L’Associazione Nazionale dei Piccoli Agricoltori (ANAP)
Gli umili contadini sono stati quelli che in misura maggiore hanno colmato
le fila delle truppe mambisas nelle guerre dei cubani per liberarsi dal
colonialismo spagnolo, nella parte finale della seconda metà del XIX secolo.
Durante il periodo repubblicano, prima del 1959, sono stati protagonisti nelle
ardue battaglie per la terra, contro gli sgomberi e gli abusi dei latifondisti.
Allo stesso modo, hanno sostenuto in maniera decisiva l’Esercito Ribelle che ha
combattuto nelle montagne contro la tirannia di Fulgencio Batista.
L’economia cubana ruotava attorno l’agricoltura, ma il paese aveva voltato le
spalle al dramma del contadino e del lavoratore agricolo. La visione ufficiale
era indifferente di fronte alla tragedia vissuta dagli agricoltori cubani.
L’85 % dei piccoli agricoltori cubani pagava affitti e viveva sotto la perenne
minaccia dello sgombero dei suoi appezzamenti. Più della metà delle migliori
terre di produzione coltivate era in mani straniere. Vi erano 200.000 famiglie
contadine che non avevano neppure un pezzetto di terra da seminare e,
paradossalmente, rimanevano incolte nelle mani dei grandi latifondisti 300.000
caballerías di terre produttive.
La più spietata miseria caratterizzava la vita degli uomini e delle donne nei
campi di Cuba.
Nel mezzo della lotta rivoluzionaria sulla Sierra Maestra, il 21 settembre 1958
è stato realizzato, a Soledad de Mayarí Arriba, il Primo Congresso dei Contadini
in Armi, precursore di un vero movimento contadino. Il 17 maggio 1961, in
occasione del secondo anniversario della prima Legge di Riforma Agraria, è nata
l’Associazione Nazionale dei Piccoli Agricoltori (ANAP), come proseguimento di
questa tradizione di lotta e come frutto dell’opera di trasformazione iniziata
nel paese dal 1° gennaio 1959.
Sono ugualmente precursori dell’ANAP le lotte contadine nelle zone orientali di
Triunvirato, Realengo 18 (condotte da Niceto Pérez e da Lino de la Mercedes),
quelle portate avanti a Camagüey, con Sabino Pupo alla testa, e altre nel resto
del paese.
Il Primo Congresso dei Contadini in Armi è stato preceduto da una riunione di
Fidel Castro
Ruz
con 300 uomini delle campagne di Vegas de Jibacoa, nel maggio del 1958, dove è
stata analizzata la situazione nelle regioni rurali di Cuba.
A questa organizzazione è toccato un’importante ruolo nelle misure adottate per
l’incremento della produzione e l’immagazzinamento dei beni del settore agricolo
e nella trasformazione sociale delle campagne di Cuba. In maniera indipendente
ha dato un grande contributo allo sviluppo dei compiti educativi, di salute
pubblica, di cultura, dello sport e ricreativi delle zone rurali dell’isola, e
collabora alla divulgazione delle idee rivoluzionarie tra gli agricoltori
privati e cooperativisti.
L’Associazione raggruppa quei contadini che erano padroni di piccoli
appezzamenti di terra e quelli che in seguito alle leggi di riforma agraria sono
diventati proprietari. Tra i suoi compiti c’è stato anche l’opera di convinzione
per l’integrazione volontaria di questi in cooperative, cioè il passaggio dei
piccoli agricoltori individuali verso forme superiori, scientifiche e altamente
produttive di sfruttamento della terra.
A Cuba il settore agricolo riveste un ruolo fondamentale sia nelle coltivazioni
del tabacco sia in quelle del caffè, e inoltre contribuisce alla produzione di
tuberi, frutta, ortaggi e vegetali, come pure alla zafra dello zucchero.
Negli anni ’90 ha ripreso vigore il lavoro nel settore cooperativo, dato dalla
politica dello stato di favorire la consegna delle terre statali per la
produzione cooperativa.
Nel 1997 l’ANAP comprendeva 1.152 Cooperative di Produzione Agro-Zootecnica (CPA),
con 55.280,511 caballerías (circa 741,871 ettari) e 2.727 Cooperative di Credito
e Servizi (CCS), con 67.984,713 caballerías (circa 912,359 ettari). Alla metà di
quell’anno la quantità di soci delle CPA era salita a 63.000 e quelli delle CCS
a 140.000.
Le cooperative sono gruppi volontari di piccoli agricoltori che riuniscono le
proprietà per rendere possibile il finanziamento pubblico e i servizi generali,
conseguendo così una maggiore efficienza e un miglior rendimento della
produzione.
Nel 1993 l’ANAP aveva 189.041 associati, di cui 82.687 erano proprietari della
terra.
Nel 1994 hanno iniziato a sorgere a Cuba le prime Unità di Base della Produzione
Cooperativa (UBPC), nate con il proposito della Rivoluzione di mettere le terre
e le responsabilità di certi lavori nelle mani di coloro che avrebbero potuto
far derivare maggiori benefici.
Nelle UBPC gli agricoltori che ricevono la terra in usufrutto sono proprietari
dei mezzi di produzione e della produzione, una parte della quale lo Stato
garantisce di acquistare, oltre ad assicurare a queste associazioni crediti a
basso interesse.
Successivamente il governo cubano ha continuato a cedere terra in usufrutto a
produttori individuali o familiari per il rinnovo delle coltivazioni di caffè,
nelle montagne, e del tabacco, nelle pianure.
Nel 1998 ammonta a 96.408 ettari la terra consegnata in usufrutto per
coltivazioni di tipo familiare, come il tabacco, il caffè o il cacao. Inoltre
fino a questo anno sono state beneficiate 43.533 persone con un quarto di ettaro
a testa per il fabbisogno familiare, che equivale a una superficie di 10.833
ettari in più dati in usufrutto.
Inoltre, i cooperativisti e i contadini individuali vendono i loro prodotti nei
mercati agro-zootecnici ai quali partecipano, alle fattorie statali e ad altri
enti pubblici, per ottenere prezzi basati unicamente sulla legge della domanda e
dell’offerta.
Appartenenza della terra all’inizio dell’anno 2000:
Settore statale 61 %
Unità di produzione cooperativa 21 %
Cooperative di produzione agro-zootecnica 5 %
Cooperative di credito e servizi 11 %
Contadini privati 2 %
La struttura dell’ANAP è costituita da una Direzione Nazionale e da
distaccamenti provinciali e municipali.