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Attività della CIA contro Cuba
Già dal trionfo della Rivoluzione, il 1° gennaio 1959, sono cominciate le aggressioni dell’Agenzia Centrale di Intelligence (CIA), degli Stati Uniti, contro Cuba. Nella stessa misura che il sistema cubano andava radicalizzandosi, le azioni della CIA aumentavano.
I primi passi di questa campagna di destabilizzazione erano volti, in tal senso, a organizzare la controrivoluzione dall’interno dell’isola, utilizzando le figure che rappresentavano gli interessi riformisti, la qual cosa era culminata con i propositi sovversivi capeggiati da Huber Matos. Così, sul finire del 1959 e dopo il fallimento della cospirazione di Matos, la borghesia si è resa protagonista delle azioni contro Cuba che gli Stati Uniti hanno trasformato in politica ufficiale.
Gli elementi che avevano perso il potere e la borghesia nazionale, hanno cominciato molto presto a riunirsi in organizzazioni controrivoluzionarie segrete, i latitanti della giustizia rivoluzionaria hanno iniziato a organizzare bande armate in alcune zone di montagna e sono state compiute le prime infiltrazioni dal territorio nordamericano, dove sono stati anche preparati i primi attentati contro i leader della Rivoluzione che aveva trionfato.
Le organizzazioni controrivoluzionarie si sono nutrite di noti batistiani, criminali di guerra, politici corrotti e mercenari reclutati a fini sovversivi. Con abbondanti risorse, hanno intrapreso da subito azioni di propaganda contro la Rivoluzione e i suoi leader, sabotaggi all’economia nazionale, azioni di terrorismo e attentati; ma in questa prima fase questi atti venivano fatti apparire come indipendenti, anche se attraverso le loro relazioni di dipendenza, allora segrete, con l’Agenzia Centrale di Intelligence (CIA) degli Stati Uniti, era sempre garantita la fornitura di equipaggiamenti, armi e l’addestramento.
Con la radicalizzazione del processo rivoluzionario e i danni agli interessi economici dei borghesi creoli e ai capitali nordamericani, è stato reso ufficiale l’appoggio statunitense alla sovversione a Cuba.
Il 17 marzo 1960 l’allora presidente degli Stati Uniti, Dwight David Eisenhower, ha ordinato al direttore della CIA, Allen Dulles, la preparazione di una forza armata di cubani esiliati per utilizzarla in un’invasione a Cuba, abbattere la Rivoluzione e ristabilire nell’isola il vecchio sistema politico abbattuto nel 1959.
Nel 1960 è stato organizzato a Miami un Centro di Operazioni contro Cuba, che per molti anni ha diretto e coordinato le attività controrivoluzionarie interne e dall’esterno del territorio cubano. Il centro aveva due gruppi operativi: il primo era di infiltrazione, con il compito di creare reti controrivoluzionarie, l’addestramento degli agenti della CIA e di rifornire equipaggiamento, materiali ed esplosivi. Il secondo si dedicava alle cosiddette missioni speciali.
Tra il 1960 e il 1961 questi gruppi hanno preparato e realizzato 34 infiltrazioni clandestine a Cuba. Ma la CIA ha sempre assegnato un ruolo secondario ai gruppi controrivoluzionari interni e a quelli che agivano dall’esterno, come è dimostrato dal fatto che, nel momento dell’attacco a Playa Girón, ha assunto direttamente la responsabilità e il comando delle operazioni, relegando in secondo piano quello che era il Consiglio Rivoluzionario Cubano, presieduto da José Miró Cardona, primo tentativo di una coalizione controrivoluzionaria organizzata dalla CIA e nella quale intervennero tutti questi gruppi.
Durante l’invasione di Playa Girón (Baia dei Porci), nell’aprile del 1961, la CIA ha assegnato alle bande controrivoluzionarie un ruolo da quinta colonna interna, con il compito di appoggiare lo sbarco dei mercenari, ma il fallimento di questa missione è stato così rovinoso come quello della stessa invasione.
Il 15 aprile 1961 aerei nordamericani B-26 procedenti dal Guatemala hanno bombardato gli aeroporti di Ciudad Libertad e di San Antonio de los Baños, nella provincia di La Habana, e l’Antonio Maceo, a Santiago de Cuba.
Quello stesso giorno l’esercito cubano ha catturato a Las Fungias, nella provincia di Pinar del Río, quindici agenti agli ordini della CIA, tra cui gli statunitensi Howard Frederick Anderson ed Herold Bove, che si erano infiltrati a Cuba con un’imbarcazione carica di otto tonnellate di armi ed esplosivi.
