Legge elettorale
La Legge elettorale del 29 ottobre 1992 ha regolamentato le elezioni dei
deputati all’Assemblea Nazionale attraverso il voto libero, diretto
e segreto dei cittadini. La responsabilità di proporre i candidati alle
assemblee provinciali e quella Nazionale è nelle mani delle organizzazioni di
massa, i cui rappresentanti fanno parte delle commissioni per le candidature,
che sono presiedute dai rappresentanti della Centrale dei Lavoratori
(sindacati) e integrate, inoltre dall’Associazione
Nazionale dei Piccoli Agricoltori
(agricoltori privati e cooperativisti), dalle federazioni studentesche
dell’insegnamento medio e universitario, dai Comitati di Difesa della Rivoluzione
e dalla Federazione delle
Donne Cubane.
Le nomine per le assemblee provinciali e per l’Assemblea Nazionale si effettuano
tra gli eletti a livello municipale e sono sottoposte alla valutazione delle
assemblee municipali, le quali prendono la decisione finale in base agli
aspiranti delle loro circoscrizioni alle istanze nazionale e provinciale. La
nomina dei candidati alle assemblee municipali viene determinata dalla
popolazione attraverso riunioni di quartiere.
Alla chiusura delle sessioni parlamentari del luglio 1992, il Presidente Fidel
Castro Ruz ha affermato che, con queste leggi, Cuba dimostrerà come sia
possibile fare una rivoluzione con principi democratici e una democrazia con un
solo partito, anche nelle condizioni economiche più difficili.