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La Federazione delle Donne Cubane (FMC)
Prima del 1959 esistevano a Cuba alcuni piccoli gruppi femminili a carattere sociale o religioso, ma è stato solo dopo il trionfo della Rivoluzione, il 1° gennaio 1959, che è stata creata un’organizzazione di massa delle donne. Questo era un settore che era al margine della vita lavorativa, politica e militare.
In quello stesso anno la Federazione Democratica Internazionale delle Donne (FDIM) ha invitato le cubane a partecipare al Primo Congresso Latinoamericano per i Diritti della Donna e del Bambino, che si è svolto nel settembre 1959 a Santiago del Cile.
Durante i preparativi per partecipare a questo appuntamento con una numerosa e rappresentativa delegazione di donne dell’isola, è stato istituito un Comitato di Patrocinio, al quale hanno preso parte individualmente le cubane che più si erano distinte nella lotta insurrezionale come militanti di diversi movimenti e partiti politici.
Durante questa attività, in cui sono stati raccolti fondi e sono state effettuate mobilitazioni e manifestazioni di sostegno, è stata evidenziata la necessità di creare un’organizzazione femminile nazionale unica, che è andata poi sviluppandosi nella realizzazione dei compiti postcongressuali e di difesa della Rivoluzione cubana.
Così, il 23 agosto 1960, nei locali delle vie Prado e Teniente Rey, a La Habana, è stata tenuta l’assemblea costitutiva della Federazione delle Donne Cubane (FMC).
Le federate, come vengono chiamate le appartenenti alla FMC, hanno iniziato un’opera di propaganda per l’integrazione di questo settore della popolazione alla difesa della Patria. Così le donne hanno iniziato a frequentare corsi di prima assistenza e a incorporarsi nelle Milizie Nazionali Rivoluzionarie, si sono rese protagoniste nel promuovere una partecipazione di massa a corsi di taglio e cucito, soprattutto per le ragazze che provenivano dalla campagna, che allo stesso tempo ricevevano un’istruzione generale e un’adeguata preparazione per svolgere un lavoro salariato.
Allo stesso modo, sono state le prime promotrici del programma nazionale degli Asili Infantili, molti dei quali sono stati costruiti con le loro mani, e sono state tra le prime portabandiera della Campagna Nazionale di Alfabetizzazione, creando scuole speciali per l’educazione delle contadine e delle lavoratrici domestiche.
Ma la FMC si è spinta oltre e si è trasformata in un altro simbolo della lotta per l’uguaglianza sociale e politica, con mobilitazioni per il lavoro volontario e gratuito negli impianti industriali o nelle tenute agricole, con manifestazioni di sostegno alla Rivoluzione, nel lavoro sanitario ed educativo della comunità e nella campagna di prevenzione dei reati.
Il primo congresso della FMC, che si è tenuto nel 1962, è servito per definirne la struttura, le funzioni e lo statuto. La Federazione sviluppa la sua azione di base anche negli isolati di residenza delle sue affiliate, che pagano una modesta quota mensile per il finanziamento dell’organizzazione. A questo livello opera una Delegazione diretta dalle cittadine elette nelle assemblee, che risponde a un’istanza municipale. Al di sopra di questa ci sono gli enti provinciali e la Direzione Nazionale.
Alla fine del 1998 il numero delle federate era di 3.600.659, e rappresentava oltre l’80 % della popolazione femminile del paese maggiore di 14 anni di età.
Nel 1995, il Sesto Congresso della FMC ha definito questa organizzazione una forza fondamentale della società cubana attuale.
In effetti, all’inizio dell’anno 2000, le donne costituiscono a Cuba la metà della popolazione, il 43.2 % della forza lavoro nell’economia statale civile, il 65.5 % dei tecnici di livello medio e superiore, oltre il 60 % dei medici della famiglia e il 40 % dei ricercatori. La categoria "donne dirigenti" arriva a oltre il 30.5 % del totale dei lavoratori a livello direttivo nel paese.
Per questo si propongono come obbiettivi di base, oltre alla difesa della Rivoluzione, la lotta a favore dei loro interessi e dei loro legittimi diritti, benché riconoscano la necessità di rianimare il lavoro nelle delegazioni di base, dove a volte la routine e lo schematismo hanno portato alla realizzazione di riunioni formali e poco motivate per le stesse iscritte.
Per la FMC, l’uguaglianza per la quale si deve lottare è quella che dalle proprie differenze porta all’armonia, al cameratismo, alla felicità e alla responsabilità condivisa tra uomini e donne nella coppia, nella famiglia, nel lavoro e nei livelli di direzione.
Il suo statuto stabilisce che "solamente nel progetto socialista, e in nessun altro, le donne potranno occupare un posto e una posizione come esseri liberi, uguali e completi, gomito a gomito con i compagni".
Dalla creazione della Federazione delle Donne Cubane, Vilma Espín Guillois è la presidente, carica per la quale è stata eletta in tutti in congressi. Dal 1973 è stata eletta come vicepresidente della Federazione Democratica Internazionale delle Donne, un’organizzazione con la quale la FMC mantiene stretti vincoli di lavoro per la promozione dei diritti della donna in tutto il mondo.
Precisamente, dal 13 al 16 aprile 1998 oltre 1.500 donne di circa 60 paesi si sono date appuntamento a La Habana in un riuscito incontro internazionale di solidarietà con le donne organizzato dalla Federazione Democratica Internazionale delle Donne, dal Fronte Continentale delle Donne per il diritto a una vita degna e dalla Federazione delle Donne Cubane, tra le altre organizzazioni femminili.
Dal 5 al 9 giugno 2000, durante una sessione speciale dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ogni paese doveva esporre quanto ha fatto il Mondo per il progresso delle donne. Angela King, Sottosegretaria dell’ONU e Consigliere del Segretario Generale per il Progresso della Donna, dopo aver visitato Cuba, ha detto che Cuba avrebbe potuto esporre interessanti esperienze, istruttive e utili a tutti. Queste frasi dimostrano quanto è stato fatto dalla FMC nel paese in questo campo.