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Gli accordi migratori Cuba-Stati Uniti - Antecedenti
La politica migratoria degli Stati Uniti in generale ha risposto tradizionalmente agli interessi della loro politica estera. Questa verità diventa molto evidente nel caso delle loro relazioni migratorie con Cuba dopo il trionfo della Rivoluzione.
Prima del 1° gennaio 1959 l’emigrazione permanente e quella temporanea di cittadini cubani verso gli Stati Uniti, senza essere stimolata, era relativamente alta a paragone con il resto dei paesi dell’area dell’America Centrale e dei Caraibi. Tra gli anni 1950-1958, circa 65.200 cubani erano stati ammessi negli Stati Uniti come immigranti permanenti (più di tutti quelli provenienti dai paesi dell’America Centrale e il 53 % di quelli provenienti dai Caraibi). Solo nel 1956 sono emigrati verso gli Stati Uniti 15.000 cubani.
Anche il numero dei visitatori temporanei era considerevolmente alto in quegli anni. Nel 1958 si sono recati negli Stati Uniti con visto temporaneo oltre 72.600 cubani.
Dopo il trionfo della Rivoluzione, la politica migratoria degli Stati Uniti verso Cuba si è incamminata a promuovere l’emigrazione, sia legale sia illegale, e questa è stata trasformata in un importante strumento della politica ostile del Governo nordamericano, diretto a creare a Cuba difficoltà sia interne sia a livello internazionale.