Sabotaggi
L’8 agosto 1959, soltanto otto mesi dopo che la Rivoluzione cubana era al
potere, le autorità di La Habana hanno arrestato il nordamericano Stanley F.
Wesson, che era accreditato ufficialmente come membro del servizio di sicurezza
dell’Ambasciata degli Stati Uniti in questa capitale.
Wesson è stato arrestato mentre dirigeva una riunione di elementi
controrivoluzionari, nella quale si stava preparando la realizzazione di atti di
sabotaggio e di altre azioni terroristiche contro il popolo cubano.
Nell’ottobre e nel novembre di questo stesso anno, aerei provenienti dagli Stati
Uniti hanno sganciato bombe contro centrali dello zucchero di Pinar del Río,
Camagüey, Las Villas e Oriente, ma inoltre hanno lanciato il loro carico di
morte contro La Habana.
Nel 1960 le aggressioni di questo tipo si sono moltiplicate e, il 18 febbraio
dello stesso anno, muore il pilota statunitense Robert Ellis Frost in seguito
all’esplosione dentro il suo aereo di una delle bombe con cui stava attaccando
una centrale dello zucchero in provincia di Matanzas.
Le incursioni di aerei pirata su Cuba è continuata ben oltre l’inizio degli anni
’90 e con il tempo sono state accompagnate da azioni simili da parte di unità
clandestine navali. I mitragliamenti e i bombardamenti da lance pirata contro
città, compresa La Habana, fabbriche e villaggi del litorale cubano negli ultimi
anni sono stati innumerevoli.
Entrambe le vie sono state utilizzate costantemente dalla CIA per fornire anche
armi e mezzi di sabotaggio ai gruppi controrivoluzionari interni.
Uno dei sabotaggi più criminali è stato quello perpetrato contro la nave
francese La Coubre, che proveniva dall’Europa trasportando armi per il Governo
Rivoluzionario e che è esplosa nel porto di La Habana il 4 marzo 1960, nel
sabotaggio sono morte 46 persone e altre 241 sono rimaste ferite.
Nel 1965 è stato arrestato Julio Marcelino Acosta Fuentes, che era stato
infiltrato a Cuba nel 1962 dalla CIA, che gli aveva fornito istruzioni,
esplosivo e denaro per fare saltare in aria la raffineria di petrolio Ñico López.
Se si fosse prodotta questa esplosione, avrebbe distrutto La Habana e tutti i
suoi abitanti, dato che l’onda d’urto sarebbe arrivata fino a Bauta. Scoperto,
controllato e arrestato con i suoi esplosivi, i suoi complici e i suoi mezzi
dagli organismi di sicurezza dello Stato, Acosta Fuentes è stato processato e
condannato a 30 anni di prigione, ma gli è stato concesso l’indulto nel 1979.
Simile al precedente può essere considerata l’azione terrorista realizzata
contro i grandi magazzini ‘El Encanto’, tra i più grandi della capitale cubana,
o quella perpetrata nel più grande asilo infantile di Cuba, l’8 maggio 1980,
quando sono rimasti intrappolati all’interno di questo edificio di 10 piani,
avvolto dalle fiamme, 570 tra bambini e lavoratori del posto, che sono riusciti
a salvare le loro vite grazie all’ingente lavoro dei pompieri, dei genitori e
degli abitanti del luogo (Marianao, La Habana).
Tra il 1979 e il 1980 gli Stati Uniti hanno tentato di danneggiare il raccolto
delle piantagioni di zucchero cubane, con gravi rischi per le vicine nuvole
dell’isola. Questo tipo di azione era stato in origine realizzato attraverso un
progetto del Pentagono chiamato ‘The Cooling’ diretto al conseguimento di
informazioni sui cambiamenti climatici e alla manipolazione degli stati
atmosferici.
Ma il terrorismo diretto dalla CIA contro Cuba non aveva solo nel mirino
obiettivi all’interno del territorio cubano. Un’ondata di attentati dinamitardi
è stata scatenata durante gli anni ’70 contro Ambasciate o missioni commerciali
cubane all’estero.
Le sedi diplomatiche o commerciali di Cuba in Messico, Spagna, Giamaica,
Inghilterra, Francia, Unione Sovietica, Perù, Portogallo, alle Nazioni Unite e
negli stessi Stati Uniti sono state vittime di queste azioni terroristiche.
Il 9 luglio 1976 è scoppiata una bomba collocata tra le valigie di un aereo
della compagnia Cubana de Aviación a Kingston, in Giamaica, predisposta per
scoppiare in pieno volo. Il ritardo nella partenza dell’aereo ha impedito un
disastro maggiore.
Il 6 ottobre dello stesso anno, terroristi finanziati dalla CIA hanno fatto
esplodere in pieno volo un aereo della Cubana de Aviación che proveniva da
Barbados con 73 persone a bordo, che sono morte.
Il terrorismo si è anche scatenato a gran forza contro i pescherecci cubani in
alto mare, e le cronache dei giornali degli ultimi decenni sono piene di
informazioni su sequestri o su mitragliamenti a pacifici pescatori dell’isola. A
queste azioni hanno partecipato, anche, unità guardacostiere degli Stati Uniti,
operando nelle acque internazionali.
Dall’aprile 1994 fino alla fine del 1997, secondo denunce del Governo cubano,
"…i suoi servizi di intelligence hanno rilevato la preparazione da parte della
Fondazione Nazionale Cubano-Americana (FNCA) e da altri gruppi terroristi di
Miami circa 30 azioni terroristiche contro Cuba".
