Parte IX: Il reclamo ignorato
Cubadebate, 17 settembre 2009
Avendo esaurito tutte le possibilità di appello, i Cinque hanno chiesto alla
Corte Suprema di rivedere il suo caso. Non stavano chiedendo troppo. Questo era
un caso che meritava l'attenzione dei magistrati della Corte Suprema per una
serie di ragioni, alcune di natura realmente eccezionale. Durante tutto il
processo - il più lungo finora nella storia degli Stati Uniti – vi è stata una
serie di violazioni di diritti costituzionali, come contraddizioni con altri
circuiti (considerate come gli argomenti principali da trattare da parte della
Corte Suprema) su importanti temi, tali come la sede, la discriminazione
razziale durante la selezione della giuria, le sentenze e i diritti degli
accusati e dei loro avvocati.
Questo era, inoltre, un caso legato direttamente a gruppi terroristici e alle
loro attività nel territorio degli Stati Uniti - in un momento in cui il
terrorismo si supponeva che fosse il tema più importante - e con chiare
implicazioni dal punto di vista delle relazioni internazionali; un caso nel
quale generali e capi militari e perfino un consigliere principale di un
Presidente avevano deposto come testimoni. Ha avuto la caratteristica di essere
unico in vari sensi.
La decisione unanime del collegio originale della Corte d’Appello, dopo avere
esaminato tutti gli aspetti del caso per vari anni, di annullare tutte le
condanne e di ordinare un nuovo processo, è stata unica in se stessa, come è
stato il documento di 93 pagine che la conteneva. La decisione del Governo,
presa al più alto livello, di chiedere alla Corte di revocarla è stata molto
eccezionale ed è stata una cosa molto rara che si ottenesse che la Corte
accogliesse una richiesta tanto inusuale.
D'altra parte, non è qualcosa di normale per un giudice d’appello chiedere alla
Corte Suprema di rivedere un caso, molto meno farlo due volte come lo ha fatto
il giudice Birch, che ha ribadito questa istanza mentre paradossalmente si univa
a Pryor nella sua vergognosa sentenza.
Questo caso è stato unico anche riguardo alla preoccupazione e all'interesse in
tutto il mondo.
Nel 2005, prima della decisione del collegio della Corte d’Appello, una
decisione molto importante e anche unica è stata adottata in modo unanime dal
Gruppo sulle Detenzioni Arbitrarie delle Nazioni Unite. Questa è un ente
completamente indipendente, non un organismo intergovernativo, con cinque
giudici - uno per ogni continente - che non rappresentano alcuno Stato delle
Nazioni Unite e che agisce esclusivamente in base alla sua capacità personale.
Questi giudici hanno studiato la situazione dei Cinque su richiesta delle loro
mogli e madri. Il Gruppo ha passato vari anni indagando sul caso nella sua
totalità e interagendo con gli Stati Uniti mediante corrispondenza ufficiale. Il
Governo cubano non è mai stato consultato, e non doveva esserlo, perché Cuba non
era parte in questo processo.
E’ stata una decisione che ha fatto storia. Il Gruppo è giunto alla conclusione
che la privazione della libertà ai Cinque è stata arbitraria e non in linea con
gli Accordi sui Diritti Umani delle Nazioni Unite pertinenti e ha fatto appello
al Governo degli Stati Uniti affinché prendesse misure per porre rimedio alla
situazione.
Il gruppo ha indicato che: "il processo non ha avuto luogo nel clima di
obiettività e imparzialità necessario" e che "il Governo [degli Stati Uniti] non
ha negato che il clima di predisposizione e di pregiudizio contro gli accusati a
Miami è continuato e ha contribuito a presentare gli accusati come colpevoli fin
dall'inizio. Non è stato impugnato dal Governo il fatto che un anno più tardi lo
stesso abbia ammesso che Miami non era il posto adeguato per celebrare un
processo dove era provato che era quasi impossibile selezionare una giuria
imparziale in un caso relativo a Cuba".
"Il Governo non ha confutato il fatto che gli avvocati della difesa abbiano
avuto un accesso molto limitato alle prove a causa della loro secretazione da
parte del Governo come sicurezza nazionale", aspetto che "ha sepolto
l'equilibrio tra l'accusa e la difesa e ha danneggiato la capacità [della difesa]
di presentare prove a discarico".
Gli esperti delle Nazioni Unite hanno indicato che gli accusati "sono stati
mantenuti in isolamento solitario per 17 mesi", e di conseguenza "la
comunicazione con i loro avvocati e l'accesso alle prove e, con ciò, le
possibilità di una difesa adeguata sono state indebolite".
Per concludere hanno sentenziato che questi "tre elementi enunciati sopra,
nell’insieme, sono di tale gravità che conferiscono alla privazione di libertà
di queste cinque persone un carattere arbitrario". (Relazione del Gruppo di
Lavoro sulle Detenzione Arbitrarie E/CN.4/2006/7/Add.1 p. 66, Opinione No.
19/2005 - Stati Uniti d'America).
Questa è stata la prima e unica volta nella storia degli Stati Uniti e nella
storia delle Nazioni Unite in cui un organismo dell’ONU abbia dichiarato un
processo negli Stati Uniti ingiusto e contrario alle norme stabilite
universalmente per i Diritti Umani e per il Diritto Internazionale.
Ma queste conclusioni dei cinque giudici indipendenti, nessuno di loro, di
sicuro, di sinistra o radicale, non si trovavano facilmente sui mezzi di
informazione nordamericani e la maggior parte degli statunitensi probabilmente
non ne ha mai sentito parlare.
Molti nordamericani non conoscono il caso dei Cinque perché a loro non è
permesso sapere.
Non solo il lungo processo dei Cinque è stato mantenuto nell’ombra, ai
nordamericani non è stato permesso di sapere che questo caso è stato molto
presente nelle menti di molti milioni di persone in tutto il mondo. I grandi
mezzi corporativi che non hanno informato sulla battaglia legale, hanno
collocato una cortina di silenzio simile attorno all'ampio e crescente movimento
di solidarietà che i Cinque hanno ricevuto praticamente da tutte parti,
dall'Irlanda fino alla Tasmania, dal Canada fino alla Namibia. Chiese,
parlamenti, organizzazioni dei diritti umani, sindacati, scrittori, avvocati e
persone di tutte le posizioni e condizioni sociali hanno espresso la loro
preoccupazione e il loro interesse in tutte le lingue, compreso l'inglese.
Ma la Corte Suprema non si presa il disturbo di ascoltare.