|
| |
La solidarietà internazionale con la Rivoluzione cubana
Nella politica estera di Cuba, come in tutta la politica e nell’agire del
paese, una delle principali priorità è la lotta contro la guerra non dichiarata
(blocco), che il Governo degli Stati Uniti mantiene da oltre 40 anni nelle sfere
ideologica, economica, politica, diplomatica e culturale, al fine di provocare
la caduta del sistema socialista nell’isola caraibica.
In realtà, le conseguenze di questa politica di persecuzione, intensificata nel
1996 con la legge statunitense Helms-Burton, colpiscono fondamentalmente il
popolo cubano, ma allo stesso tempo i suoi danni raggiungono anche i cittadini
nordamericani, che sono impossibilitati di recarsi a visitare Cuba, di negoziare
con questa nazione o più semplicemente di aiutare i cubani nei loro sforzi per
uscire dalla crisi economica.
Il blocco ha significato per i cubani non solo una perdita calcolata in circa 82
milioni di dollari, per un maggior costo delle transazioni commerciali e per le
difficoltà di accesso a determinati prodotti, compresi quelli destinati allo
sviluppo tecnologico e scientifico, ma anche enormi limitazioni nelle
possibilità di garantire il servizio medico e ospedaliero alla popolazione, dato
che Cuba non può comprare neppure un’aspirina negli Stati Uniti, un mercato per
eccellenza per determinati articoli.
Alcuni statunitensi cominciano a preoccuparsi di questa politica come, per
esempio, il movimento dei Pastori per la Pace, che periodicamente organizza
raccolte di attrezzature e di medicinali sul territorio nordamericano e li fa
arrivare a Cuba nonostante le minacce, le aggressioni fisiche e le misure di
polizia del Governo del loro paese.
Nel 1996 le autorità doganali nordamericane hanno confiscato centinaia di
computer che i Pastori per la Pace portavano a Cuba, per essere utilizzati negli
ospedali. I loro aderenti sono stati picchiati e maltrattati, ma non hanno
smesso nel loro impegno e dopo uno sciopero della fame che è durato mesi, hanno
ottenuto la restituzione dei computer e l’autorizzazione di trasportarli a La
Habana.
Altri cittadini nordamericani si distinguono nel rompere il blocco, sono quelli
che partecipano ai Voli di Sfida, che arrivano a Cuba utilizzando il loro
diritto a viaggiare, violato dai regolamenti dell’Amministrazione statunitense.
La lotta contro il blocco abbraccia nel mondo i più diversi settori politici e
sociali. In ogni luogo esistono organizzazioni di solidarietà con Cuba,
movimenti che promuovono la conoscenza della realtà cubana, con l’obbiettivo di
affrontare la gigantesca campagna nordamericana di disinformazione.
Negli ultimi anni, la promulgazione di leggi nel Congresso statunitense per
rafforzare il blocco ha moltiplicato il numero e le azioni di queste
organizzazioni di amicizia, anche nel territorio nordamericano.
Ma la solidarietà internazionale non si esprime soltanto con i pronunciamenti e
con azioni contro il blocco, ma è anche la testimonianza del rispetto e
dell’ammirazione verso il popolo cubano da parte di persone appartenenti alle
più diverse tendenze e correnti politico-ideologiche, che riconoscono la
giustezza della causa di Cuba in un mondo pieno di ingiustizie.
Per esempio, per quattordici anni consecutivi l’Assemblea Generale delle Nazioni
Unite (ONU) ha approvato una risoluzione di condanna agli Stati Uniti per il
blocco mantenuto contro l’isola. Una schiacciante maggioranza di paesi, ogni
volta maggiore, si è pronunciata a favore di Cuba, nonostante le note pressioni
politiche ed economiche di Washington per impedire alle nazioni di esercitare
liberamente il loro voto in questo forum.
