Le relazioni diplomatiche e consolari
Nel 2005, sono 184 le nazioni con le quali Cuba mantiene rapporti
diplomatici, quasi quadruplicando il numero rispetto all’età prerivoluzionaria,
quando le nazioni erano solo 51. Questo nonostante il fatto che la politica
statunitense abbia lo scopo di creare un totale isolamento di Cuba.
Queste cifre riflettono una riuscita attuazione della politica estera cubana,
che negli ultimi 45 anni si è fatta sentire nei principali forum internazionali,
nella difesa della sua sovranità nazionale, nel non intervento e nel diritto dei
popoli del cosiddetto Terzo Mondo alla propria autodeterminazione.
Secondo il criterio sostenuto dai rappresentanri cubani, questi diritti potranno
essere conseguiti soltanto vincolando la pace alle garanzie di sviluppo
economico sostenibile per tutti i paesi sottosviluppati e al superamento della
gravissima crisi ecologica mondiale, tra gli altri aspetti.
Contrariamente a quanti pensano che Cuba sia isolata, la sua presenza ogni volta
maggiore sullo scenario internazionale e il crescente rifiuto del blocco imposto
dagli Stati Uniti da oltre 40 anni, smentiscono questa affermazione.
Uno degli obbiettivi prioritari della politica cubana è quello del rafforzamento
dei vincoli con l’America Latina e i Caraibi, del suo scenario geopolitico
naturale al quale è legata da legami storici, culturali e di lingua e con il
quale incrementa sistematicamente le sue relazioni diplomatiche, economiche e
commerciali.
L’America Latina, con i suoi 550 milioni di abitanti appare disgregata in
un’insieme di economie nazionali, senza l’interdipendenza che permetterebbe
l’applicazione di tecnologie avanzate e la divisione razionale del lavoro. Da
qui la grande importanza che la politica estera cubana attribuisce a
un’integrazione regionale che amplifichi il commercio con mutui vantaggi e
capace di stringere rapporti economici.