Nel 1995 sono stati arrestati a Cuba Santos Armando Martínez Rueda e Jorge
Enrique Ramírez Oro, entrambi residenti a Miami e che erano entrati a Cuba con
passaporti falsi come turisti del Costa Rica, dopo essersi infiltrati per via
marittima nella regione orientale dell’isola per introdurre e nascondere 51
libbre di esplosivo C-4 con le quali intendevano realizzare in seguito diverse
azioni terroristiche, tra queste alcune negli hotel del turismo internazionale.
Nel settembre del 1997 è stato pure arrestato a La Habana il salvadoregno Raúl
Ernesto Cruz León, che era entrato in due occasioni nel paese come turista e che
aveva fatto esplodere bombe a bassa intensità negli hotel Capri e Nacional (il
12 luglio 1997), come pure negli hotel Copacabana, Tritón, Chateau Miramar e nel
bar-ristorante La Bodeguita del Medio (il 4 luglio 1997). Nell’azione del
Copacabana (4 settembre 1997) è morto il turista italiano Fabio Di Celmo. Raúl
Ernesto Cruz León ha riconosciuto davanti alle telecamere cubana, il 15
settembre 1997, di essere stato l’autore di questi atti terroristici, la sua
condizione di mercenario reclutato, pagato e dotato di mezzi molto sofisticati
all’estero per tali azioni.
Cruz León è stato processato pubblicamente nel 1999, con trasmissioni in diretta
e integralmente dalla televisione cubana, ed è stato provato senza dubbi che la
FNCA ha organizzato e finanziato gli atti terroristici contro centri turistici
cubani. E’ stato anche dimostrato l’uso del territorio degli Stati Uniti per
preparare attacchi terroristici contro Cuba.
Come parte di questi piani sono stati arrestati e giudicati, allo stesso modo,
Otto René Rodríguez Llerena, che è stato condannato alla massima pena, come Raúl
Ernesto Cruz León. La pena di morte alla quale sono stati condannati non è stata
eseguita.
Altri implicati, arrestati con gli esplosivi al loro arrivo a Cuba, i
guatemaltechi Miguel Abraham Herrera Morales, Jazid Iván Fernández Mendoza e
María González Meza de Fernández, hanno ricevuto rispettivamente pene da 30, 25
e 20 anni di carcere.
D’altra parte, il 15 agosto 1997 era stato fermato a La Habana e poi rispedito
nel suo paese il nordamericano David Norman Dorn, che era stato reclutato a
Washington dal direttore della Freedom House, Frank Calzón, per recarsi a Cuba
facendosi passare per turista, raccogliere informazioni di intelligence e
rifornire con materiale e denaro alcuni capoccia controrivoluzionari.
Freedom House è un’istituzione rivolta in modo presunto a promuovere la
democrazia e che riceve abbondanti fondi dal Governo degli Stati Uniti.
Un’altra variante del terrorismo applicato a questa guerra silenziosa può essere
stata la guerra batteriologia. Cuba ha sempre sospettato su una possibile
partecipazione della CIA nelle epidemie di dengue, dengue emorragico e altre
malattie sconosciute propagatesi improvvisamente nell’isola negli ultimi
decenni.
Dal 1979 la CIA ha intrapreso una guerra biologica contro Cuba, che si sospetta
abbia provocato, tra gli altri mali, la ruggine della canna da zucchero, che ha
colpito un terzo delle piantagioni; la febbre suina africana e la muffa azzurra
nella pianta del tabacco (in due raccolti consecutivi, con una perdita del 25 %
e del 90 % rispettivamente della produzione), che in nessun modo potevano
accadere per l’alto grado di sviluppo della Salute Pubblica, della Medicina
veterinaria e del controllo fitosanitario a Cuba, come è stato riconosciuto da
organismi competenti regionali e internazionali.
Il 21 ottobre 1996 è stato visto dall’equipaggio di un aereo commerciale cubano
il volo attraverso il corridoio aereo di Girón, nel centro dell’isola, di un
apparecchio monomotore di fumigazione modello S2R, matricola N3093M del registro
aeronautico degli Stati Uniti, utilizzato dal Dipartimento di Stato, in volo
dalla base di Patrick della Forza Aerea Nordamericana, a Cocoa Beach, in
Florida, verso Gran Cayman, che ha liberato in modo intermittente una nebbia
bianca o grigiastra che ha provocato in seguito l’apparizione in tutta l’isola
della plaga Thrips Palmi. Questi fatti costituiscono un’aggressione biologica
provata che Cuba ha denunciato in diversi forum internazionali.
Tutti questi fatti, e molti altri che qui non sono riportati, sono stati
giudicati di nuovo a La Habana nel 1999, quando i tribunali cubani hanno
riesaminato in udienza pubblica e teletrasmessa in diretta in tutta la nazione
per 12 giorni del mese di luglio, l’Istanza
del Popolo Cubano per danni umani contro il Governo degli Stati Uniti.
Il Tribunale ha dichiarato a ragione la richiesta di 181.100 milioni di dollari,
che Washington dovrà pagare, per la vita di 3.478 cubani e per i danni
all’integrità fisica di altri 2.099 cubani.
Il 3 gennaio del 2000 è stata presentata al Tribunale una nuova
Istanza del Popolo Cubano per
danni economici, per il risarcimento dei danni causati dal blocco
imposto dagli Stati Uniti. La richiesta di indennizzo è stata di 121.000 milioni
di dollari statunitensi.