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 Parte V: Spie senza spiare
Cubadebate, 31 agosto di 2009

Il primo verbale d’accusa, nel settembre 1998, incolpava i cinque cubani di essere agenti di Cuba non registrati e di altre violazioni minori. Anche il Governo accusava tre di loro - Gerardo, Ramón e Antonio - di "cospirazione per commettere spionaggio" (accusa 2).
La Procura in sé non ha accusato nessuno di loro di spionaggio per una ragione molto semplice: non esisteva niente simile e pertanto non avrebbe mai potuto essere provato. I pubblici ministeri sono andati ancora più in là. Nella loro dichiarazione iniziale hanno avvisato la giuria che non sperasse nella rivelazione da parte loro di qualsiasi segreto, niente del genere. L’unica cosa che doveva fare la Procura era di "convincere" i componenti della giuria che gli accusati erano realmente persone cattive capaci di concepire un tentativo di mettere in pericolo la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti in un certo momento di un ipotetico futuro. E, hanno argomentato, che gli accusati dovevano ricevere la punizione più severa possibile, perché erano tipi davvero malvagi che perturbavano la pace e la tranquillità di Miami. Ricordate Elián?
Per ottenere questo obiettivo i pubblici ministeri, nonostante quello che la loro stessa accusa affermava, hanno fatto durante il processo dichiarazioni del tipo più violento, accusando i Cinque di niente meno che cercare di "distruggere gli Stati Uniti" e ricordando agli intimoriti componenti della giuria che se non li avessero condannati stavano "tradendo la comunità".
I mezzi di comunicazione si sono incaricati del resto. Hanno sempre presentato i Cinque cubani come "spie", o come persone accusate di essere "spie". I mezzi hanno realmente esagerato nell’adempimento del loro compito. Hanno continuato a ripetere la stessa cantilena, perfino dopo che la Corte d’Appello ha stabilito all’unanimità nel settembre 2008 che non c'erano prove che gli accusati avessero "ottenuto o trasmesso informazioni segrete" o che avessero danneggiato la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti e pertanto ha deciso che le sentenze per l’Accusa Due (cospirazione per commettere spionaggio) erano sbagliate, le ha annullate e ha decretato che Ramón e Antonio fossero ri-sentenziati. (Undicesimo Circuito della Corte d’Appello, No. 01-17176, DC, Docket No. 98-00721-CR-JAL, pagine 70-81).
Tuttavia, nonostante avesse riconosciuto che lo stesso procedimento avrebbe dovuto essere applicato a Gerardo, con un incredibile atto di discriminazione giudiziale, il tribunale si è rifiutato di farlo adducendo che un ergastolo era già a suo carico.
In realtà, era molto facile rendersi conto che in questo caso non c’era alcuna informazione segreta o militare, e che la sicurezza nazionale degli Stati Uniti non era mai stata danneggiata. Questo è stato ciò che ha detto il Pentagono, in un linguaggio chiaro e semplice prima che cominciasse il processo. Queste sono state le testimonianze, sotto giuramento, dell'ammiraglio a riposo Eugene Carroll (trascrizioni ufficiali, pagine 8196-8301), del generale dell’Esercito a riposo Edward Breed Atkeson (idem, pagine 11049-11199), del generale ed ex-comandante del Comando Meridionale Charles Elliot Wilhelm (idem, pagine 11491-11547), e del tenente generale a riposo della Forza Aerea James R. Clapper (idem, pagine 13089-13235).
Le loro testimonianze non sono state segrete, ma sono state fatte volontariamente in udienza pubblica. Probabilmente una sfilata come questa, di distinti e decorati capi militari che sostenevano l'innocenza di alcuni giovani rivoluzionari cubani, non era mai successo prima in un tribunale degli Stati Uniti. Questa notizia non è circolata fuori da Miami, ma le trascrizioni ufficiali del processo sono lì per chi le voglia leggerle.
Da quando i Cinque sono stati condannati vi sono stati altri casi i cui risultati contrastano chiaramente con il loro. Esaminiamone molto brevemente alcuni.

Khaled Abdel-Latif Dumeisi, accusato di essere un agente non registrato del Governo di Saddam Hussein. E’ stato condannato nell’aprile 2004, nel mezzo della guerra degli Stati Uniti contro l'Iraq, a 3 anni e 10 mesi di prigione.

Leandro Aragoncillo è stato giudicato colpevole nel luglio 2007 per aver trasmesso informazioni segrete sulla difesa nazionale degli Stati Uniti (circa 800 documenti segreti) ottenuti dal suo ufficio nella Casa Bianca, dove lavorava come assistente militare dei Vicepresidenti Al Gore e Dick Cheney. Il Sig. Aragoncillo è stato condannato a 10 anni di prigione, mentre il suo complice, Michael Ray Aquino, ha avuto una condanna di 6 anni e 4 mesi.

Gregg W. Bergersen, un analista del Dipartimento della Difesa, è stato giudicato colpevole nel luglio 2008 di fornire informazioni sulla difesa nazionale a persone non autorizzate in cambio di denaro e di regali, ed è stato condannato a 4 anni e 9 mesi di prigione.

Lawrence Anthony Franklin, un colonnello della riserva della Forza Aerea degli Stati Uniti che lavorava al Dipartimento di Difesa, è stato ritenuto colpevole di aver consegnato informazioni segrete e di difesa nazionale, compresi segreti militari, a rappresentanti di un Governo straniero ed è stato condannato a 12 anni e 7 mesi di prigione. Tuttavia, non è mai entrato in una prigione federale. Era in libertà mentre era in corso l’appello e nel maggio scorso il Dipartimento di Giustizia ha ritirato le accuse su cui si basava il suo caso.

C’è da aggiungere che nessuno dei casi riferiti sopra è stato giudicato nel sud della Florida, né ha mai riguardato alcun tentativo di frustrare piani criminali.

I Cinque hanno ricevuto, nell’insieme, 4 ergastoli più 77 anni. Essi non hanno lavorato alla Casa Bianca, né al Pentagono, né al Dipartimento di Stato. Non hanno mai avuto né hanno cercato di avere accesso a qualsiasi informazione segreta. Ma hanno fatto qualcosa di imperdonabile. Hanno lottato contro il terrorismo anti-cubano e lo hanno fatto a Miami.