Attentati
Il 2 febbraio 1959 è arrivato in territorio cubano il primo aereo pirata
che, condotto dal cittadino nordamericano Allen Robert Maller, in seguito
arrestato, ha violato lo spazio aereo dell’isola per cercare di fare un
attentato contro Fidel Castro.
Lo stesso Senato degli Stati Uniti, in un rapporto di una delle sue commissioni
reso pubblico nel 1975, riconosce che la CIA ha elaborato numerosi piani per
l’eliminazione fisica del presidente di Cuba, Fidel Castro Ruz.
Il documento della commissione che ha indagato in quel periodo sulle azioni
dell’agenzia per attentare alla vita di leader di altri paesi, ha centinaia di
pagine e una buona parte di queste fanno riferimento ai piani di attentati
contro Fidel Castro Ruz.
"Abbiamo scoperto prove concrete su almeno otto complotti per assassinare Fidel
Castro tra il 1960 e il 1965 nei quali è stata coinvolta la CIA", dice il testo
senatoriale.
Uno di questi piani prevedeva la partecipazione di note figure nordamericane
della malavita e per il suo compimento sono state inviate a La Habana pillole
velenose, come pure gruppi di individui che hanno tentato di mettere in pratica
i piani.
Un altro dei complotti si basava sulla fornitura a dissidenti cubani di fucili a
lunga gittata, di pillole e penne avvelenate, come pure polveri infettate da
batteri letali, riconosce la commissione senatoriale, che ha definito queste
azioni di grande impegno di immaginazione.
L’indagine del Senato ha rilevato, allo stesso modo, che il 16 agosto 1960
l’Ufficio dei Servizi Medici della CIA ha consegnato a un funzionario una
scatola dei sigari preferiti da Fidel Castro con istruzioni di trattarli con un
veleno mortale. Questi sigari sono stati impregnati con una tossina di botulino,
talmente potente da uccidere una persona soltanto con il porselo in bocca. Il 13
febbraio 1961, secondo il rapporto della commissione senatoriale, i sigari sono
stati consegnati "a una persona che non è stato possibile identificare".
La relazione ufficiale statunitense fa anche riferimento a pillole velenose, in
grado di sciogliersi in qualsiasi liquido, consegnate dalla Divisione dei
Servizi Tecnici della CIA il 18 aprile 1962 ai suoi agenti per attentare alla
vita di Fidel Castro, di suo fratello Raúl Castro e del Comandante Ernesto Che
Guevara. Questo documento riconosce che queste pillole, oltre ad armi e agli
equipaggiamenti, erano già arrivate a La Habana nel maggio dello stesso anno.
La commissione ha rilevato, allo stesso modo, piani della CIA per depositare,
all’inizio del 1963, un mollusco esotico, pronto a esplodere, in una zona dove
Fidel Castro sarebbe andato a praticare la pesca subacquea; un visitatore gli
avrebbe regalato un muta da subacqueo contaminata con un fungo che avrebbe
causato al leader cubano la maduromycosis (una malattia cronica della pelle), e
l’equipaggiamento per la respirazione anche questo infettato da un bacillo
tubercoloso.
Secondo il libro "Più di due secoli di aggressioni" (delle edizioni cubane Verde
Olivo), questa muta sarebbe stata consegnata all’avvocato James Donovan, che
avrebbe visitato Cuba per negoziare lo scambio dei prigionieri catturati durante
l’invasione della Baia dei Porci, affinché la donasse a Fidel Castro.
Un altro piano eseguito nel 1965 consisteva nel consegnare a un’agente un fucile
dotato di mirino e di silenziatore e diverse bombe nascoste in una valigia,
affinché potesse approssimarsi a Fidel Castro.
Il 15 gennaio 1961 un tribunale cubano ha condannato a 30 anni di carcere lo
statunitense John Gentile, esperto in esplosivi, che faceva parte di un gruppo
che, oltre ai sabotaggi, cercava di assassinare i leader rivoluzionari
dell’isola.
Quattro giorni dopo sei nordamericani sono stati catturati mentre tentavano di
sbarcare a Pinar del Río per unirsi a gruppi di ribelli controrivoluzionari.
