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La Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC)
Nel dicembre del 1924 si è svolta a La Habana l’Assemblea-Congresso o Congresso Preliminare per la costituzione della combattiva e reale prima centrale dei lavoratori cubani, la Confederazione Nazionale Operaia di Cuba (CNOC), creata nel 1925 con 200.000 affiliati dal celebre leader sindacale Alfredo López, lavoratore tipografico della Federazione Operaia di La Habana, e da altri coraggiosi attivisti guidati da Rubén Martínez Villena, che è rimasto alla testa del Partito Comunista dopo la morte di Julio Antonio Mella.
Sotto la direzione di quel primo partito marxista-leninista cubano, la CNOC ha svolto un ruolo fondamentale nella lotta contro la tirannia di Gerardo Machado.
Nel 1939 è stata fondata la Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC), allora chiamata Confederazione, poiché era integrata da un’insieme di federazioni nazionali e provinciali dei più diversi settori occupazionali.
Prima del 1959 la CTC e le sue federazioni hanno sviluppato una tenace lotta in difesa dei diritti dei lavoratori cubani. Tra i successi di queste lotte si segnalano le conquiste salariali a favore dei portuali di La Habana, quando le compagnie marittime nordamericane esigevano minori remunerazioni introducendo i Sea-Trains in sostituzione dei tradizionali traghetti per il trasporto delle merci dagli Stati Uniti a Cuba.
Nella lista dei grandi successi possono essere inoltre ricordate la conquista del differenziale zuccheriero e le lotte operaie generate dall’aspirazione dei proprietari terrieri di meccanizzare l’industria cubana del tabacco.
Il prestigio e l’autorità così conquistati dalla CTC, radicata tra i lavoratori cubani e condotta dai comunisti e da altri dirigenti operai unitari, ha provocato una violenta reazione da parte dell’allora molto potente classe politica.
Il Partito Rivoluzionario Cubano (A) di Ramón Grau San Martín e di Carlos Prío Socarrás, con l’appoggio dei dirigenti sindacali degli Stati Uniti, nel 1947 ha provocato una divisione nella CTC.
In parallelo all’autentica e unitaria CTC, diretta da Lázaro Peña e da un gruppo di onesti leader sindacali, è stata creata un’organizzazione corporativa, che non è riuscita a radicarsi tra i lavoratori, diventando in seguito un organismo governativo, piegato ai voleri dei governanti di turno e nelle mani del dittatore Fulgencio Batista.
Da parte loro, la Commissione Operaia del Movimento 26 Luglio e i leader sindacali progressisti hanno sviluppato un arduo lavoro tra i salariati cubani di quell’epoca. Queste forze, per esempio, hanno portato il paese a una paralisi totale con la convocazione dello sciopero generale nei primi giorni del 1959, azione che ha contribuito in modo decisivo al trionfo rivoluzionario in quel periodo.
Nel novembre 1959, dopo il trionfo della Rivoluzione nel gennaio di quello stesso anno, è stato tenuto il X Congresso della Centrale dei Lavoratori di Cuba, autentica rappresentante degli interessi dei lavoratori cubani.
Da allora, questa organizzazione ha svolto un ruolo insostituibile nella difesa del potere degli operai, della nazionalizzazione delle risorse primarie del paese, nella Campagna di Alfabetizzazione, nell’abilitazione e nello sviluppo culturale dei lavoratori.
Il movimento operaio ha organizzato le mobilitazioni dei lavoratori volontari per il taglio della canna da zucchero e per le microbrigate della costruzione, che hanno edificato migliaia di abitazioni, scuole, industrie, asili infantili e altre strutture di carattere sociale o economico.
La CTC e i suoi sindacati sono stati anche i protagonisti della creazione di un Movimento Nazionale dei Lavoratori Dilettanti, di un Sistema Unico di Emulazione, dei Giochi Nazionali dei Lavoratori, e di un Movimento degli Innovatori e dei Razionalizzatori, che ha fruttato al paese un risparmio di milioni di dollari, oltre alle campagne per fare ottenere agli operai prima il sesto grado (istruzione elementare) e poi il nono (istruzione media) di scolarizzazione, e l’organizzazione di una Guardia Operaia - sistema di protezione - in tutti i centri di lavoro cubani.
Per la formazione dei dirigenti sindacali, sono state create scuole speciali nelle province e una nazionale nella quale, dal 1975 al 1995, hanno studiato quasi cinquemila alunni.
La centrale sindacale non solo si autofinanzia ma, grazie al ricavato di una giornata lavorativa donato spontaneamente tutti gli anni dai suoi iscritti, contribuisce a coprire le spese delle Milizie delle Truppe Territoriali (MTT) e incentiva la partecipazione dei lavoratori in tutti i compiti della difesa del paese come, per esempio, nelle Brigate di Produzione e di Difesa, create in quei centri occupazionali ritenuti indispensabili in tempo di guerra.
Esistono nel paese venti sindacati nazionali, ripartiti per rami di attività economica, organizzati anche nei municipi e nelle province. La struttura della Centrale dei Lavoratori di Cuba che li raggruppa è formata, al vertice, da un Consiglio Nazionale e da un Segretario Generale che, dal XVI congresso, del gennaio 1990, è Pedro Ross Leal, che è stato poi rieletto nel XVII congresso del maggio 1996.
A Cuba, all’inizio dell’anno 2000 gli iscritti alla CTC erano oltre il 99 % del totale dei lavoratori del paese.
La CTC mantiene stretti vincoli di lavoro e di prestigio con il movimento sindacale mondiale e con le organizzazioni operaie di tutto il mondo, in modo particolare con quelle dell’America Latina e dei Caraibi.
A conferma di ciò vi è stato lo svolgimento a La Habana, nel 1982, del X Congresso Sindacale Mondiale e della Conferenza Sindacale dei Lavoratori dell’America Latina e dei Caraibi. Inoltre, nella la Scuola Nazionale dei Quadri Sindacali di Cuba sono stati formati centinaia di leader operai dell’America Latina.
Ai congressi della CTC hanno da sempre partecipato molteplici organizzazioni di tutti i continenti. Al XVII Congresso, nell’aprile 1996, hanno assistito 700 invitati di 124 organizzazioni di 46 paesi.