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Parte
VI: Accuse sulla carta
Cubadebate, 5 settembre 2009
Gerardo Hernández Nordelo.
Oltre sette mesi dopo avere arrestato e processato i Cinque cubani, il Governo
degli Stati Uniti ha presentato una nuova accusa. Un'altra volta l’accusa era di
"cospirazione", ma questa volta per commettere omicidio di primo grado e, nello
specifico, contro uno dei Cinque, Gerardo Hernández Nordelo.
La nuova causa è avvenuta dopo una campagna pubblicitaria a Miami, promossa
attivamente da "giornalisti" nell'elenco del Governo dell'USA, che riguardava
notizie di riunioni in posti pubblici tra noti leader dell'esilio cubano, i
pubblici ministeri e funzionari dell’FBI, durante le quali venne discussa in
modo aperto l'accusa contro Gerardo. Si è poi trasformata in una chiara
richiesta dei gruppi più violenti della città, e i mezzi di informazione l’hanno
trasformata in un tema quotidiano centrale.
Il Governo ha acconsentito alla richiesta e ha presentato la nuova causa in modo
formale, con il nuovo elemento essenziale aggiunto ai "crimini" di Gerardo.
Questa è stata una concessione politica ai terroristici anticubani che cercavano
vendicarsi dell’abbattimento di due piccoli aerei (modello O2 utilizzati dalla
Forza Aerea degli Stati Uniti prima in Vietnam e più tardi nella guerra di El
Salvador) da parte della Forza Aerea cubana il 24 febbraio 1996. I piccoli aerei
erano stati utilizzati da componenti di un gruppo violento di cubani.
L’abbattimento, nello spazio aereo cubano, era avvenuto due anni prima che i
Cinque fossero arrestati.
Di sicuro, il momento era molto sospetto. Secondo l'informazione divulgata dalla
procura durante il processo, l’FBI aveva scoperto la vera natura della missione
rivoluzionaria di Gerardo a Miami e lo stava già monitorando e controllando le
sue comunicazioni con La Habana almeno da un paio di anni prima
dell’abbattimento dei piccoli aerei. Se quell'incidente fosse stato il risultato
di una "cospirazione", nella quale Gerardo era un partecipante chiave, perché
non l'hanno arrestato nel 1996? Perché questo tema non è stato neppure citato
nel settembre 1998 quando hanno arrestato e processato Gerardo?
I piccoli aerei appartenevano a un gruppo capeggiato da José Basulto, un
veterano agente della CIA coinvolto in molte azioni dei paramilitari dal 1959,
compresa l'invasione di Playa Girón e una serie di attentati contro Fidel
Castro. Nei 20 mesi precedenti all'incidente, questo gruppo era entrato nello
spazio aereo cubano 25 volte, ogni volta denunciato dal Governo cubano.
Dopo tanti interventi diplomatici, il Governo degli Stati Uniti aveva voluto
dimostrare sensibilità. Ha iniziato un'indagine sui voli, ha chiesto l'aiuto di
Cuba sui dettagli delle provocazioni precedenti, ha riconosciuto di avere
ricevuto le segnalazioni e ha ringraziato Cuba. Il 24 febbraio 1996 i
procedimenti amministrativi erano ancora in corso, e successivamente
l'Amministrazione Federale dell’Aviazione (FAA) ha tolto a Basulto la sua
licenza di pilota e non avrebbe più potuto volare (almeno non legalmente).
I provocatori avevano proclamato apertamente che avrebbero continuato a fare i
voli illegali nello spazio aereo di Cuba, e perfino hanno dichiarato che l'isola
che in quel momento soffriva la sua peggiore crisi – peggiore in termini
economici della Grande Depressione, secondo una relazione delle Nazioni Unite -
non era capace di rispondere alle loro incursioni illegali.
In gennaio, il sig. Basulto ha portato con sé nell'aereo un’apparecchiatura
della televisione NBC di Miami, che ha filmato e ha diffuso il sorvolo del
centro di La Habana, con il lancio di propaganda e di altri materiali. Cuba ha
dichiarato pubblicamente che non avrebbe più tollerato tali provocazioni, e ha
fatto le notifiche necessarie a tutte le parti interessate, compreso il Governo
degli Stati Uniti, il Dipartimento di Stato e la FAA, che a sua volta ha
avvertito Basulto e il suo gruppo di astenersi da tali voli.
La presunta "cospirazione" era in se stessa una stupidità monumentale,
incomprensibile per qualsiasi mente razionale. Si suppone che il Governo cubano
aveva deciso di provocare una guerra totale con gli Stati Uniti, un confronto
militare che, ovviamente, avrebbe dato luogo a un colpo terribile non solo per
il Governo cubano, bensì per tutta la nazione e il suo popolo. In relazione a
qualsiasi delitto, il movente è sempre un fattore chiave. Decisivo. Quale
avrebbe potuto essere il movente di Cuba, per provocare un evento proprio in
quel momento, il più pericoloso per la sopravvivenza del nostro paese senza
alleati o amici in un mondo e in un continente sotto il pieno controllo degli
Stati Uniti nel 1996?
Cuba ha fatto esattamente il contrario. Ha denunciato una per una ogni
provocazione alla FAA e all'Organizzazione dell’Aviazione Civile Internazionale
(OACI, l'Istituzione delle Nazioni Unite che si occupa di queste questioni) e ha
inviato decine di note diplomatiche al Dipartimento di Stato. Ma Cuba ha fatto
di più. Ha fatto tutto il possibile per arrivare al più alto livello del Governo
degli Stati Uniti, alla Casa Bianca, cercando di prevenire altri incidenti.
The New Yorker, nella sua edizione del gennaio 1998 dedicata a Cuba in occasione
della visita del Papa, ha pubblicato un articolo serio, raccontando in modo
abbastanza obiettivo questi sforzi cubani. (Carl Naguin, "Annals of Diplomacy
Backfire", The New Yorker, 26 gennaio 1998)
Sì, c’è stata una cospirazione per provocare la tragedia del 24 febbraio 1996.
Ma è stata unicamente e esclusivamente degli stessi gruppi che hanno lanciato da
Miami una campagna terroristica contro Cuba per mezzo secolo. La stessa
combriccola che ha successivamente sequestrato Elián González, di sei anni di
età. Eventi criminali che sono stati eseguiti sempre con impunità.
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