L’aggressione di Playa Girón è avvenuta il 17 aprile 1961 con un esercito controrivoluzionario di 1.500 uomini organizzati, addestrati, finanziati ed equipaggiati dalla CIA, ma è stata annientata in meno di 72 ore.
Il 24 aprile dello stesso anno il Presidente John F. Kennedy ha ammesso la sua piena responsabilità nell’invasione mercenaria contro Cuba.
Il 30 aprile 1962, in dichiarazioni pubbliche, il senatore degli Stati Uniti James Eastland ha rivelato che ogni giorno venivano inviati circa 150 controrivoluzionari cubani nei campi di addestramento militare in territorio statunitense
Il 24 settembre dello stesso anno il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato che sarebbero state formate unità totalmente cubane all’interno dell’esercito e della marina statunitense con i cubani che si stavano reclutando.
Nell’ottobre del 1962 è stata creata un’enorme crisi internazionale quando gli Stati Uniti non hanno voluto accettare la presenza in territorio cubano di missili balistici R-12, destinati alla difesa dell’isola, vittima indiscussa di numerose aggressioni, di un’invasione e di preparativi e piani di attacco diretto da parte delle forze armate nordamericane. Il Comitato Esecutivo del Consiglio di Sicurezza Nazionale statunitense ha dibattuto quattro strategie di risposta che comprendevano l’aggressione militare diretta contro il territorio cubano, con o senza previo avviso.
Dal 22 ottobre al 1° dicembre 1962 l’aviazione nordamericana ha effettuato 366 voli di ricognizione sopra Cuba. Durante la Crisi di Ottobre, Washington ha mobilitato circa 85.000 uomini, 238 navi e 2.142 aerei da combattimento per aggredire Cuba.
Il 4 novembre 1962, nella parte nord della provincia di Oriente è stato abbattuto un aereo spia U-2, con la morte del pilota, il nordamericano Rudolf Anderson.
Molti agenti della CIA, infiltrati a Cuba nelle organizzazioni controrivoluzionarie o nelle bande di rivoltosi, sono stati arrestati, processati e condannati dai tribunali cubani.
Nel 1965 erano già stati catturati nell’isola gli ultimi rivoltosi e si era prodotto un decremento delle infiltrazioni di agenti della CIA per l’efficace risposta contro queste attività da parte delle Forze Armate, del Ministero dell’Interno e delle Milizie Operaie e Contadine. Nel 1969 la CIA ha disattivato il Centro Operativo di Miami, ma non ha cessato le sue attività, ma ha continuato a dirigerle dagli uffici centrali di questa agenzia di spionaggio.
Da allora sono state utilizzati diversi modi di infiltrazione di agenti clandestini nell’isola, ponendo enfasi sul sabotaggio economico, nel provocare confusione ideologica, sugli attentati contro i leader, sul terrorismo e sullo spionaggio politico ed economico, per intorpidire i negoziati commerciali dell’isola con gli altri paesi e senza mai porre fine alle violazioni dello spazio aereo né alle provocazioni di ogni tipo.
Secondo il Ministero delle Relazioni Estere di Cuba, dopo la conclusione della cosiddetta Guerra Fredda la macchina di destabilizzazione politica degli Stati Uniti ha concentrato le sue operazioni contro il paese caraibico con un costo annuale superiore ai 700 milioni di dollari.
Inoltre, l’ex-agente della CIA Phillip Agee nel 1994 ha affermato che questa agenzia nordamericana prosegue nelle sue operazioni di spionaggio, sovversione e incitamento contro la Rivoluzione cubana iniziate nel 1959.
Alla fine del 1997 e agli inizi del 1998, circa 1.500 pagine degli archivi militari degli Stati Uniti che si riferivano ad azioni segrete contro Cuba tra il 1962 e il 1964 sono state desegretate e rese note all’opinione pubblica.
Documenti ufficiali, che evidenziano come oggi si possano tramare a Washington aggressioni contro l’isola, che forse potranno essere conosciute fra 35 anni, rivelano come venivano pianificate autoaggressioni reali o fittizie per utilizzarle sotto forma di argomenti che giustificavano un’invasione contro Cuba.
Tra queste idee risaltano:
affondare, con aerei preparati per farli apparire come quelli della Forza Aerea Cubana, imbarcazioni di rifugiati che erano diretti verso la Florida
fare esplodere bombe in luoghi particolari di Miami e fare attentati contro la vita di rifugiati in questa città, facendoli apparire come azioni dirette dall’isola
simulare un attacco di Cuba a una nazione caraibica attaccata realmente da aerei nordamericani camuffati
dirigere questo tipo di attacco camuffato contro imbarcazioni statunitensi, la base navale di Guantánamo o contro aerei civili nei Caraibi.