I Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR)
I Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR) di Cuba sono nati il 28
settembre 1960 come risposta popolare al terrorismo scatenato da organizzazioni
che combattevano clandestinamente la Rivoluzione cubana. Da allora costituiscono
un’organizzazione di massa popolare, la più grande del paese, alla quale
appartengono oggi più dell’88 % dei cittadini che hanno più di 14 anni di età.
Quel giorno, durante una imponente manifestazione politica di fronte alla
terrazza nord dell’antico Palazzo Presidenziale di La Habana, sono state udite
alcune esplosioni di bombe, collocate da elementi controrivoluzionari. L’allora
Primo Ministro Fidel Castro
Ruz, che presiedeva la cerimonia, ha spiegato
che era necessario stabilire una vigilanza della popolazione per far diminuire e
per combattere le attività dei nemici del processo rivoluzionario.
Prima che terminasse il 1960 erano già stati creati 5.581 comitati in
altrettanti quartieri, e le vie delle città e dei paesi di Cuba hanno iniziato a
essere sorvegliate notte dopo notte da semplici cittadini volontari, uomini e
donne che dopo aver concluso la loro giornata di lavoro dedicavano il tempo
restante fino all’alba per questa lotta, casalinghe, giovani studenti,
pensionati.
Da prima del 1985 l’organizzazione si autofinanzia con una quota mensile versata
dagli stessi cittadini.
Alla fine del 1997 il numero degli appartenenti ammontava a 7.670.000 in 118.800
organizzazioni di base e comprendeva più dell’88 % della popolazione con oltre
14 anni di età.
Alla fine del 1998 questi dati erano saliti a 121.114 CDR di base, raggruppati
in 15.931 zone, con 7.808.302 membri, vale a dire, più del 91 % dei cubani con
oltre 14 anni di età. I funzionari non professionisti (che lavorano nella
direzione dell’organizzazione a diversi livelli senza essere pagati) erano
670.953, di questi il 36.8 % erano persone giovani che realizzavano questo
compito in orario extra-lavorativo.
Nel settembre 1998 è stato realizzato il V Congresso dei CDR, appuntamento nel
quale sono stati dibattuti i principali compiti e le principali funzioni
dell’organizzazione e sono state tracciate mete ambiziose per i suoi principali
obiettivi permanenti: vigilanza e combattività rivoluzionaria, donazioni di
sangue, recupero di materie prime per sostenere l’economia nazionale, il
rafforzamento ideologico e l’unità dei cittadini.
In questo periodo (da ottobre 1998 a settembre 1999) gli appartenenti ai CDR
cubani hanno raccolto gratuitamente 24.288.000 contenitori di vetro, 4.066
tonnellate di carta e di cartone e 562 tonnellate di alluminio, superando
ampiamente le quantità dell’anno precedente.
E’ stata duplicata la creazione di Distaccamenti di Vigilanza, che alla fine del
1999 erano circa 5.000, oltre a 4.020 vigilanti e 6.630 guardie notturne della
comunità nella funzione di vigilare contro il crimine. Allo stesso modo, si è
iniziato a dotare queste forze di mezzi di comunicazione con la polizia.
Le donazioni volontarie e gratuite di sangue nel 1999 sono state 569.981.
Il nucleo fondamentale dei CDR risiede nell’isolato. In ognuno di questi isolati
c’è un comitato con un presidente, un responsabile della sorveglianza e uno
dell’ideologia, eletti in assemblee dagli stessi abitanti del luogo.
I diversi comitati di quartiere formano una zona dei CDR, anche questa diretta
da un gruppo di membri non professionisti. Il livello superiore è il municipio,
dove c’è un coordinatore che si dedica professionalmente a questo compito, così
pure a livello provinciale e nazionale.
Sebbene l’obbiettivo fondamentale per il quale sono nati i CDR - la vigilanza
rivoluzionaria - sia mantenuto tuttora valido dopo oltre 40 anni, con vigilanze
notturne, nelle quali vengono mobilitati ogni notte nelle vie delle città oltre
30.000 difensori della Rivoluzione, i Comitati di Difesa hanno compiuto in
questo periodo, in coordinamento con altre organizzazioni di quartiere,
innumerevoli altri compiti, tra i quali risalta l’aiuto alla comunità nello
sviluppo delle attività economiche, culturali e sociali.
Così, attraverso il lavoro volontario e non remunerato, vengono recuperate le
materie prime che saranno riciclate ai fini industriali, facendo risparmiare in
questo modo al paese milioni di pesos, sono state effettuate milioni di
donazioni di sangue, campagne di massa di vaccinazioni e di analisi citologiche
periodiche per la rilevazione precoce di alcune forme di tumore, è stato dato
impulso all’attività dei consigli di scuola e dell’amministrazione locale, sono
state riparate strade, adornati e ridipinti edifici, viene mantenuta una
costante azione di miglioramento del quartiere, viene dato aiuto nella
costruzione di grandi strutture sportive e assistenziali, viene combattuto il
crimine.
Inoltre, costituiscono una grande forza che dà impulso alle manifestazioni del
popolo nelle ricorrenze e in cortei in difesa della Rivoluzione, collaborano
brillantemente al rafforzamento ideologico e all’educazione patriottica dei
cittadini mediante lo studio delle problematiche sociali e la discussione
politica.
Nel 1995, il Coordinatore Nazionale ha riconosciuto che la crisi dovuta al
cosiddetto Periodo Speciale aveva causato maggiori problemi proprio nei
quartieri, creando così la necessità di rivitalizzare l’intera organizzazione.
Secondo il Coordinatore Nazionale, la difesa della Rivoluzione è un concetto che
ogni giorno va ampliando il suo orizzonte, e comprende la difesa dei beni del
popolo, della sua salute e della sua educazione, del territorio e dell’ambiente,
della vita umana attraverso le donazioni di sangue, della felicità, dei sogni,
delle speranze e dell’armonia dei cittadini nella lotta contro la maldicenza, la
deviazione, l’antisocialità e tutto ciò che arreca danno alla comunità.
Non c’è alcun paese al mondo, all’infuori di Cuba, che ha organizzato il suo
popolo nei luoghi di residenza, nelle case, nelle strade, nei quartieri. I CDR
di Cuba sviluppano le loro relazioni internazionali con il Fronte Continentale
delle Organizzazioni Comunali (FCOC), fondato nel 1987 e che nel settembre del
1995 ha tenuto a La Habana il suo quinto incontro con la partecipazione di 400
delegati provenienti da 23 paesi dell’America Latina.
Nel 1996, nella provincia di Matanzas, è nata l’idea di creare Distaccamenti di
Vigilanza, gruppi di 120 persone divise in pattuglie di quattro persone, per
perlustrare quattro isolati di zone urbane nel periodo dalla fine del turno
della prima guardia dei componenti dei CDR, alla 1 della notte, fino all’alba.
Questa pratica si è estesa rapidamente in tutta l’isola e all’inizio del 1998
erano già quasi 2.000 i distaccamenti creati. In conseguenza di ciò, si è
verificata una diminuzione dei reati commessi in questo orario.