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A Lumir Civrny, a Praga.
Puoi vendermi la brezza che ti passa fra le dita e ti batte
sul viso e ti scompiglia? Potresti forse vendermi cinque pesos di vento, o, magari,
vendermi un temporale? Forse laria fina
mi venderesti, laria (non tutto) che percorre nel tuo giardino corolle e
corolle, nel tuo giardino per gli uccelli, dieci pesos daria fina?
Laria gira e passa
in una far/alla.
No, non è di nessuno.
Puoi vendermi cielo, il cielo alcune volte azzurro, o altre volte anche grigio, una
particella del tuo cielo, quello che hai comprato, tu pensi, con gli alberi
del tuo orto, come chi compra il tetto con la casa? Puoi vendermi un dollaro
di cielo, due chilometri
di cielo, un pezzo, quello che puoi, del tuo cielo?
Il cielo sta nelle nubi.
Alte le nubi passano.
No, non sono di nessuno.
Puoi vendermi la pioggia, lacqua
che thanno dato le lacrime e che ti bagna la lingua? Puoi vendermi un dollaro
dacqua
di sorgente, una nuvola gravida, crespa e dolce come unagnella. oppure acqua
piovuta sulla montagna, o lacqua delle pozze
abbandonate ài cani, e una lega di mare, o forse un lago, cento dollari di lago?
Lacqua cade, si rovescia.
Lacqua si rovescia, passa.
No, non è dì nessuno.
Puoi vendersni terra, la profonda notte delle radici; denti
di dinosauro e calce dispersa di scheletri remoti?
Puoi vendermi selve già sepolte, uccelli morti, pesci di pietra, zolfo
dei vulcani, mille milioni danni che salgono a spirale? Puoi tu vendermi
terra, puoi vendermi terra, puoi?
La terra tua è mia.
Tutti i piedi la pestano.
No, non è di nessuno.
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