed è stata scelta come sede di molteplici eventi internazionali dei più diversi settori. In seno al Movimento dei Paesi Non Allineati e nel suo Burò di Coordinamento, con sede presso le Nazioni Unite, Cuba, che è tra i fondatori di questo movimento, si è distinta anche per essere un attivo membro promotore di numerose risoluzioni a favore delle rivendicazioni economiche e politiche delle nazioni emergenti. La VI Conferenza dei Capi di Stato e di Governo dei paesi membri di questo Movimento, che ha avuto luogo a La Habana dal 3 all’8 settembre 1979, ha assegnato a Cuba il turno di presidenza. Nell’ambito delle relazioni multilaterali, occupano un posto rilevante le attività di Cuba nel 1962, durante la Crisi di Ottobre (anche conosciuta come crisi dei missili, per le minaccia di guerra nucleare da parte degli Stati Uniti per l’installazione di missili sovietici sull’isola), nei negoziati, più di venti anni dopo, sul sud-ovest africano (che hanno portato all’indipendenza della Namibia e che hanno posto le basi per la pace dell’Angola e del Sudafrica), e nella firma del Trattato di Tlatelolco (che vieta il possesso di armi nucleari in America Latina). Per altro verso, Cuba ha fatto il suo ingresso nel luglio del 1994 come paese membro dell’Associazione degli Stati dei Caraibi (AEC), e ha firmato nell’agosto del 1995 il Piano d’Azione di questa organizzazione, che contempla l’interscambio, la collaborazione e la ricerca scientifica congiunti, l’allargamento del commercio, l’elaborazione di progetti per l’esplorazione e lo sfruttamento di aree dell’economia di comune interesse per i suoi membri. L’obbiettivo fondamentale dell’AEC è quello di convertirsi, a lungo termine, in una area di libero commercio, avviando un processo che potrebbe arrivare a essere, per estensione territoriale e potenziale umano ed economico, il quarto blocco di integrazione a livello mondiale. La presenza del G-3 (Gruppo dei Tre: Messico, Colombia e Venezuela) nell’AEC, rende ancora più stretti i vincoli con questa associazione, dal momento che si tratta di economie la cui potenzialità potrebbe dare impulso allo sviluppo dei piccoli stati isolani. I Caraibi insulari contano 32 isole, la metà di esse sotto il potere coloniale di Francia, Inghilterra, Olanda e Stati Uniti. È una regione di grande diversità di regimi politici ed economici, ma anche di diversità culturali, linguistiche e religiose che - sommate al suo clima e alle bellezze naturali - li rendono straordinariamente attraenti per il turismo. Dal 1962 Cuba intrattiene relazioni anche con l’Organizzazione Commerciale dei Caraibi (CARICOM). Questi vincoli hanno avuto una fase di scarsa attività nella seconda metà degli anni ’80, però a partire dal 1990 sono andati rivitalizzandosi. Nel maggio 1998 la riunione ministeriale del Gruppo Africa, Caraibi, Pacifico (ACP) ha approvato lo status di osservatore di Cuba per partecipare al nuovo Accordo con l’Unione Europea (UE) o Convenzione di Lomé V, il IV sarà vigente fino al 28 febbraio 2000. Il 29 giugno 1998 il Consiglio dei Ministri dell’UE ha pure approvato lo status cubano, con cui è stata completamente legalizzata la presenza di Cuba agli appuntamenti di questo accordo. Quasi all’inizio del 2000 è avvenuto un fatto di notevole importanza: Cuba è stata accettata nell’ALADI, l’Associazione Latinoamericana di Integrazione, fatto che costituisce una vittoria per il paese, un riconoscimento dei paesi dell’America Latina, che, nonostante l’opposizione e le pressioni nordamericane, hanno accettato il fatto che l’isola caraibica entrasse in questa importantissima organizzazione regionale. |