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Il Partito Comunista di Cuba (PCC) - Obiettivi e funzioni
L’obbiettivo del Partito Comunista di Cuba (PCC), come forza dirigente superiore della società e dello Stato, è quello di accomunare gli sforzi di tutti verso il conseguimento degli alti fini che il popolo persegue.
Per questo, non sostituisce l’amministrazione, ma si attiene al suo Statuto interno, alle risoluzioni e agli accordi dei congressi e alle decisioni degli organismi superiori di direzione, come il Comitato Centrale e il Burò Politico, per mobilitare le masse basandosi sul prestigio dell’organizzazione e dei suoi militanti, scelti tra i migliori lavoratori, rivoluzionari, scienziati, maestri, ricercatori e altri.
Nella fase preparatoria del suo Primo Congresso (1975), ciascuna tesi è stata sottoposta all’analisi dei militanti e dei membri delle organizzazioni sindacali, delle donne, dei giovani, dei cittadini e dei professionisti.
Lo studio del contenuto delle tesi ha contribuito a rendere ancora più chiaro al popolo le posizioni del Partito di fronte alle principali questioni economiche, politiche o sociali della nazione e le prospettive di sviluppo. Questi documenti sono stati perfezionati nelle 685.241 riunioni tenute nelle assemblee di Partito, nei centri di lavoro e nei quartieri, in cui il numero totale dei partecipanti ha toccato i 19 milioni.
D’altra parte, la Piattaforma Programmatica approvata in quel congresso, dopo essere stata dibattuta in modo massiccio dai militanti e pubblicamente dalla popolazione, ha sintetizzato gli aspetti cardinali del processo storico della Rivoluzione, il suo carattere e la sua opera, e ha tracciato le idee fondamentali e le linee politiche da seguire nella costruzione del Socialismo a Cuba.
Questo tipo di consultazione e di spiegazione dettagliata della sua politica e dei suoi obbiettivi, ha sempre caratterizzato il lavoro ideologico di questa organizzazione di partito.
Secondo i documenti del Partito, esso non amministra, ma orienta, dirige, dà impulso, appoggia e garantisce il compimento dei piani direttivi della Rivoluzione in ogni luogo.
Nel Quarto Congresso (1991) i delegati hanno dovuto prendere in considerazione i concetti che si erano sviluppati nel processo di rettifica degli errori e delle tendenze negative, iniziato il 19 aprile 1986, e che ha portato a dibattiti in riunioni per settori con tutta la popolazione.
Questo Congresso ha considerato necessario attualizzare le questioni e le priorità nello spirito di resistere e continuare a sviluppare il paese, sulla base delle proprie risorse economiche e della crescita economica che è in grado di raggiungere, ma è stato chiarito che nessun uomo, donna, anziano o bambino sarebbe mai rimasto abbandonato alla sua sorte.
È chiaro che le aspirazioni dei precedenti programmi e dello sviluppo economico allora erano sostenuti dalle garanzie offerte dalle relazioni economiche e commerciali con i paesi socialisti e, in special modo, dal carattere giusto ed equo della collaborazione e dell’interscambio con la dissolta Unione Sovietica.
D’altra parte, il Quarto Congresso ha lasciato chiaramente definito nelle sue risoluzioni che, in caso di un’aggressione armata contro Cuba, lo sviluppo economico e sociale si sarebbe interrotto e al suo posto il popolo avrebbe impegnato tutte le sue energie e tutta la sua volontà per combattere il nemico, liquidarlo ed impedire a ogni costo la propagazione dell’ordine imperiale, in una lotta che sarebbe durata fino alla sua sconfitta e all’espulsione dal territorio nazionale.
Il Quinto Congresso del Partito Comunista di Cuba, realizzato a La Habana dall’8 al 10 ottobre 1997, ha approvato, dopo ampie discussioni, tre risoluzioni fondamentali: una sulla situazione economica, un’altra che si riferisce agli statuti e la terza intitolata "Il Partito dell’Unità, della Democrazia e dei Diritti Umani che Difendiamo".
