L’Assemblea Nazionale del Poder Popular
L’Assemblea Nazionale (Parlamento unicamerale) sorge dall’elezione popolare
effettuata nel 1976, nella quale espresse il proprio voto al primo turno il 95.2
% della popolazione con diritto al suffragio, e il 94.9 % al secondo turno. I
deputati eletti, secondo il procedimento stabilito dalla legge, si sono riuniti
per la prima volta il 2 dicembre dello stesso anno, rendendo formalmente
costituita l’Assemblea.
La Costituzione della
Repubblica di Cuba, approvata con un
referendum dal 97.7 % degli elettori il 15 febbraio 1976, ha dato, attraverso un
plebiscito al quale ha partecipato il 98 % dei votanti, all’Assemblea Nazionale
del Poder Popular la categoria di organismo supremo del potere dello Stato, come
rappresentante ed espressione della volontà sovrana di tutto il popolo.
Il Parlamento è l’unico organismo nel paese con potestà costituente e
legislativa; i suoi deputati sono eletti con un mandato di cinque anni e, tra di
loro, vengono eletti il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario e i 31
membri del Consiglio di Stato,
il cui Presidente è il Capo dello Stato e del Governo.
Il Consiglio di Stato è responsabile davanti all’Assemblea Nazionale, alla quale
deve rendere conto di tutte le sue attività.
Tra le prerogative che vengono attribuite al Parlamento vi è la possibilità di
riformare la Costituzione, di approvare, modificare o derogare le leggi, di
discutere e ratificare i piani nazionali di sviluppo economico, il bilancio
dello Stato, il sistema monetario e creditizio, i lineamenti di politica estera
e interna, di eleggere il Consiglio dei Ministri, la Presidenza e i membri del
Tribunale Supremo
e della Procura della
Repubblica.
Esige inoltre il rendiconto da parte di tutte le entità nazionali, politiche o
amministrative, e può concedere amnistie. I suoi membri non ricevono privilegi
personali o benefici economici come tali, ma svolgono le loro funzioni
all’unisono con lo svolgimento dei loro lavori abituali per i quali sono
remunerati.
L’Assemblea Nazionale si riunisce in due periodi ordinari di sessioni all’anno,
benché in essa siano sempre attive commissioni permanenti che vagliano le
diverse questioni che abbiano rilevanza parlamentare.
Tra le altre commissioni permanenti o temporali vi è la supervisione delle
Attività globali dell’economia, dell’Agroindustria dello zucchero, della
Produzione alimentare, dell’Industria, dei Trasporti e delle Comunicazioni,
delle Costruzioni, degli Affari Esteri, della Salute, della Difesa e dell’Ordine
Interno.
Sono inoltre effettivi dei dipartimenti permanenti che si occupano degli affari
costituzionali e amministrativi come: Supervisione delle commissioni degli
Organismi locali del Poder Popular, Relazioni internazionali, Temi giuridici e
Amministrazione.
La prima legislatura (che comprende i cinque anni trascorsi dal dicembre 1976 al
giugno 1981) ha avuto Blas Roca Calderío eletto Presidente e vi hanno lavorato
481 deputati. Questa legislatura ha avuto nove periodi di sessione ordinari,
nelle quali sono state discusse e approvate 34 leggi, adottate 59 decisioni e
sono stati ratificati 42 decreti legge emessi dal Consiglio di Stato.
La seconda legislatura, entrata in vigore il 28 dicembre 1981 e conclusa nel
1986, è stata formata da 499 deputati e ha avuto 11 periodi di sessioni, nei
quali sono state approvate 25 leggi, 4 regolamenti e ratificati 52 decreti legge
emanati dal Consiglio di Stato. Sono state deliberate 165 decisioni e conclusi
112 studi di interesse socio-economico, elaborati dalle commissioni permanenti.
Il suo Presidente è stato Flavio Bravo Pardo.
La terza legislatura (dal 1986 al 1993) è stata rappresentata da 510 deputati
presieduti da Flavio Bravo Pardo, fino al suo decesso, dopodiché l’incarico è
stato assunto dal Vicepresidente Severo Aguirre del Cristo, il quale a sua volta
è stato rimpiazzato da Juan Escalona Reguera. Questa legislatura ha svolto
un’ampia attività, che è risaltata per l’alto livello di consultazione popolare,
la Riforma Costituzionale, approvata nella suo undicesimo periodo di sessioni, e
per la Legge Elettorale dell’ottobre 1992.
La quarta legislatura, in vigore dal 15 maggio 1993 e vigente fino al gennaio
1998, ha avuto 589 deputati - dei quali solo 93 erano già presenti in quella
precedente - presieduti da Ricardo Alarcón de Quesada. Tra i suoi parlamentari
vi erano 134 donne (erano 105 nella prima, 113 nella seconda e 173 nella terza),
274 delegati delle Assemblee Municipali (di base) e un’elevata percentuale di
lavoratori legati alla produzione e ai servizi.
Per la quinta legislatura, il 19 ottobre 1997 sono state realizzate nuove
elezioni per eleggere gli organismi municipali di governo. Questa è stata la
conclusione di un processo preceduto da oltre 35.000 assemblee di nomina dei
candidati in tutto il paese, e che è continuato l’11 gennaio 1998 con le
elezioni generali, nelle quali è stato rinnovato il Parlamento e i governi
provinciali.
A queste elezioni ha votato il 98.35 % degli elettori, con il 95 % di voti
validi e il 94.39 % dei votanti ha optato per il "voto unito", vale a dire hanno
dato la loro preferenza a tutte le candidature presenti nelle schede, che erano
state proposte dalle organizzazioni di massa e dai sindacati e che comprendevano
quasi il 50 % dei delegati del Poder Popular che erano stati eletti il 19
ottobre 1997.
In quello che è stato considerato unanimemente una colossale vittoria del popolo
cubano rispetto alla sua unità politica, solo il 3.36 % delle schede sono state
depositate in bianco mentre l’1.64 % ha dovuto essere annullata. In questo modo
dei 7.931.229 elettori che hanno votato, 7.534.008 lo hanno fatto per portare al
Parlamento i 601 candidati a deputati e i 1.192 aspiranti a delegati proposti
alle assemblee provinciali. Solo il 35.9 % faceva parte della precedente
legislatura. Presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular è stato
confermato Ricardo Alarcón de Quesada.
La sesta legislatura è stata formata con le elezioni effettuate a livello
nazionale il 19 gennaio 2003 e i 609 deputati eletti rimarranno in carica fino a
marzo 2008. A queste elezioni hanno partecipato 8.117.151 votanti (su 8.309.336
iscritti), il 97.69 %, con 7.803.898 voti validi. Il "voto unito" è stato
espresso a favore del 91.35 % dei candidati. Le schede bianche sono state il
3.00 %, mentre quelle annullate lo 0.86 %. Come Presidente è stato di nuovo
confermato Ricardo Alarcón de Quesada, mentre le donne elette hanno
rappresentato il 36.4 % del Parlamento cubano