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 Parte VIII: Il giudizio di Pryor
Cubadebate, 11 settembre 2009

Quando la storica decisione unanime è stata revocata su istanza del Pubblico Ministero Generale di W. Bush (Remember Elian?, CounterPunch, Agosto 11, 2009), lo stesso collegio di tre giudici avrebbe dovuto ascoltare i temi che restavano oltre a quello della sede, che era stato quello su cui avevano espresso la loro memorabile opinione. Tuttavia, nel frattempo, uno dei giudici, il più anziano e il più liberale, era andato in pensione e un altro era stato designato per sostituirlo. L'eletto per questo ruolo è stato nominato da Bush durante una pausa di attività del Senato, William H. Pryor, la cui nomina, descritta come "una delle più polemiche della storia recente", aveva provocato una grande agitazione nel Senato, che lo ha confermato con l'opposizione di 45 senatori.
Il senatore Kerry, ha affermato che il nuovo giudice "è stato un costante difensore della riduzione dei diritti garantiti dalla costituzione" con la sua "costante ricerca di opinioni legali estreme e scorrette… come risultato il nostro sistema giuridico federale avrà meno capacità di proteggere i diritti costituzionali che ci sono tanto cari (Verbali del Congresso, Senato giugno 14, 2005).
Pryor è stato criticato da alcuni dei principali quotidiani ed è stato descritto come un "fanatico di destra che non è in grado di giudicare". Sintetizzando il suo curriculum Jeffrey St.Clair ha detto: "egli va molto, molto più in là perfino di molti degli ideologi più estremisti del suo partito. ("Pryor Unrestraint", CounterPunch, giugno 14, 2003).
Il Sig. Pryor ha scritto l'opinione di rifiuto della Corte di analizzare gli altri temi presentati dalla difesa con un linguaggio che a volte era più vicino alla volgare diatriba e alle calunnie anti-cubane, che allo stile bilanciato e sobrio dei documenti legali (perfino alcuni terroristi ben noti, descritti correttamente come tali dal collegio precedente, sono stati trasformati ora in patriottici combattenti per la libertà). Curiosamente, l'accusa di "spionaggio" è stata costruita in modo tanto rozzo e il processo di Miami comprendeva altri errori tanto ovvi, che Pryor ha dovuto trovarsi d’accordo con gli altri due giudici nell’annullare le sentenze di tre degli accusati. (Espías sin Espiar, CounterPunch agosto 28-30, 2009)
Questa volta il collegio si è trovato diviso su un punto cruciale: l’Accusa 3 - cospirazione per commettere assassinio. Uno dei giudici, J. Birch, nonostante coincidesse con l'opinione di Pryor ha riconosciuto che "questo tema presenta un caso molto particolare e ha ribadito "che la mozione per il cambio di sede ha dovuto essere concessa" aggiungendo che "gli accusati sono stati soggetti a tale grado di danno basato sul dimostrato pregiudizio dominante nella comunità che le loro condanne doverono hanno dovuto essere revocate". (US Court of Appeals for the Eleventh Circuit N. 01-17176, D.C. Docket No. 98 - 00721 CR-JAL, Page 83).
La giudice Phillys Kravitch in un'impressionante opinione discrepante di 15 pagine ha dimostrato la terribile ingiustizia commessa dai suoi colleghi contro Gerardo Hernández.
Ha indicato: "Un paese non può abbattere legalmente un aereo nello spazio aereo internazionale, a differenza di una nazione che abbatte un aereo straniero all’interno del suo stesso territorio quando i piloti di quegli aerei che sono stati avvertiti in ripetute occasioni di rispettare i limiti territoriali, hanno lasciato cadere oggetti sul territorio, e quando l'obiettivo dei voli è quello di destabilizzare il sistema politico del paese. Così, la questione se il Governo ha fornito sufficienti prove per sostenere la condanna a Hernández dipende dal fatto se abbia presentato sufficienti prove per provare che lui era d’accordo nell’abbattimento degli aeroplani nello spazio aereo internazionale, in contrapposizione con il cubano (Idem, Pag. 94-95) e a questo riguardo "il Governo non ha potuto portare alcuna prova". (Idem, Pag. 98).
