L’Unione dei Giovani Comunisti (UJC)
L’Unione dei Giovani Comunisti di Cuba (UJC) è la fucina e la riserva del Partito Comunista,
dal momento che ha tra le sue principali responsabilità la formazione ideologica
nelle sue fila dei futuri militanti dell’organizzazione del Partito, oltre a
contribuire all’educazione delle nuove generazioni.
Secondo quanto dichiara la
Costituzione cubana, all’articolo 6, la UJC
conta sullo stimolo e sul riconoscimento dello Stato nella sua funzione primaria
di promuovere la partecipazione attiva delle masse giovanili nei compiti
dell’edificazione socialista e di preparare adeguatamente i giovani come
cittadini coscienti e capaci di assumere ogni giorno responsabilità sempre più
grandi a beneficio della società.
La gioventù cubana è stata storicamente molto combattiva, in quanto ha
partecipato attivamente alle guerre del 1868 e del 1895 per l’indipendenza di
Cuba dalla Spagna, nelle azioni rivoluzionarie degli anni ’20 e ’30, del secolo
scorso, e più recentemente nella lotta contro la tirannia batistiana. Dopo il
trionfo rivoluzionario, circa 100.000 giovani hanno dato vita alle brigate di
alfabetizzatori, che in un solo anno hanno eliminato l’analfabetismo, fino ad
allora endemico a Cuba.
Il 21 ottobre 1960, diverse organizzazioni giovanili sorte nel fragore della
Rivoluzione, si riunirono nell’Associazione dei Giovani Ribelli, che il 4 aprile
1962 si è trasformata nell’Unione dei Giovani Comunisti che, come il Partito
Comunista, porta avanti un profondo processo selettivo per nutrire le proprie
fila di quei ragazzi operai, contadini o studenti con spiccate qualità morali e
rivoluzionarie.
I membri della gioventù comunista cubana sono stati presenti in tutte le
mobilitazioni per la difesa del paese, nel taglio della canna da zucchero, nelle
brigate studentesche di lavoro, nelle colonne giovanili impiegate nello sviluppo
nazionale agricolo o edilizio e hanno svolto un’opera trasformatrice talmente
meritoria nella vecchia Isola dei Pini che questa, da allora, è chiamata Isola
della Gioventù.
Le colonne giovanili del lavoro produttivo si sono trasformate con il tempo,
divenendo l’attuale Esercito Giovanile del Lavoro, che compie la duplice
funzione di formare i giovani e di prepararli alla difesa della Patria.
Inoltre i giovani si sono assunti direttamente il compito della costruzione di
decine di opere, come le fabbriche di cemento o di fertilizzanti, hanno creato
un Distaccamento Pedagogico come appoggio alla formazione del personale docente
necessario al paese, e le Brigate Tecniche Giovanili, che hanno dato un grande
sostegno allo sviluppo tecnico e scientifico della nazione.
L’Unione dei Giovani Comunisti ha anche organizzato e preparato la celebrazione
dell’XI Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti, che si è svolto a La
Habana nell’estate del 1978 con la partecipazione di duemila organizzazioni di
diverse posizioni politiche e oltre 20.000 giovani di 145 paesi. Dal 28 luglio
al 5 agosto 1997, ha pure organizzato il XIV Festival Mondiale della Gioventù e
degli Studenti, al quale hanno partecipato 12.335 giovani di 132 paesi, in
rappresentanza di duemila organizzazioni nazionali.
Il 28 gennaio 1998, durante le celebrazioni per il 145° anniversario della
nascita di José Martí, la UJC ha convocato il suo VII Congresso che è stato
realizzato nel dicembre dello stesso anno.
L’Unione dei Giovani Comunisti ha un organo di stampa proprio, il quotidiano
Juventud Rebelde e gruppi culturali come la Brigada Hermanos Saíz e la Raúl
Gómez García.
Nella suo lavoro ideologico si appoggia a organizzazioni studentesche, come la
Federazione degli Studenti
dell’Insegnamento Medio e la Federazione Studentesca
Universitaria, e infantili, come l’Organizzazione
dei Pionieri José Martí.
Organizzata in tutto il territorio nazionale, con una struttura simile a quella
del Partito Comunista, ma con membri non superiori ai 30 anni di età, l’Unione
dei Giovani Comunisti aveva nel 1997 circa 530.000 militanti e 37.856 comitati
di base.
Nel 1998, il 56 % del totale dei giovani tecnici cubani, il 40.2 % dei giovani
operai e il 25.4 % degli studenti erano militanti dell’UJC (rispettivamente il
19.8 %, il 20.2 % e il 20.1 % del totale della militanza). Un giovane su sei tra
i 15 e i 29 anni di età militava nell’organizzazione. E’ stata rilevata una
diminuzione nella quantità di giovani comunisti (con un calo di 4.739
organizzazioni di base dal 1992 al 1998) in quanto la popolazione cubana tra i
15 e i 29 anni di età era diminuita in quei sei anni, e anche se determinante,
questa non è stata l’unica ragione del calo, secondo quanto ammesso dalla
direzione dell’UJC.
Il Quinto Congresso del Partito Comunista di Cuba ha criticato la sua
organizzazione giovanile per mancanze e debolezze nel lavoro con i giovani, in
modo fondamentale in quello ideologico.
Il VII Congresso dell’UJC ha discusso con coraggio questi problemi e ha deciso
di non chiudere l’appuntamento il 10 dicembre 1998, com’era previsto, e di
mantenere per tutto il 1999 una specie di sessione inconclusa nella quale si è
lavorato duramente e analizzando quotidianamente i suoi risultati,
fondamentalmente nella formazione di valori, nell’organizzazione e nella
disciplina.
Già nell’aprile 1999 una riunione plenaria del Comitato Nazionale della UJC ha
insistito nella virtù di continuare a lavorare per dimostrare il valore dei
valori, dato che non si può perdere la coscienza di quanto ottenuto in tanti
anni e che costituisce una forte ragione per un maggiore sacrificio per
conservarlo. La vittoria, è stato detto, non si può misurare in metri di tela o
in paia di scarpe, ma nella morale mantenuta. E’ stato deciso un piano di azione
per approfondire lo studio della storia di Cuba a tutti i livelli di
insegnamento.
Alla fine del 1999, il Primo Segretario della UJC, Otto Rivero, analizzando il
lavoro dell’organizzazione in quell’anno, ha riconosciuto che sempre ci saranno
problemi pendenti, ma, ha chiarito, i giovani comunisti cubani hanno motivi per
sentirsi orgogliosi di questo bilancio. Si è lavorato in molte direzioni che
hanno portato a uno stesso punto: essere la vera avanguardia della gioventù di
Cuba nel prolungamento dell’opera della Rivoluzione.
Nel dicembre 2004 la UJC ha tenuto il suo VIII Congresso. I delegati hanno
eletto il nuovo Comitato Nazionale formato da 130 giovani, che a loro volta
hanno eletto il Burò Nazionale, formato da 19 dirigenti. Primo Segretario
Nazionale è stato eletto Julio Martínez Ramírez, mentre Hassan Pérez Casabona è
stato eletto Secondo Segretario. I dibattiti realizzati nei tre giorni di lavoro
hanno interessato l’impegno dei lavoratori sociali, la rivoluzione educativa e
come affrontare i reati e il consumo di droga.
La UJC ha una Direzione Nazionale, un Comitato Nazionale, comitati provinciali,
municipali e locali in ogni centro di lavoro o unità militare.