Riepilogo dei risultati delle votazioni effettuate alle Assemblee Generali delle
Nazioni Unite sulle risoluzioni presentate da Cuba per porre fine al blocco
economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro
Cuba
| risoluzione |
data |
a
favore |
contrari |
astenuti |
assenti |
voto
Italia |
paesi
contrari |
| 47/19 |
24.11.92 |
59 |
3 |
71 |
46 |
astenuto |
Israele, Romania, Stati Uniti |
| 48/16 |
03.11.93 |
88 |
4 |
57 |
35 |
astenuto |
Albania, Israele, Paraguay, Stati
Uniti |
| 49/19 |
26.10.94 |
101 |
2 |
48 |
33 |
astenuto |
Israele, Stati Uniti |
| 50/10 |
02.11.95 |
117 |
3 |
38 |
27 |
a favore |
Israele, Stati Uniti, Uzbekistan |
| 51/17 |
12.11.96 |
137 |
3 |
25 |
20 |
a favore |
Israele, Stati Uniti, Uzbekistan |
| 52/10 |
05.11.97 |
143 |
3 |
17 |
22 |
a favore |
Israele, Stati Uniti, Uzbekistan |
| 53/4 |
14.10.98 |
157 |
2 |
12 |
14 |
a favore |
Israele, Stati Uniti |
| 54/21 |
09.11.99 |
155 |
2 |
8 |
23 |
a favore |
Israele, Stati Uniti |
| 55/L7 |
09.11.00 |
167 |
3 |
4 |
15 |
a favore |
Is. Marshall, Israele, Stati
Uniti |
| 56/9 |
27.11.01 |
167 |
3 |
3 |
16 |
a favore |
Is. Marshall, Israele, Stati
Uniti |
| 57/11 |
12.11.02 |
173 |
3 |
4 |
|
a favore |
Is. Marshall, Israele, Stati
Uniti |
| 58/L4 |
04.11.03 |
179 |
3 |
2 |
7 |
a favore |
Is.
Marshall, Israele, Stati Uniti |
| 59 |
28.10.04 |
179 |
4 |
1 |
7 |
a
favore |
Is.
Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti |
| |
08.11.05 |
182 |
4 |
1 |
4 |
a
favore |
Is.
Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti |
Secondo i dati dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli (ICAP),
un’organizzazione non governativa che coordina la solidarietà con questo paese,
l’appoggio dato a Cuba è sempre considerevolmente aumentato in tutto il mondo.
Alla fine del 2005 erano 1.866 le organizzazioni di solidarietà con Cuba in 134
paesi mentre, sempre nel 2005, sono stati 1.550 i brigatisti di una cinquantina
di nazioni che hanno realizzato a Cuba giornate di lavoro volontario.
Nel 1994 si è svolto a La Habana il Primo Incontro Mondiale di Amicizia e
Solidarietà con Cuba, con la partecipazione di circa 3.000 delegati da tutto il
mondo, in cui è stato stabilito di realizzare riunioni simili a livello
regionale e nazionale.
Nel 2000 si è tenuto a La Habana il Secondo Incontro Mondiale di Amicizia e
Solidarietà con Cuba, con la partecipazione di circa 5.000 delegati provenienti
dai cinque continenti. I delegati hanno lavorato in tre commissioni (blocco,
informazione e solidarietà) per definire linee comuni di lavoro, tenendo conto
delle caratteristiche di ogni singola nazione.
Negli anni successivi all’inizio del periodo speciale, la maggior parte delle
azioni di sostegno a Cuba è stato diretta a ripudiare la guerra economica degli
Stati Uniti contro l’isola. L’onda mondiale di solidarietà con il popolo cubano
è stata caratterizzata in questi anni dalla eterogeneità di coloro che ne sono
stati protagonisti, che rappresentano differenti settori politici, sociali,
accademici e religiosi.
Come un completo trionfo della solidarietà internazionale con Cuba è stata
valutata a La Habana, il 21 aprile 1998, la sconfitta di una risoluzione
anticubana durante il 54° periodo della Commissione dei Diritti Umani delle
Nazioni Unite. In queste votazioni gli Stati Uniti esercitano ogni tipo di
pressione sui rappresentanti degli Stati nella Commissione per ottenere quei
pochi voti di differenza che permettono l'emissione di una richiesta di
ispezione a Cuba.
Essendo Cuba già stata visitata all'inizio degli anni '90 e non avendo
l'ispezione riscontrato nulla di irregolare, per ragioni di principio Cuba
respinge questa richiesta perché non è rivolta ad accertare presunte
irregolarità, ma per l'uso politico che viene fatto con questa richiesta. Vi
sono molti paesi nel continente americano (Stati Uniti compresi) nei quali i
diritti umani vengono violati in modo palese, ma per queste nazioni non è mai
stata avanzata alcuna richiesta di ispezione.
Riepilogo delle votazioni a Ginevra sulle risoluzioni presentate alla
Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite per imporre a Cuba un
Commissario di Ispezione
|
anno |
a favore |
contro |
astensioni |
|
1992 |
23 |
5 |
19 |
|
1993 |
27 |
10 |
15 |
|
1994 |
24 |
9 |
20 |
|
1995 |
22 |
8 |
23 |
|
1996 |
20 |
5 |
28 |
|
1997 |
19 |
10 |
24 |
|
1998 |
16 |
19 |
18 |
|
1999 |
21 |
20 |
12 |
|
2000 |
21 |
18 |
14 |
|
2001 |
22 |
20 |
10 |
|
2002 |
23 |
21 |
9 |
|
2003 |
24 |
20 |
9 |
|
2004 |
22 |
21 |
10 |
|
2005 |
21 |
17 |
15 |
|