Quest’ultima ha avuto un’analisi previa in tutta la nazione che ha costituito quasi un plebiscito a favore del socialismo e del monopartitismo, dato che sono state fatte 235.037 riunioni alle quali hanno partecipato sei milioni e mezzo di cubani maggiori di 14 anni. Il 90 % di loro ha approvato il documento integralmente. Il restante 10 % lo ha condiviso formulando suggerimenti, aggiunte o modifiche, esaminate in seguito e alcune di queste inserite nel documento dalla commissione incaricata di elaborare il progetto. Solo 766 persone non hanno approvato questo documento nelle discussioni previe.
Nel suo contenuto, la risoluzione mette in evidenza come idee principali:

  • la Rivoluzione è unica, dalla lotta per l’Indipendenza fino a oggi
  • il Governo degli Stati Uniti è stato ed è, ora più che mai, il nemico principale
  • il PCC è la guida della nazione e il forgiatore dell’unità del popolo
  • la democrazia e i diritti umani sono sempre stati difesi da questa Rivoluzione

il documento sarà mantenuto come parte principale della piattaforma ideologica e politica del Partito e sarà presente nei piani di studio del sistema nazionale di educazione.
Ma, nonostante la chiarezza esposta nei documenti che reggono il Partito e messi in pratica in precedenza, nel 1999 è stato comprovato che alcuni metodi erano stati abbandonati o si erano afflosciati per cause diverse.
Queste e altre carenze sono venute alla luce in un processo assembleare iniziato nei Comitati del Partito dei centri lavorativi, continuato poi nei Comitati Municipali e che si è concluso con le Assemblee Provinciali di Bilancio (da settembre a novembre 1999).
In un’analisi riassuntiva di queste riunioni si espone: Rispondendo alle indicazioni del Comitato Centrale, queste assemblee hanno trattato come temi fondamentali il cambiamento nei metodi e negli stili di lavoro , il lavoro politico-ideologico, l’attenzione all’Unione dei Giovani Comunisti, la politica dei quadri e il ruolo dell’organizzazione nell’adempimento della Risoluzione Economica del Quinto Congresso del Partito, in particolare, la sua applicazione del perfezionamento imprenditoriale.
E’ stato ribadito che al Partito interessa tutto, che continuerà a occuparsi di tutto quello che occorre nel paese, ma senza soppiantare altri, aspetto che deve elevare la sua capacità per dirigere, controllare e, allo stesso tempo, favorire l’apprendimento e il miglior funzionamento delle altre istituzioni.
Che è necessario cambiare il metodo impiegato finora da alcuni quadri, basato fondamentalmente sulla loro partecipazione ad assemblee, visite, riunioni e assemblee degli enti amministrativi e governativi, e a riunioni da loro convocate per orientare e decidere quello che era pertinente fare in questi ambiti.
L’essenza del cambiamento non è nell’andare a più riunioni dei nuclei e dei comitati nei centri lavorativi, nell’aumentare il dialogo con i lavoratori, il contatto con le sezioni sindacali, con i comitati di base della UJC, né nel rafforzare gli scambi di opinioni con le persone nel quartiere, bensì nel dare a ciascuno di questi scambi l’intenzionalità adeguata affinché restino impronte positive.
Il perfezionamento delle aziende che il Partito ha deciso è incompatibile con un Partito che governa. L’organizzazione politica ha il dovere di far comprendere ai lavoratori il significato e i propositi del nuovo sistema di gestione e di direzione imprenditoriale, di promuovere in loro un comportamento conseguente e di mantenere uno stretto controllo sulla sua messa in pratica.
Il processo di bilancio ha anche dimostrato che esiste ottimismo e buon spirito di lavoro tra i militanti e i quadri, come pure l’utilità e il rigore di tutte le consultazioni previe iniziate con la proposta di candidati da parte degli oltre 50.000 nuclei costituiti nel paese.