Ma oltre al tema dell'ubicazione dell'incidente "il Governo non ha potuto portare in assoluto sufficienti prove che Hernández era d’accordo con l’abbattimento degli aerei. Nessuna delle comunicazioni intercettate presentate dal Governo nel processo mostra un accordo per abbattere gli aeroplani. Di più, la prova mostra un accordo per "affrontare" gli aeroplani di ‘Hermanos al Rescate’. Ma "affrontare" non significa necessariamente un abbattimento".
Per dimostrare che aveva ragione ha fatto riferimento alle testimonianze e a nastri-video presentati al processo: "Questa prova dimostra ciò che è ovvio: esistono molti modi in cui un paese può "affrontare" un aereo straniero. Ma il Governo non ha presentato alcuna prova sul fatto che quando Hernández era d’accordo nell’aiutare ad "affrontare" ‘Hermanos al Rescate’ egli abbia avuto voce in capitolo sul fatto che il confronto fosse un abbattimento. Concludere che la prova dimostra questo, va al di là di oltre mere deduzioni a una totale speculazione… per il fatto che tante prove indicano che si va verso un "confronto" e non verso un abbattimento, io non posso dire che una giuria ragionevole - date tutte le prove - possa concludere al di là di un ragionevole dubbio che Hernández era d’accordo con l’abbattimento". (Idem, Pag. 96-97)
Questo era tanto ovvio che lo stesso Governo aveva riconosciuto in una petizione di emergenza "senza precedenti" a questa stessa Corte d’Appello che dimostrare l'inventata colpevolezza di Gerardo in un crimine tanto costruito costituiva "un ostacolo insormontabile" per la procura.
Questo sarebbe stato il caso con una "giuria ragionevole" in qualunque altra sede. Ma non a Miami, dove gli intimoriti giudici erano circondati nell'aula del tribunale da una banda di individui che proclamava le sue gesta terroristiche ed era stata capace di sequestrare Elián González, sempre con una totale impunità e che si è unita al Governo nella richiesta della peggiore punizione per Gerardo. Questo avrebbe potuto essere compreso da qualunque giudice ragionevole. Ma non da un "fanatico di destra che non è in grado di giudicare".
Qualcuno alla Casa Bianca era felice. La sua nomina alla carica è servita bene. A Gerardo sono stati confermati i suoi due ergastoli con il voto riluttante e paradossale di un giudice, Birch, che ha insistito sul fatto che "le condanne [di tutti i Cinque] devono essere revocate" e di una dignitosa signora che ha mantenuto la sua opinione di disaccordo: "il Governo non ha presentato alcuna prova" per sostenere la sua accusa.
Dopo la vergognosa sentenza di Pryor, i Cinque hanno presentato ricorso alla Corte. Questa volta non stavano mettendo in discussione una decisione unanime e ben motivata - come ha fatto il Governo nel 2005 – ma chiaramente ingiusta e di pregiudizio che aveva diviso profondamente il collegio in relazione all’accusa 3, con la Kravitch che la respingeva con impeccabile consistenza e con Birch - dopo avere riconosciuto i suoi argomenti, ma ignorando la presunzione di innocenza e i suoi stessi "ragionevoli dubbi" – che ha deciso in un modo insolito di unirsi alla posizione pro-Governo e alla logica neo-conservatrice di Pryor.
Ma questa volta la Corte d’Appello ha confermato le discutibili conclusioni del collegio. Perfino i giudici di Atlanta si sono dimenticati che è stato a loro che lo stesso Governo aveva fatto loro una "richiesta di emergenza" ammettendo che non avevano potuto provare la colpevolezza di Gerardo.