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Canto di veglia a Papā Montero
Hai incendiato la prima alba
col fuoco della tua chitarra:
succo di canna nella ciotola
della tua carne viva e scura,
sotto la luna morta e bianca!
Il son ti č uscito rotondo
e mulatto, come una nespola.
Bevitore di lunghe sorsate,
gola foderata di latta,
in un mare di ruin vela spiegata,
campione di -tutte le feste:
che ci vai a fare con la notte,
se non potrai portartela via?
E che vena ti potrā dare
il sangue che ti manca,
se ti č fuggito dal tubo
nero della pugnalata?
Ora, si, ti hanno stroncato,
Papā Montero!
Nel casale ti aspettavano,
invece thanno riportato morto;
č stato un brutto scherzo di sbornia,
invece thanno riportato morto;
dicono che lui fosse tuo amico stretto,
invece thanno riportato morto;
il coltello non si č pių visto,
invece thanno riportato morto...
Ormai č finito Baldomero,
malandrino e danzatore di rumba!
Solo due candele bruciano,
adesso, quel poco dombra;
per la tua piccola morte
due candele sono fin troppe.
Ma assai pių delle candele,
ancora pių tilluminano
la camicia scarlatta
che accese le tue canzoni,
lo scuro sale dei tuoi sones,
e il tuo ciuffo impomatato!
Ora, si, ti hanno stroncato,
Papā Montero!
Oggi lalba lha fatta la luna
nel patio della mia casa;
di taglio č caduta in terra,
e lā č rimastā conficcata.
I ragazzi lhanno raccolta
per ripulirle la faccia,
e io lho portata, qui stanotte
e te lho messa per guanciale.
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