Il 13 agosto 1961 il Governo di La Habana ha denunciato che nella base navale
degli Stati Uniti a Guantánamo, in territorio cubano, si stava preparando un
piano di autoaggressione che avrebbe implicato, come primo obiettivo, un
attentato contro Raúl Castro.
Il 24 settembre dello stesso anno è stato arrestato a Cuba l’agente della CIA
Luis Torroella, che ha riconosciuto di essersi infiltrato nell’isola, con
l’aiuto di un gruppo di mercenari, allo scopo di attentare alla vita di Fidel
Castro.
La Sicurezza di Stato di Cuba ha reso noto, il 7 novembre 1961, l’esistenza di
un piano diretto contro la vita di Fidel Castro e contro altri leader della
Rivoluzione, come pure di uno contro la popolazione che si sarebbe riunita di
fronte al Palazzo Presidenziale, a La Habana, per ricevere il Presidente Osvaldo
Dorticós, che ritornava da un viaggio nell’Europa orientale.
Il 5 marzo 1966 è stato scoperto un altro complotto per assassinare Fidel Castro
e le autorità di La Habana hanno assicurato la conferma di una partecipazione
della CIA nei fatti. Il 29 maggio dello stesso anno, due agenti della CIA che si
erano infiltrati con una lancia pirata nella zona habanera di Jaimanitas, per
attentare alla vita del Presidente cubano, sono morti nello scontro con le
truppe dell’isola.
Nel febbraio 1980 il Governo di La Habana ha denunciato che l’allora incaricato
per il commercio del Portogallo, Francisco Mascarenhas, era stato utilizzato
dalla CIA per provocare un’occupazione popolare dell’ambasciata dell’Ecuador
nella capitale cubana e per studiare la possibilità di organizzare un attentato
contro Fidel Castro.
Il 27 ottobre 1997 il servizio di guardacoste degli Stati Uniti ha bloccato
un’imbarcazione nelle acque vicino al municipio portoricano di Cabo Rojo, nella
quale si trovavano i cubani residenti in territorio nordamericano Angel
Hernández Rojo, Juan Bautista Marques, Francisco Secundino Cordova e Angel
Manuel Alfonso, il gruppo stava viaggiando verso la Isla Margarita, in
Venezuela, dove si stava realizzando una riunione di Presidenti iberoamericani
alla quale partecipava il Presidente cubano Fidel Castro Ruz, contro il quale
intendevano realizzare un attentato.
Per le dichiarazioni degli arrestati e per le licenze di proprietà delle armi
che portavano e dell’imbarcazione che li trasportava, è stata provata la
partecipazione della Fondazione Nazionale Cubano Americana in questo attentato,
ma i dirigenti di questa organizzazione terroristica con sede a Miami non sono
stati accusati nel processo, che si è svolto a Puerto Rico e che, alla fine del
1999, è finito quando un giudice federale ha assolto i componenti del complotto
adducendo la mancanza di prove.
Il Governo cubano ha inviato un’energica protesta a quello degli Stati Uniti per
questa sentenza, definendola indegna e insolita.
Tutti i piani e le operazioni di attentati della CIA contro i leader cubani si
sono conclusi con un clamoroso insuccesso, nonostante gli enormi investimenti di
denaro e di risorse, comprese le più avanzate tecnologie di cui gli Stati Uniti
possono disporre, e che sono state utilizzate a questi fini.
C’è da rilevare che il Presidente cubano, Fidel Castro, è stato l’uomo contro il
quale è stato pianificato o tentato di realizzare la maggior parte di attentati
al mondo, 637. Le diverse amministrazioni statunitensi, dal 1959 fino al 2000,
non sono state per niente estranee a questa realtà.
Nel dicembre 1999 Fidel Castro ha denunciato, basandosi su relazioni
dell’Intelligence e del Controspionaggio cubano, l’esistenza di un complotto,
orchestrato a Miami da mafiosi di origine cubana, per attentare contro la vita
del Presidente del Venezuela, Hugo Chávez.