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La Costituzione della Repubblica di Cuba
Una delle grandi conquiste del processo rivoluzionario instaurato a Cuba, a partire dal 1959, è stata quella di poter dotare il paese di una Costituzione alla cui elaborazione, discussione e approvazione ha partecipato tutto il popolo, espressione del suo carattere democratico e della sua ampia base di sostegno.
Il Burò Politico del Partito Comunista di Cuba e il Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri hanno nominato il 22 ottobre 1974 una commissione mista del Partito e del Governo incaricata di redigere un primo progetto per la Costituzione della Repubblica.
Il primo progetto della Legge delle Leggi è stato poi sottoposto alla discussione pubblica a partire dal 10 aprile 1975, giorno in cui si commemorava il 106º anniversario della prima Costituzione cubana, approvata a Guáimaro dai delegati del popolo di Cuba in Armi guidati da Carlos Manuel de Céspedes e da Ignacio Agramonte.
Questo primo progetto è stato discusso da tutti i nuclei del Partito Comunista e dai comitati di base dell’Unione dei Giovani Comunisti, dalle sezioni sindacali dei centri di lavoro, dai Comitati di Difesa della Rivoluzione di ogni isolato, dai gruppi dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Agricoltori (privati), dalle delegazioni della Federazione delle Donne Cubane, dalle associazioni studentesche per l’insegnamento medio e universitario, come pure dai membri delle unità delle Forze Armate e del Ministero dell’Interno e dal personale delle missioni cubane all’estero.
Complessivamente, 6.216.000 cubani hanno partecipato alle assemblee e alle riunioni nelle quali è stato discusso il documento, dato che dimostra l’ampiezza del dibattito e l’interesse suscitato nella popolazione da questa norma. Questo processo ha contribuito a perfezionare il progetto di legge, dato che quando è stato nuovamente esaminato dalla Commissione Preparatoria Centrale (Costituente), da parte di questa sono state recepite le modifiche proposte al preambolo e a 60 dei suoi 141 articoli.
Al Primo Congresso del Partito Comunista di Cuba, che si è svolto nella città di La Habana dal 17 al 22 dicembre 1975, è stato sottoposto a discussione questo documento ed è stato approvato come progetto della Costituzione, insieme a un altro della Legge di Passaggio Costituzionale. I due testi sono stati pubblicati dalla stampa e dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica del 27 dicembre 1975, per dare un’informazione generale alla popolazione.
Il 15 febbraio 1976, il Progetto della Costituzione della Repubblica e quello della Legge di Passaggio Costituzionale sono stati sottoposti a referendum nazionale. In questa consultazione il 97.7 % dei cittadini cubani con diritto di suffragio ha approvato tutte e due le istanze con voto libero, segreto e diretto. Lo scrutinio ha riportato che su 5.602.973 elettori, 5.473.534 hanno votato "sì" e 54.070 "no".
La Costituzione e la Legge di Passaggio Costituzionale approvate nel referendum sono entrate in vigore il 24 febbraio 1976, quando sono state proclamate.
Successivamente, si è continuato a sperimentare un processo sostenuto di maturazione politica nella coscienza politica dei cubani e si è reso necessario un ampliamento della democrazia nel paese.
D’altra parte, la scomparsa dell’Unione Sovietica e degli stati socialisti dell’Europa dell’Est, ha prodotto cambiamenti nell’economia e in altri settori dell’attività del paese che avrebbero richiesto un suo consolidamento attraverso una riforma costituzionale.
Nel frattempo era stato convocato il IV Congresso del Partito Comunista di Cuba, che ha preparato la nazione per il cosiddetto Periodo Speciale, concepito per resistere agli effetti della crisi e per superarla.
Il IV Congresso del Partito, svoltosi nell’ottobre del 1991, ha raccomandato allora all’Assemblea Nazionale (Parlamento) la realizzazione di riforme costituzionali per adattare il paese alle nuove condizioni, senza abbandonare i principi fondamentali della Rivoluzione popolare che ha trionfato nel 1959.
I deputati hanno discusso nel Parlamento la necessità di incrementare la partecipazione diretta della popolazione al meccanismo elettorale della nazione, di perfezionare gli organismi di direzione statali e di rendere possibile il riassetto del commercio estero.
Nel luglio del 1992 il Parlamento cubano, avendo la potestà costituzionale di modificare la Costituzione del paese, ha approvato all’unanimità le riforme e il 29 ottobre dello stesso anno ha promulgato una Legge elettorale adattata ai nuovi lineamenti costituzionali.