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 Questa nuova violazione dei più elementari diritti umani deve essere denunciata attraverso tutte le vie e tutti i mezzi alla nostra portata. Impediamo con la nostra rapida azione che questa nuova ingiustizia venga prolungata.


ISTITUTO CUBANO DI AMICIZIA CON I POPOLI
La Habana, 17 marzo 2003


Cuba denuncia gravi violazioni nei confronti di Gerardo Hernández

Gruppo di Lavoro contro il Terrorismo
17 marzo 2003

Dopo diverse trattative con il Pubblico Ministero Assistente Caroline Heck Miller, ieri 16 marzo l'avvocato Leonard Weinglass ha ottenuto che questa autorizzasse la visita a Gerardo Hernández che aveva programmato di effettuare dal mese di febbraio.

Secondo la testimonianza di Weinglass, Gerardo si trova sotto la modalità più severa di punizione nella prigione, nota sotto il termine di "la Scatola" - un vuoto dentro "il vuoto". Permane in queste condizioni dal 28 febbraio giorno in cui è stato trasferito, senza spiegazione alcuna, sotto il regime di confino solitario.

È rinchiuso in una cella estremamente piccola, nella quale può fare solo tre passi, senza finestre, e solamente un’apertura attraverso la quale gli viene passato il cibo. La grata frontale è coperta da una porta di maglia metallica attraverso la quale è praticamente impossibile guardare verso l’esterno, e che rimane chiusa per tutte le 24 ore del giorno.

Nella cella vi è solo su un servizio sanitario e un duro letto coperto da un sottile materassino. I suoi vestiti gli sono stati ritirati e gli è permesso solo di usare mutande e pullover, senza scarpe.

Non può distinguere il giorno dalla notte. L'unica cella nella quale le luci rimangono accese per 24 ore è la sua e le costanti grida degli altri detenuti, per la maggior parte malati mentali, non lo lasciano dormire.

Non gli è permesso leggere alcun documento stampato. Niente da leggere. Di fronte alla sua cella c’è un avviso che dice che nessuno può avere contatto con lui. È l'unico detenuto sottoposto a questo regime di confino a cui non è permesso di utilizzare il telefono.

Gerardo ha cercato infruttuosamente di comunicare per iscritto la sua protesta attraverso la modalità stabilita dagli stessi regolamenti della prigione. La risposta che ha ricevuto è che non ci sono moduli per lamentarsi.

Il 2 marzo ha presentato una protesta a prescindere dai moduli. Non ha ricevuto neppure risposta. L’11 marzo le autorità della prigione gli hanno portato una lettera di Joaquín Méndez, uno degli avvocati della difesa, ma la stessa gli è stata ritirata prima che potesse leggerla. Il 14 marzo gli è stato detto che gli sarebbe stata consegnata la sua posta legale. Tuttavia, finora non ha ricevuto alcuna corrispondenza, neanche dai suoi avvocati.

Il trattamento imposto a Gerardo, e a Ramón, Antonio, Fernando e René, è completamente illegale e impedisce in modo grave il suo diritto alla difesa nel momento in cui devono preparare con i loro avvocati l'appello che devono presentare non oltre il 7 aprile. Questo trattamento crudele, inusuale, discriminatorio e completamente ingiustificabile costituisce un flagrante caso di tortura che deve essere denunciato con tutte le energie e con tutta urgenza.

Gruppo di Lavoro contro il Terrorismo
Assemblea Nazionale
www.antiterroristas.cu