La guerra dell’etere
Nel maggio del 1960 la Commissione Federale delle Telecomunicazioni del
Governo degli Stati Uniti ha autorizzato le trasmissioni radiofoniche in onda
corta contro Cuba. Però, da molto tempo prima, la Voce degli Stati Uniti (VOA)
inseriva nelle sue emissioni informazioni, commenti ed editoriali diretti a
combattere la Rivoluzione che ha trionfato a Cuba il 1° gennaio 1959.
L’Agenzia Centrale d’Intelligence (CIA) degli Stati Uniti nel 1960 ha approntato
sull’Isola Swan, nel Mar dei Caraibi, la sua stazione radiofonica Radio Swan,
creata e diretta con l’unico proposito di trasmettere propaganda
controrivoluzionaria verso Cuba. Subito dopo sono sorte altre emittenti radio
anticubane nel territorio nordamericano e nell’America Centrale.
Anche se alcune di queste stazioni sono poi scomparse con il tempo, sempre ne
sono sorte di nuove, facendo della radio il mezzo di propaganda più utilizzato
dalla CIA e dai gruppi controrivoluzionari all’estero.
Dal 1996, con una spesa annuale di oltre 150 milioni di dollari, è in funzione
un sistema radio di trasmissioni in onda corta e media contro Cuba, che si
alternano su 33 frequenze, con più di 1.700 ore settimanali provenienti dagli
Stati Uniti, dall’America Centrale e dai Caraibi.
Alcune di queste emittenti fanno apertamente appello alla sovversione interna,
alla realizzazione di azioni terroristiche e al sabotaggio economico.
In generale, tutte cercano di diffamare i leader della Rivoluzione,
frequentemente falsificando i fatti o inventandone altri nel loro messaggio
ideologico, rivolto a indebolire la resistenza del popolo cubano.
La campagna attraverso questi mezzi è sistematica, contro il sistema economico,
i piani concreti di sviluppo e l’affluenza del turismo.
Si tratta di una vera Guerra dell’Etere, in cui si distingue l’impropriamente
chiamata Radio Martí, che ha iniziato a trasmettere il 20 maggio 1985 come
Servizio per Cuba dalla Voce degli Stati Uniti d’America, dipendente a sua volta
dall’Agenzia d’Informazione degli Stati Uniti (USIA), ente governativo
incaricato allora delle attività di propaganda verso l’estero.
Per i rivoluzionari cubani, il nome di José Martí è stato usurpato, come
dimostra il fatto che l’emittente radiofonica è stata inaugurata il 20 maggio e
non il giorno prima, il 19, data esatta dell’anniversario della caduta in
combattimento per l’indipendenza dell’isola dell’eroe cubano, che nel suo
testamento politico ha lasciato un chiaro avvertimento contro il pericolo di
annessione, celata o dichiarata, agli Stati Uniti.
Tuttavia, la data del 20 maggio ricorda la stessa data del 1902, quando è
iniziata a Cuba una Repubblica neocoloniale soggetta di fatto e di diritto a
Washington, pertanto antimartiana, che è terminata nel 1959 con il trionfo della
Rivoluzione.
All’inizio del 1996 il presidente William Clinton ha ordinato il potenziamento
delle trasmissioni di Radio Martí contro Cuba.
Dal 1962 sono note le intenzioni e le proposte di trasmissioni televisive con
propaganda controrivoluzionaria verso Cuba. Nel 1985, per la prima volta nel
Congresso nordamericano, è circolato un disegno legge per rendere fattibile
questa idea.
Il 30 settembre 1988 la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato
uno stanziamento di 7.5 milioni di dollari per la realizzazione di
trasmissioni-prova da una catena di televisioni anticubane che avrebbe operato
con il nome di TV-Martí.
Il 13 aprile 1989 la Camera ha approvato un disegno legge che ha concesso altri
32 milioni di dollari a TV-Martí per l’anno fiscale 1990-1991. Il testo è
rimasto soggetto all’approvazione del Senato e al fatto che il Presidente
statunitense certificasse che le prova di fattibilità avessero dato buoni
risultati.
Il 14 giugno dello stesso anno, l’allora presidente George Bush ha informato
ufficialmente che il progetto della stazione televisiva anticubana sarebbe
andato avanti.
Il 18 dicembre 1989, a La Habana, i Ministeri delle Forze Armate Rivoluzionarie,
delle Telecomunicazioni e l’Istituto Cubano della Radio e Televisione (ICRT)
hanno reso noto che era in preparazione l’interferenza tecnica del segnale di
TV-Martí.
Nel marzo del 1990 le trasmissioni di TV-Martí irrompono attraverso il canale
13, per tutta la loro portata e interferendo nelle regolari trasmissioni della
programmazione della televisione cubana, ma le risorse tecniche di risposta
preparate nell’isola impediscono l’apparizione di questo segnale sui piccoli
schermi dei telespettatori cubani.
Nonostante l’evidente fallimento di questo progetto anticubano, nel 1995 il
Congresso degli Stati Uniti ha assegnato a TV-Martí un nuovo finanziamento.
La scomparsa dell’Unione Sovietica e degli altri paesi socialisti dell’Europa
orientale, ha permesso agli Stati Uniti di concentrarsi, dal punto di vista
ideologico, su di un progetto strategico meticolosamente preparato per cercare
di abbattere la Rivoluzione cubana.
La propaganda anticubana è stata ufficializzata e fa parte dei programmi
principali di azione del Potere Esecutivo e dei settori ultraconservatori del
Congresso di Washington.
All’interno del programma di propaganda del Governo degli Stati Uniti, i
principali centri di attività ufficiale contro Cuba sono: la Casa Bianca, il
Consiglio Nazionale di Sicurezza, il Dipartimento di Stato, la CIA, il Pentagono
ed il Servizio Informativo e Culturale degli Stati Uniti (USIS).
A questi vanno aggiunti le organizzazioni controrivoluzionarie di vario genere,
i centri accademici, le agenzie e le organizzazioni a carattere internazionale e
i mezzi di comunicazione dedicati espressamente a tali compiti.
I loro obbiettivi, pubblicamente dichiarati, sono quelli di provocare la crisi
nel sistema politico cubano e porre fine all’attività dei governanti e dei loro
seguaci.
All’inizio dell’anno 2000, lontani dal finire, queste trasmissioni sovversive
verso Cuba sono aumentate in quantità e in sfacciataggine. Una nota ufficiale,
del 7 dicembre 1999, del Ministero cubano delle Relazioni Estere, ha denunciato
l’incessante promozione delle trasmissioni dalla Florida, che incitano
all’emigrazione illegale.